giovedì 31 dicembre 2009

BUON 2010 ... CON GIUDIZIO!

Nel 2010 avremo modo di esprimere un giudizio sull'attività amministrativa del nostro "doppio comune"... ed il nostro giudizio su di essa, guardando e leggendo le nostre 1500 foto ed i nostri 454 post ... è estremamente semplice e scontato! Tutti a casa!
La foto che pubblichiamo oggi per augurarvi ed augurarci un 2010 migliore del 2009 è stata scattata stamattina.
E' da alcune settimane che nella restaurata via Emilia fa bella mostra di se un originale "spartitraffico".
Questa foto possiamo considerarla il simbolo del vecchio 2009:
quel vuoto che s'intravvede dal tombino - privo di copritombino - è l'immagine che meglio simboleggia le Giunte Comunali succedutesi dal 2005 ad oggi!
Quel vuoto rappresenta la nostra condizione, perennemente a rischio e la superficialità e l'insensatezza e dei rimedi escogitati ...! Quel volantino rimasto ignorato da settimane ... la nostra negata dignità! Auguri allora ... perchè non ci rimane che costruire insieme un 2010 migliore!

giovedì 24 dicembre 2009

BUON NATALE A TUTTI VOI, ANCHE A QUANTI HANNO LA FACCIA DI BRONZO!

Il nostro augurio di Buon Natale ed un Felice Anno nuovo non poteva mancare a quanti ci seguono con assidua attenzione.
Tanti auguri. Ovviamente quest'anno i nostri non potevano che distinguersi dagli altri: sono un pò rassegnati; che la fine dell'anno sia giunta senza che la nostra porposta di legge abbia avuto l'attenzione dovuta da parte dei Consiglieri Regionali (particolarmente di quelli membri della I Commissione), non promette nulla di buono per il suo definitivo percorso. La fine della legislatura si avvicina ... è stato più semplice, per i nostri consiglieri, impegnarsi affinchè i Bronzi di Riace trovassero ospitalità nella sede del Consiglio Regionale ... piuttosto che essi prestassero attenzione alla legittima proposta di legge presentata da più di un anno. Che la nostra rivendicazione d'autonomia, per tanti, fosse una patata bollente lo sapevamo ma non immagginavamo l'esistenza di tante facce di bronzo!
Ed allora tanti auguri di buon anno anche a loro! Anche perchè non è da escludere che proprio la presenza dei Bronzi tra le sale della Regione rammenti ai più i loro doveri istituzionali verso questa nostra bistrattata comunità: ma ciò lo non speriamo per una sorta di loro ravvedimento ma solo perchè è alla memoria di una nostra giovanissima vita che la sala in cui quelle preziose statue di bronzo sono collocate è dedicata.
Ed allora tanti auguri, sperando che la memoria, più che nascere ... risorga!

giovedì 17 dicembre 2009

PETCOKE: ECCO LE MOTIVAZIONI CON LE QUALI IL TAR CALABRIA NE RICONSENTE LO SBARCO NELLA CITTA' PORTUALE!

"Non è in discussione la circostanza di fatto che il pet-coke, al pari di altre sostanze, sia elemento inquinante e pericoloso (...) tuttavia, l’ordinamento giuridico non impedisce il traffico, il commercio e l’utilizzo di tali sostanze, prevedendo, peraltro, al fine di prevenire eventuali pregiudizi, una particolare disciplina di sicurezza (...) la valutazione dell’Amministrazione, secondo cui non è possibile effettuare lo scarico del pet-coke in condizioni che escludano in modo assoluto il verificarsi di incidenti, vale per ogni sostanza pericolosa e inquinante (in quanto, come osservato dalla ricorrente, nulla può escludere in modo assoluto il verificarsi di un incidente), oltre a porsi in contrasto con la disciplina normativa, che, come detto, ammette il traffico, il commercio e l’utilizzo delle sostanze pericolose, salvo il rispetto di condizioni di sicurezza ottimali (le quali, comunque, non possono mai escludere in modo assoluto la possibilità che un pregiudizio si verifichi)" ... esordisce così la sentenza del TAR Calabria che il 3 dicembre scorso ha discusso il ricorso presentato dalla Italcementi contro l'Ordinanza della Capitaneria di Vibo che proibiva lo sbarco del Pet-Coke nella banchina portuale fino all'attuazione di pratiche di sbarco che, con l'utilizzo di migliori tecnologie, atte ad impedire la dispersione delle polveri pericolose, non mettessero a rischio la salute pubblica o, come si scrive nel "rispetto di condizioni di sicurezza ottimali".
Con questa premessa - senza entrare nel complicatissimo campo del diritto - che stabilisce "sopportabile il rischio" a cui potrebbe essere esposta la nostra comunità nel caso di incidenti nella fase di sbarco (perchè non si può "mai escludere in modo assoluto che un pregiudizio si verifichi"), il Tribunale Amministrativo Regionale sospende l'Ordinanza dell'Autorità Marittima.
Per conoscere il "pregiudizio" al quale è stata sottoposta la nostra comunità vi rimandiamo ai post legati alle modalità di sbarco attuate in passato, che hanno dato origine all'ordinanza oggi sospesa.

Il testo della sentenza è però ... a dir poco disarmante!

Innanzitutto [scarica sentenza in pdf]perchè scopriamo che avverso il ricorso presentato dalla Italcementi al TAR contro una Ordinanza nata dopo una Conferenza di Servizi, non appaiono costituiti in giudizio nè il Comune di Vibo Valentia, in persona del Sindaco, nè l'Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, in persona del legale rappresentante, nè l' A.R.P.A. di Vibo Valentia, in persona del legale rappresentante, nè il Consulente Chimico del Porto di Vibo Valentia Marina, ma ancorpiù restiamo interdetti dalle motivazioni di fondo con la quale la si sospende:

Primo: "una situazione di sicurezza assoluta non esiste";
Secondo: "se la mancanza di una situazione di sicurezza assoluta deve assumere rilievo, ciò vale per ogni sostanza inquinante e pericolosa (non solo per il pet-coke)"!
Non comprendiamo la soddisfazione con la quale la Direzione dell'Italcementi annuncia sui quotidiani locali [scarica l'articolo su CalabriaOra di oggi] questa incredibile pronuncia del TAR CALABRIA, che seppur dimosta un sagace tempra ed efficace la strategia di diritto, mantiene "integri i poteri dell’Amministrazione (Capitaneria) di adottare le misure del caso al fine di assicurare che lo scarico del pet-coke avvenga in condizioni di sicurezza ottimali"! Queste erano le ragioni di fondo di quella ordinanza ... questi rimangono gli obblighi di fondo ai quali attenersi!
Si annuncia a dopo le FERIE natalizie il prossimo sbarco di pet-coke: viste le motivazioni del TAR ... c'è da augurarsi dunque che anche in ambito portuale l'Italcementi attui la filosofia INCIDENTI ZERO !

martedì 15 dicembre 2009

MESSI INSICUREZZA PER SEMPRE!

Avevamo atteso con ansia l'avvio dei lavori di messa in sicurezza dei torrenti; li abbiamo annunciati; alcuni li vediamo svolgere ... (vedi S. Pietro o viale delle Industrie) con molte perplessità; di altri (come quelli sul temibile S. Anna) addirittura non abbiamo nessuna notizia.
Per far comprendere le nostre perplessità sull'efficacia dei lavori, portiamo oggi come esempio emblematico quelli di via dell'Industria. A tal fine sovrapponiamo le foto riprendono i due nuovi ponti ad una foto di goolemap dell'area.
I lavori su due torrenti si sono concretizzati con la cementificazione degli argini e l'aumento delle loro altezze. Questo aumento di quote ha obbligato alla costruzione di due ponti ben più alti del piano strada, che provoca oltre ad un pessimo effetto gobba di cammello ... un rischio - secondo noi - ben più grave della cura attuata.
Tutti noi sappiamo quanto sia ancora precario il sistema delle reti di raccolta d'acqua reflua in quella via, sistema che viene spesso in crisi dagli acquazzoni stagionali. Detto ciò è facile immaginare che i ponti realizzati possano divenire delle vere e proprie dighe, che in quell'area faciliteranno episodi pericolosi di allagamento. Il grafico ne da una esemplificazione eloquente.
Ma che i ponti siano stati realizzati senza pensare alle quote ... è meno grave che constatare che siano stati fatti senza nemmeno guardare una pianta urbanistica dell'area! Cosa lo dimostra? Un'altra foto che vi mostriamo di lato.
Il dislivello di quota realizzato per superare il torrente ha praticamente chiuso l'uscita d'emergenza del Deposito Agip!
Pensate ... per mettere in sicurezza l'area hanno pensato bene di impedire l'uso di una via di fuga d'emergenza di un impianto industriale e ... concretizzato un prossimo allagamento!
Qualcuno vuole chiedere ai nostri tecnici perchè giocano sulla nostra pelle?

sabato 12 dicembre 2009

ONOREVOLI VISITE... E VISITE ONOREVOLI!

"Accertare esistenza responsabilità": è questa la frase che può riassumere la visita istituzionale dell'On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera, che ieri ha incontrato a Bivona gli alunni e le maestre della scuola elementare. Bivona è la frazione simbolo dell'alluvione che nel 2006 ha provocato 4 vittime, alla più piccola della quale è stata intitolata la scuola.
"Sarà compito della magistratura verificare se si trattò di sfortunate circostanze o se ci furono responsabilità. È dovere delle istituzioni far sì che questo accertamento ci sia e vigilare che chi è preposto a tutela del territorio si comporti come impone la legge e la coscienza".
La cronaca dell'evento - al quale non abbiamo partecipato - la estraiamo da VirgilioNotizie : "Durante l'incontro una alunna della scuola ha chiesto a Fini di far sì che "possiamo vivere sereni e non vivere nel terrore quando piove". Il presidente della Camera si è detto "commosso", sottolineando come "la generosità del vostro popolo è davvero motivo di orgoglio per tutto il popolo italiano". Secondo Fini, è importante "la presenza fisica delle istituzioni dove più si è sofferto, anzi è un dovere: ho accettato di essere qui per rendere evidente anche dal punto di vista fisico che è giusto non dimenticare. Nulla e nessuno restituirà alle famiglie i loro cari, ma a quelle famiglie le istituzioni devono dare una risposta: fu una fatalità? Certo, è doveroso dubitare perché quando l'uomo violenta la natura, la natura si vendica". Non si tratta solo di ricostruire quello che l'alluvione ha distrutto, ha continuato Fini, ma serve anche "una piena ripresa economica e sociale. Questo riguarda il Sud, non solo Bivona. È una grande sfida della politica e se la politica sarà non una competizione di potere né una raccolta di consenso con sistemi clientelari, allora vincerà la sfida, altrimenti difficilmente la vincerà". "Non può esserci uno sviluppo qui - ha concluso - senza la consapevolezza che quanto accade qui ha risvolti al Nord e in tutto il resto del paese". Un resoconto completo percorso istituzionale lo offre CalabriaOra di oggi [scarica articolo].
Bivona, nel 2007 aveva già accolto il suo predecessore alla carica di Presidente della Camera l'On. Fausto Bertinotti, le cui considerazioni non erano state meno blande, stando a quanto riportato sempre da CalabriaNotizie.it:
“Per la Calabria una rinascita possibile. Io penso che il Sud, ed in particolare questa terra di Calabria, sia ad un bivio: da una parte il rischio di proseguire in una china disastrosa in cui i giovani non hanno futuro e tutte le popolazioni rischiano un imbarbarimento, dall’altra l’opportunità di dare vita ad una vera e propria rinascita. Oggi sono qui – ha aggiunto Bertinotti – anche per segnalare l’attenzione delle istituzioni nazionali per i governi regionali e locali che possono essere davvero tanto importanti per la rinascita di questa parte del Paese”. Il presidente della Camera ha poi puntato l’attenzione sul potenziale rappresentato dai giovani e sull’emergenza criminalità.“I giovani sono il futuro – ha detto – e su di loro bisogna investire seriamente. Liberare il Mezzogiorno dai lacci della criminalità organizzata è uno dei modi per concorrere a questo futuro, ma per poterlo realizzare ci vogliono grandi politiche che siano in grado di disegnare una nuova organizzazione economica e sociale. Siamo difronte ad una grande sfida ed il Sud è il banco di prova. Ho dichiarato subito la mia disponibilità ad incontrare i familiari delle vittime dell’alluvione dello scorso anno ed i componenti del comitato Pro-Bivona che sono le persone più colpite da quell’evento, colpite negli affetti e nella vita familiare, ed ho scelto quindi di andare incontro alle situazioni più drammatiche. Perché proprio affrontando le situazioni più drammatiche si possono poi risolvere i problemi più generali”. Riferendosi alla tragedia dello scorso anno il presidente della Camera non ha esitato a mettere sotto accusa “la colpa della storia degli uomini, perché quello che è accaduto non è certo una congiura della natura”. Bertinotti ascolta molte storie drammatiche di chi ha perso un familiare, chi la casa, chi il lavoro, chi invece cerca, tra mille difficoltà, un’occupazione ed una vita dignitosa.“Ho sentito un grido di dolore trattenuto e composto – afferma – ora bisogna andare avanti con il processo di ricostruzione. Qui al Sud si sente la grande distanza che c’è tra la gravità dei problemi ereditati e le risposte, che non bastano mai. Per questo dico che è un dovere delle istituzioni, locali e nazionali, guardare a questa parte del Paese".
Il nostro post di oggi vuole essere una sorta di "foto ricordo" delle due importanti visite, i cui esiti certamente non cambieranno per nulla il nostro triste futuro ... nè hanno modificato la sufficiente prassi amministrativa con la quale si governa il territorio!
A modo nostro però vogliamo rendere la "foto ricordo" più concreta ed indimenticabile... unendo, in una sorta di foto di gruppo, anche la "visita onorevole" fatta proprio nei giorni del post-alluvione dal gruppo dei volontari di Protezione Civile "Diavoli Rossi" di Tiriolo, il cui fondatore ed animatore Mimmo Rocca risulta non a caso tra i 10 candidati dalla rivista Nuova Ecologia e Legambiente ad essere nominato "Ambientalista dell'Anno 2009".
Il gruppo di volontari di cui fa parte ha pubblicato una dettagliata relazione (anche questa ormai datata. Sic!) della loro "visita" ... a sostegno della popolazione durante i giorni drammatici del post-alluvione, nella quale [scarica documento] si legge tra l'altro:
"Nonostante l’evento che ha determinato l’emergenza a Vibo fosse molto circoscritto, si è determinato - a nostro parere - una situazione che è il logico risultato delle pecche e dei ritardi accumulatisi nel sistema della Protezione Civile calabrese.
Per restringere il campo al settore del volontariato, si è potuto toccare con mano cosa significa non aver organizzato il Coordinamento delle Organizzazioni da noi più volte proposto e non aver ancora predisposto, con il coinvolgimento delle stesse, nessuna forma di Colonna Mobile per il soccorso alle popolazioni. Nel Vibonese, ancora una volta, si sono avuti ritardi, scoordinamento e caos. Il soccorso è stato lasciato alla libera e generosa iniziativa delle componenti della Protezione Civile (Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, Esercito, Croce Rossa, Volontariato). Il tutto non poteva che generare malumori, proteste, rabbia e disperazione della gente, soprattutto della più inerme (anziani, famiglie con disabili, ammalati) come ampiamente documentato dai mass media. A noi è toccato più volte, durante l’operazioni di soccorso, calmare le persone che chiedevano aiuto a loro modo (gli psicologi sanno bene che le persone sotto stress possono sembrare “aggressive” ma spesso non hanno altro modo più mediato per chiedere aiuto), e quando ci vedevano lavorare per loro si sentivano subito sollevate e diventavano collaborative, manifestando anche gratitudine.
Nel caos dei soccorsi a Vibo è venuto a mancare il rapporto di fiducia sia con i “Capi politici locali” che con i Responsabili Regionali delle operazioni di soccorso che sono apparsi lontani sia fisicamente che culturalmente ed inadeguati al compito di sollevare le persone dal disagio.
(...) Il volontariato, fra mille difficoltà, cerca di svolgere il proprio ruolo; ci si aspetta che anche le Istituzioni facciano con pienezza il loro affinché non si debba più verificare una “emergenza” come a Vibo."

Quale sia stata la visità - tra le tre citate - più ONOREVOLE per la nostra comunità lo lasciamo stabilire a voi e se ritenete di darne merito - per ieri ed anche per domani - vi invitiamo a sostenere sul sito di Nuova Ecologia l'esperienza di Mimmo, perchè lui ... in Calabria c'è sempre, con la sua inseparabile sedia a rotelle!

PS.: Noi lo abbiamo già scelto da tempo!

giovedì 10 dicembre 2009

S.P.Q.V. : Sonorità Per Qualificare Vibo!

E' la Vibo che non ti aspetti ma che esiste ed è un piacere scoprire. E' una Vibo di valori ed impegno che festeggerà Sabato 12 dicembre dalle ore 19:00, il quarto compleanno della bottega "SUSU e JUSU" [http://www.susuejusu.com/] insieme ad Alessandro, il batterista talentuoso e Giovanni, il leone delle corde spesse.
Chiunque viva da queste parti ed ama la buona musica conosce ed apprezza i due musicisti, per senza dilungarsi in presentazioni, è inviato alla festa.
Come sempre, in bottega sarà possibile gustare un bicchiere di ottimo vino, proveniente dalle terre confiscate alle mafie nel meridione d’Italia o dalle cooperative del circuito equo e solidale in Chile.
La festa e l’impegno cammineranno insieme, così durante la serata sarà possibile aderire alla campagna nazionale “SALVA L’ACQUA”, contro il decreto Ronchi e la privatizzazione dell’acqua, cioè del diritto alla vita.
Vi invitiamo alla festa ... rammentandovi di disertare i centri commerciali, i negozi delle multinazionali e della malavita.

lunedì 7 dicembre 2009

UN PORTO IN PIAZZA!

Sul n.2 della rivista CalabriaEconomia (ci siamo permessi d'elaborare la copertina con una delle immagini interne) è presente un ottimo articolo a firma di M. Bonanno sul percorso attuato in questi mesi per pervenire alla costituzione dell'Azienda Speciale Portuale di Vibo e sul costesto nel quale tale iniziativa si è concretizzata.
Riportiamo l'articolo per intero oltre che per i condivisibili contenuti, anche per la citazione che viene fatta del nostro Comitato e sulle perplessità da noi espresse rispetto all'atteggiamento tutt'altro che chiaro attuatto dall'amministrazione comunale.
L'articolo merita una attenta lettura [scarica pdf].

venerdì 4 dicembre 2009

E' POSSIBILE VALORIZZARE LA FASCIA COSTIERA DA VIBO MARINA A PIZZO?

Dal blog dell'Ufficio Stampa della Provincia di Vibo (servizio informativo su blogger.com - dunque a costo zero - del quale l'ente può andarne fiero!) riportiamo integralmente il Comunicato Stampa legato ad un progetto di pianificazione territoriale elaborato dalla Nautilus, utile a valorizzare e riqualificare la fascia costiera da Vibo Marina a Pizzo, puntando sia alla razionalizzazione urbanistica degli insediamenti residenziali e industriali presenti che alla salvaguardia ambientale.

"L’ambizioso obiettivo del progetto di massima elaborato dalla Nautilus su impulso dell’Amministrazione provinciale, illustrato questo pomeriggio dai rappresentanti della cooperativa al presidente della Provincia Francesco De Nisi e all’assessore all’Ambiente Martino Porcelli. (...) L’iniziativa risale ad un vecchio bando promosso dalla Provincia circa due anni fa e finanziato dal ministero dell’Ambiente, finalizzato alla progettazione di interventi di sviluppo sostenibile in aree con particolare vocazione naturalistica. L’incarico fu affidato alla Nautilus, che ha concluso il lavoro e presentato in anteprima i risultati agli amministratori provinciali.
Il progetto, di carattere multidisciplinare, si focalizza principalmente sulla riqualificazione del porto e del lungomare di Vibo Marina, con l’allestimento di aree verdi attrezzate in prossimità del quartiere Pennello, la costruzione di un acquario marino e di un museo del mare, la razionalizzazione degli approdi turistici, la riconversione e la bonifica delle zone dove attualmente sono presenti infrastrutture industriali. Spostandosi verso nord, si prevede la riqualificazione del vecchio tracciato delle Ferrovie Calabro-Lucane per la creazione di un parco ecologico, la salvaguardia ambientale del lago Angitola e della foce dell’omonimo fiume, già classificati a livello europeo come Siti di interesse comunitario (Sic) per la rilevanza biologica che rivestono. Infine, il piano prende in considerazione anche la valorizzazione del centro storico di Francavilla Angitola.
Insomma, un progetto molto articolato che nelle intenzioni della Provincia e del Nautilus dovrebbe rappresentare una visione di massima nella quale far rientrare gli interventi di riqualificazione della fascia costiera, che in questi mesi i vari soggetti istituzionali coinvolti nello sviluppo del territorio stanno progettando per attingere ai fondi Por. Soddisfazione per la grande duttilità del progetto è stata espressa dal presidente De Nisi e dall’assessore Porcelli. In particolare, De Nisi ha ventilato l’ipotesi di attingere alle risorse nazionali del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) per realizzare gli interventi previsti, fermo restando la possibilità di utilizzare la progettazione della Nautilus per integrare o inglobare altri progetti che saranno finanziati dal Por. Dal canto suo, l’assessore ha invece sottolineato l’approccio poco invasivo della progettazione in questione, che non prevede la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, ma punta soprattutto a valorizzare l’esistente.
Al termine, si è deciso di presentare ufficialmente il lavoro a tutti i componenti del Forum permanente per lo sviluppo sostenibile della fascia costiera, in una riunione già fissata per lunedì 21 dicembre."

E' dunque possibile attuare percorsi seri per la valorizzazione della nostra fascia costiera?

martedì 1 dicembre 2009

QUESTO PAESE, IL TUO PAESE, NON E' PIU' UN POSTO IN CUI SIA POSSIBILE STARE CON ORGOGLIO.

Da leggere con attenzione, perchè è una riflessione che calza - oltre che con la nostra nazione - anche con la nostra regione ... ed ancorpiù con la nostra invivibile realtà!

"Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze. Preparati comunque a soffrire.
Con affetto, tuo padre."
Pier Luigi Celli

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è Direttore Generale della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali "Luiss Guido Carli". (30 novembre 2009)

Fonte: la Repubblica.it

mercoledì 25 novembre 2009

AUTOSTRADA DEL MARE ... ADDIO!

La notizia che "da gennaio ci sarà una via alternativa all’autostrada Salerno-Reggio Calabria per il trasporto merci, che via mare collegherà il porto di Corigliano a quello di Catania" merita subito un commento a caldo [leggi articolo di CalabriaOra]. Perchè? Perchè rappresenta il metro esatto con cui misurare il valore dei nostri amministratori, con un risultato a nostro sfavore ovviamente disarmante e che dimostra come gli amministratori cosentini siano davvero di razza!
Nonostante possediamo un porto classificato al pari di quello di Gioia Tauro (da molti anni prima, sic!) i nostri "uomini di potere" che tanto credono nello sviluppo del porto di Vibo ... disdegnano l'ASPO, non riescono a redigere il Piano Regolatore Portuale, giocano con il Piano Integrato Portuale e da ultimo litigano con il Comandante del Porto reo di impedire "parcheggi" per il diporto. Mentre da noi si recita malamente a braccio ... gli "uomini veri" del cosentino sono riusciti a convincere il Governo che la via più breve, più sicura e più economica per raggiungere la Sicilia dalla Calabria sia Corigliano!
E' eccezionale! Anche uno ... dei nostri 80 Consiglieri Comunali e Provinciali e relativi 20 Assessori al pari dei 4 Consiglieri Regionali, il relativo Assessore ed un Capo Gabinetto ... saprebbe che la Sicilia è ad un tiro di schioppo dal nostro porto, che navigando sul Tirreno la si raggiunge più economicamente ed in sicurezza piuttosto che farlo dallo Ionio e dal Tirreno! Eppure ... proprio perchè il nostro porto deve restare un "corpo estraneo" allo sviluppo delle economie di noi tutti nessuno - e diciamo nessuno! - ha voluto sprecare una parola, un atto o un documento a favore del suo inserimento tra gli scali delle "Autostrade del Mare"!
Mentre dunque costatiamo che i nostri amministratori somigliano sempre più a dei Gadget (nenanche GRATUITI) inutili, non ci resta che fare un bell'inchino a quelli cosentini, per la loro tempra!Dopo tre anni e due governi (Prodi e Berlusconi) di tentativi per la riformulazione del bando di gara, dopo un precedente bando andato deserto per mancanza di soggetti interessati (difficile che dallo Ionio si potesse raggiungere la Sicilia con meno spese che dal Tirreno! Ndr.), con l'appoggio dei Ministri Bianchi e Mattioli, la tempra dei politici cosentini dona a Corigliano l'occasione di "poter verificare finalmente se il Porto può veramente ambire a diventare un punto di transito per le merci, un nodo di interscambio fra la strada ed il mare per i collegamenti nazionali, intracomunitari ed internazionali, una vera e propria piatta forma per la valorizzazione, la commercializzazione e la internazionalizzazione dei nostri prodotti tipici di eccellenza" (Oliverio - Furciniti).
Che tempra! 9 milioni di euro solo per poter verificare ... una teoria che il "mercato" probabilmente rifiuterà! Quale camionista sceglierà 9 ore di viaggio marittimo rispetto alle 4 autostradali? Una ipotesi in cui nessuno credeva ... ma sostenuta con vigore e determinazione si è concretizzata! Da noi invece accade il contrario: il vigore e la determinazione riescono a ridurre a chimere ... le cose concrete!
Questa è la prova provata che meritiamo di meglio ... che meritiamo l'autonomia da Vibo prima che sia troppo tardi!

martedì 24 novembre 2009

DELOCALIZZAZIONE: ONLINE IL PROTOCOLLO D'INTESA!

Credevamo di non riuscirci ma alla fine assolviamo sempre il nostro compito di documentare quanto avviene nel nostro territorio. E' dal 20 ottobre [vedi articolo CalabriaOra] che avevamo l'obiettivo di rintracciare i Protocolli d'Intesa legati alla delocalizzazione delle aziende presenti nell'area - che ormai è bene chiamare "Area Versace" - in cui ricadono i depositi costieri.
Alla fine siamo riusciti a reperire i contenuti del Protocollo siglato con il Gruppo Eni, [scarica Protocollo] che certamente sarà rappresentativo nelle linee guida, per i protocolli stipulati con le altre aziende.
Il documento è bene leggerlo per intero perchè da esso si ricavano interessanti informazioni sul controverso percorso degli anni e degli atti che ci separano dall'alluvione 2006, nonchè le modalità operative ed i propositi legati alle procedure della definitiva delocalizzazione. Ricordiamo che il Piano di Delocalizzazione si è reso necessario proprio a seguito delle nefaste conseguenze dell'alluvione e che On. Loiero, quale Commissario all'Emergenza, aveva emesso l'Ordinanza n.61, che prevedeva appunto il trasferimento delle attività dismesse o produttive dall’area interessata. Con la firma del Protocollo di intesa si è dato ufficialmente il via alle attività tecnico operative necessarie per consentire la delocalizzazione. La cosa più importante - a nostro avviso - che prevede il Protocollo è l'istituzione del Gruppo di Lavoro Tecnico, che alla luce dei dati (monitoraggio situazione, caratterizzazione delle aree, etc.) avrà il compito di presisporre uno Studio di Prefattibilità da sottoporre alla Conferenza dei Servizi. Per quanto sappiamo i lavori del Gruppo tecnico procedono speditamente e presto saranno consegnati gli esiti.
Sarà importante dunque conoscere gli esiti della caratterizzazione degli inquinanti dell'area, non solo per prevedere tempi e costi della bonifica della zona, ma anche per indicarne la destinazione futura.
E' ovvio che gli esiti della caratterizzazione determineranno in qualche modo la futura destinazione dell’area in questione (se i costi della bonifica saranno maggiori del badget previsto, per la presenza di troppi o complessi inquinanti, è da supporre che l'area sarà negata ad usi turistici).
Più certa è invece l'area dove reinsediare le attività: l'area del Nucleo Industriale di Portosalvo. Precisiamo che con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa, si sospendono temporaneamente gli obblighi derivanti dall’esecuzione dell’ordinanza n. 61/2008 del Commissario delegato (tempi e modi della delocalizzazione obbligatoria) per i suoi sottoscrittori, fino all’adozione, completa e conforme, da parte delle amministrazioni competenti di tutti gli atti necessari a rendere effettivamente operativo il futuro accordo di programma!
Tra le righe del protocollo, estraiamo una informazione che non sapevamo. La sottoscrizione del protocollo "non costituisce in alcun modo acquiescenza agli atti ed ai provvedimenti impugnati innanzi al TAR per il Lazio nel giudizio avente R.G. n. 9883/2008 e agli atti e al comportamento assunto dalle amministrazioni coinvolte nel procedimento avviato dal Commissario delegato".In soldoni alcune (Eni e Gruppo Sensi) delle aziende soggette alla ordinanza n.61 hanno da tempo proposto un ricorso al TAR del Lazio, sospendendone in qualche modo di fatto gli obblighi!
Ci si domanda come mai l'Amministrazione Comunale non abbia percorso lo stesso iter del ricorso al TAR intrapreso dalle aziende, ritenendo essa con decisione che l'Ordinanza 61 sia stata una iattura per lo sviluppo edilizio del territorio. Eni-gmi della politica!

giovedì 19 novembre 2009

CHE CI FA QUEL CERCHIETTO DINANZI AL NOSTRO PORTO?

Abbiamo visitato ieri il sito http://www.navideiveleni.it/ realizzato da Legambiente, dedicato alla vicenda delle Navi a Perdere. Tra i suoi tanti contenuti interessanti il sito contiene la cosiddetta Cartina ODM [scarica pdf], documento che figura agli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. ODM è la sigla di Ocean Disposal Management, la società dell'ingegner Giorgio Comerio.
Ci si domanda, guardando quei cerchietti tratteggiati a penna sulla cartina, se quei segni calligrafici posti nelle acque del Tirreno e dello Ionio hanno trovato una spiegazione e, in tal caso, quale spiegazione sia stata data sul cerchietto posto dinanzi la nostra costa, a poche miglia dal porto di Vibo Marina. Ovviamente una risposta ci sarà, forse anche banalissima - potrebbero anche essere i punti più caratteristici del Parco Marino della Costa degli Dei! - ma vista la provenienza della carta ed il fatto che sia già stata acquisita (e probabilmente svelata) in Commissione Parlamentare ... ci piacerebbe conoscerne gli esiti più del numero dei crocifissi che mancano nelle scuole del comune!
Qualcuno conosce il senso di quel cerchietto ed è in grado di fornirci una spiegazione?

mercoledì 18 novembre 2009

L'UFFICIO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA RAMMENTA ALLA REGIONE CALABRIA ... I COMUNI IN LISTA D'ATTESA!

L'Ufficio della Presidenza della Repubblica risottopone all'attenzione della Regione Calabria la richiesta per l’effettuazione del Referendum Consultivo previsto dalla Costituzione e dallo Statuto della Regione Calabria, inviata nei giorni scorsi dall’Associazione “Rinascita” per Sibari Comune al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano!
Un plauso va agli attivi cittadini del futuro Comune di Sibari ... che con il loro costante impegno consentono anche alla nostra Proposta di Legge (al pari di quelle di Le Castella e Catanzaro Lido) per l'Istituzione del Comune autonomo di Portosantavenere di non finire "nascoste" nel cassetto delle cose da far dimenticare!
Il destino ha voluto che percorressimo assieme questa "avventura legislativa" ... e ringraziamo il destino per tanta caparbietà!
La missiva di risposta del Presidente la estraiamo direttamente dal sito dell'associazione Rinascita per Sibari, al quale vi rimandiamo per i particolari!
Che dire? Se loro ringraziano il Presidente Napolitano per l'attenzione comunque dimostrata, noi ringraziamo loro per quanto "inventano" ogni giorno!

giovedì 12 novembre 2009

SONO INIZIATI I LAVORI DI RESTAURO DEL CASTELLO DI BIVONA!

Da qualche settimana sono iniziati i lavori per il Restauro conservativo e la valorizzazione del Castello di Bivona, destinato a divenire Centro per lo Sviluppo Turistico e la Tutela del Patrimonio Culturale del Comprensorio Vibonese.

E' questo un evento da celebrare, per i molteplici risvolti positivi per la nostra comunità.

Due sono le cose per le quali dobbiamo gioire: per il semplice avvio dei lavori (che certamente offriranno l'opportunità di approfondire la conoscenza delle tanti fasi costruttive del complesso fortificato) ma ancorpiù ... perchè grazie a questo intervento la proprietà del Castello non è più di un privato ma di un ente pubblico, il comune per l'appunto.
E' ancora difficile abituarsi all'idea che quel monumento sia divenuto legalmente e definitivamente patrimonio collettivo ... faremo del nostro meglio affinchè ciò accada presto.

Non nascondiamo le difficoltà dell'impresa, tanto che le foto di ieri della Tonnara di Bivona la rivelano come "impresa impossibile".

Portoni e finestre spalancati ed aperte, barconi ed ambienti interni alla mercè della pioggia o di chiunque voglia provocare danno o furto.
Degrado che grida ... che indigna ... ma che ancorpiù ... è lì a dimostrare come concetti (o valori?) di "bene storico", "bene monumentale" o "bene collettivo" non appartengono certo alla nostra prassi amministrativa!
Così come è difficile rinvenire concetti (o valori?) di "competenza", "responsabilità" o "valorizzazione".
Accadrà lo stesso con il Castello di Bivona?
E' probabile* ...

*ci auguriamo di essere smentiti, ovviamente!

mercoledì 11 novembre 2009

INCONTRIAMOCI SABATO!

Sabato 14 Novembre 2009 ore 18,30 c/o l'ALCO - Assoc. Lavoratori Cattolici Organizzati (Ex Asilo S. Venere) di Via Emilia, si riunirà il Comitato "Verso l'Autonomia di Porto Santa Venere" per discutere sullo stato delle attività in essere e da programmare, i nuovi scenari in vista delle prossime elezioni comunali, lo stallo del DdL presso la Prima Commissione del Consiglio Regionale della Calabria. I simpatizzanti nonché naturalmente gli iscritti sono invitati a partecipare massiccimente ed attivamente.

sabato 7 novembre 2009

RISCHIO IDROGEOLOGICO E MITIGAZIONE DEL RISCHIO!

Quest'anno i risultati inediti della campagna "Ecosistema a Rischio 2009" di Legambiente dedicati specificamente alla Calabria sono stati presentati nella sede del Comune di Vibo Valentia! [scarica qui l'articolo di CalabriaOra, dal quale abbiamo ripreso la foto]
Nel comune al 100% più a rischio frane della regione (vedi alluvione 2006) ... sono stati illustrati i risultati di una indagine tutt'altro che rassicurante: il 100% dei comuni calabresi sono classificati a rischio idrogeologico dal ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane!
In questa occasione però siamo dubbiosi sul senso da dare alla scelta del nostro capoluogo di provincia: è stato un modo per indicare la città come un esempio virtuoso nelle politiche di difesa dal rischio idrogeologico o un modo per indicarla come la più rappresentativa del non fatto o del fatto al contrario?
Oppure è stato un modo per tranquillizzarne i vertici? Come dire, se tutta la regione è nelle vostre condizioni di rischio... voi non potete in alcun modo "sentirvi" responsabili di quanto accaduto! L'ipotesi del "mal comune mezzo gaudio" sarebbe paradossale. Paradossale sarebbe che Legambiente si prestasse ad un uso strumentale di tal fatta ... dopo essersi costituita Parte Civile nel primo procedimento penale sull'alluvione, oggi chiuso per non luogo a procedere (gli imputati erano Bertolaso, De Bernardinis, Anas, etc.) e che certamente sceglierà di costituirsi nuovamente tale con il processo bis (il nuovo filone d'indagine sull'alluvione del 6 luglio 2006 ha indicato gli enti locali tra i responsabili del disastro) [vedi il Quotidiano].
Ma a parte i dubbi sul senso dell'ente scelto e del fatto che non si sia approfittato del tema per stringere l'amministrazioni comunale ad un impegno concreto nel mitigare rischi idrogeologici partendo dal nuovo PSC (e ciò ha ancorpiù ridotto l'evento come una operazione conforto, una vera e propria occasione di "mitigazione del rischio penale" offerta agli amministratori vibonesi), i dati forniti sono davvero inquietanti:
L’85% delle amministrazioni che hanno risposto alle interviste ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana;
il 45% delle municipalità monitorate presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio;
il 61% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con grave rischio non solo per l'incolumità dei lavoratori ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni in caso di alluvione;
nel 27% dei casi presi in esame sono presenti in zone esposte a pericolo strutture sensibili, come scuole e ospedali e strutture ricettive turistiche, ad esempio alberghi o campeggi.

In sintesi i numeri del dossier Ecosistema Rischio 2009 delineano il quadro di un territorio estremamente fragile, dove sono 409 su 409 i comuni a rischio frane o alluvioni, e che puntano il dito contro uno sviluppo urbanistico e un uso del territorio e delle acque poco rispettosi delle limitazioni imposte dal delicato assetto idrogeologico e aggravati dal diffuso abusivismo edilizio. Nonostante l’80% delle amministrazioni monitorate preveda nei propri piani urbanistici vincoli di edificabilità per le zone a rischio, un sovrabbondante 85% dei comuni presenta abitazioni in tali aree. E le delocalizzazioni procedono a rilento: solo nel 7% dei casi, infatti, sono state avviate iniziative di delocalizzazione di abitazioni dalle aree più a rischio. Zero assoluto, invece, per quanto riguarda le delocalizzazioni di strutture industriali. è evidente, quindi, che questi vincoli devono essere ulteriormente rafforzati.

Qualche segnale positivo arriva dalla pianificazione dell’emergenza e dall’organizzazione della protezione civile locale. Un abbondante 77% dei comuni, infatti, ha predisposto un piano d’emergenza con il quale fronteggiare situazioni di crisi come frane e alluvioni, peccato che solo il 47% delle municipalità abbia aggiornato tale piano negli ultimi due anni (peccato non ci si sia soffermati su quello di Vibo!).
Consistente, ma ancora insufficiente, il livello di organizzazione e diffusione del sistema di protezione civile, con il 36% delle amministrazioni che hanno attivato una struttura di protezione civile attiva 24 ore su 24.
Pesa sulla diffusa esposizione della Calabria al rischio idrogeologico, inoltre, una politica di informazione alla cittadinanza frammentaria e poco consistente. Sebbene l’informazione alla popolazione su quali siano i rischi, sui comportamenti individuali e collettivi da adottare in caso di calamità e sul piano d’emergenza predisposto dal proprio comune, rappresenti una delle principali attività di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, soltanto il 22% delle municipalità intervistate è attiva su questo fronte. Ancor peggiore la situazione per quel che riguarda la realizzazione di esercitazioni: solamente un esiguo 8% delle amministrazioni ne ha organizzata almeno una nel proprio territorio durante l’ultimo anno.
Tutti i 200 corsi d’acqua della Calabria sono caratterizzati da opere di regimazione in cemento armato, dall’escavazione degli alvei e dall’edificazione lungo gli argini mentre, proprio a causa della morfologia e delle precipitazioni sempre più violente, sarebbe necessaria la presenza di una vegetazione di sponda in grado di rallentare il deflusso e di aree libere dal cemento per consentire la naturale “espansione” dell’acqua.
Si constata inoltre come i comuni della Calabria non abbiano complessivamente messo le tematiche di prevenzione di alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro, l’urbanizzazione di queste aree e dei versanti franosi è l’attuale politica di gestione del territorio, ponendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Come evidenzia il dossier Ecosistema Rischio Calabria 2009, infatti, solo il 16% delle amministrazioni svolge un’efficace politica di prevenzione, informazione e pianificazione d’emergenza.

Link:
www.calabriaora.it
www.legambientecalabria.org/home/dettaglio-comunicato.asp?quale=156
www.ilquotidianodellacalabria.it

venerdì 6 novembre 2009

ORGANIZZIAMO LE SPERANZE!

E' stato un incontro molto costruttivo quello tenutosi ieri sera nella sede della Proloco di Vibo Marina. Ospite gradito il nuovo parroco Don Saverio Di Bella. Una occasione per conoscersi vicendevolmente e scambiarsi informazioni, esperienze e speranze. Tutti hanno posto in risalto le problematiche del nostro paese (che tra l'altro risulta essere la seconda parrocchia - per numero di parrocchiani - della provincia di Vibo) ed a tutti Don Saverio ha espresso la sua volontà di "riorganizzare la speranza" nel nostro paese: accoglienza, disponibilità a rendere fruibili a tutti le strutture parrocchiale, unità della comunità. "Sono nato in un paese di mare (Parghelia), sono stato parroco in un paese di mare (Tropea), ed svolgere queste nuovo impegno in un paese di mare renderà "sopportabile" ogni difficoltà".
Due mesi sono bastati per conoscere i nostri punti deboli, tutti conseguenti ad un vuoto di governo umiliante. Paradossalmente è evidente che nulla funzioni perchè ... in realtà troppi traggono vantaggio da quanto non funziona. Invertire questa prassi è possibile: anche perchè sono tante le risorse positive che esistono nella nostra comunità e nel nostro territorio. C'è tanto lavoro da fare per questa comunità "allogena", ma l'esperienza, il carattere e gli intenti del nostro nuovo parroco rivelano una grande notizia: il nostro paese, con Don Saverio, può contare su una nuova e vitale risorsa!
All'incontro era presente il neo-assessore al Bilancio G. Pacienza (socio storico della Proloco) che riprendendo la nostra tesi del "terzo" (visto che nell'area costiera risiede 1/3 della popolazione comunale, il comune deve garantire ai residenti almeno 1/3 del sue risorse economiche e di servizi) ha informato che nei prossimi giorni incontrerà Comandante dei Vigili Urbani per riorganizare la presenza dei Vigili nell'area costiera partendo dalla necessità di distaccarvi almeno 1/3 dell'intero corpo.

Impegno di buonsenso ma difficile ... anche perchè, oltre ai problemi ben noti di pianta organica, ad oggi non si sa nemmeno chi è il nostro Comandante (fino a qualche giorno fa lo era part-time - 1/7 alla settimana - quello di Lamezia) visto che l'attuale... si è trasferito ad Afragola!

domenica 1 novembre 2009

NATUZZA CI LASCIA ... UN ALTRO DISEGNO.

(ANSA) "E' morta stamattina a Mileto Natuzza Evolo, di 85 anni, nota come la 'mistica' di Paravati. La donna era nota per la sua capacita' di 'parlare' con la Madonna e con i morti. Natuzza si e' spenta a Paravati nel Centro per anziani che lei stessa aveva realizzato grazie alle offerte dei fedeli. Le e' stato fatale un blocco renale che l'aveva colpita nei giorni scorsi e che aveva aggravato una situazione clinica gia' molto compromessa."

video

Noi vogliamo ricordarla con un filmato de "La Settimana Incom", datato al 20 febbraio 1948 dal titolo "Fenomeni soprannaturali? Col sangue la donna di Paravati disegna." rintracciato sul sito dell'Archivio dell'Istituto Luce. Già all'epoca il reportage rivelò alla nazione quella piccola donna calabrese che "disegnava" con le ferite sulla sua pelle figure sacre e riportate dalla "miracolata" sopra dei fazzoletti. Oggi ci ha lasciato ... "un altro disegno".

link:
www.ansa.it
www.archivioluce.com

sabato 31 ottobre 2009

LA MARE OCEANO ... ED IL FIATONE SUL COLLO!

Un frammento della intricata storia delle navi dei veleni è passato anche dalla nostra città, nel nostro porto.
Nell'area offlimits della banchina presso la quale è rimasta attraccata la "Mare Oceano" si è insiedato il Laboratorio Mobile dello speciale nucleo dei Vigili del Fuoco Nbcr, con lo scopo di rilevare la presenza dei raggi alfa dai campioni prelevati nell'area marittima di Cetraro.
Il laboratorio, giunto da Roma il giorno prima, è l'unico dotato della strumentazione adeguata per il riscontro di Raggi Alfa.
La determinazione, l'accortezza ed il riserbo con i quali si è proceduto ad effettuare le operazioni di sbarco ed analisi dei campioni indicherebbero la non automatica esclusione di sostanze radioattive da quanto prelevato in fondo al mare nonostante la dichiarata certa attribuzione del relitto ai resti del Catania. Ma è realmente quello il relitto indicato dal pentito di 'ndrangheta? E' realmente quello il relitto ritrovato dalla Regione?
Dal sito di http://www.aiellocalabro.net/ riprendiamo una immagine nella quale sono collocate, con tanto di latitudine, il Catania, il Cagliari ed il relitto ritrovato in questi mesi, assieme alla riproposizione di un articolo de il Manifesto a firma di A. Palladino, nel quale si parla del relitto del Cagliari e del suo posizionamento a poche miglia dall'area oggetto del rinvenimento di un relitto senza nome. Quell'area risulta dunque davvero trafficata di relitti!
Se i relitti fossero davvero due - ed a così poca distanza tra loro (3/4 miglia) - e giudicassimo quanto accade oggi con un pò di dietrologia, il dubbio che siano stati rilevati e filmati entrambi i relitti ... ma fornite solo le immagini del Catania è più che lecito.
E' indubbio l'interesse a calmare gli animi, "smontare" l'eccessivo clamore di quanto si è scoperto in questi mesi in Calabria (i siti contaminati, il filo di sangue che legherebbe le morti di Ilaria Alpi ed il Capitano De Grazia, i traffici internazionali di rifiuti, i pentiti di 'ndrangheta che ne parlano, etc. etc.). L'interesse in questo caso non è solo sociale, economico o ambientale, è anche politico! Potrebbe essere comprensibile l'uso delle immagini del relitto poco distante da quello rinvenuto mesi addietro: comprensibile, sia nel caso più negativo, legato ad ipotesi di depistaggio, sia nel caso più positivo, legato cioè a ragioni di "buona fede", stante la necessità di condurre discreti quanto efficaci esami - e discrete quanto efficaci indagini - senza che nessuno abbia più addosso il "fiatone" di una montante indignazione popolare e di una grave quanto inattesa crisi economica dell'intera regione ... la già tanto martoriata Calabria.
Se il problema diventa politico, in una terra dove la politica è tossica da sempre ... è facile non far coincidere la verità con la soluzione ... basta dire che il caso è chiuso ... e nessuno si chiederà il perchè non si sia svolta alcuna conferenza stampa per illustrare gli esiti degli esami compiuti!

Notizie sul Nucleo Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico dei Vigili del Fuoco.

giovedì 29 ottobre 2009

SIAMO FRANCHI ED A TESTA ALTA!

Solo una piccola news, utile ... forte e senza infingimenti.
Plaudiamo alla iniziativa di Confindustria e Ance di estendere in tutta la nostra regione quanto già promosso lo scorso anno in Sicilia: una campagna di sensibilizzazione responsabile contro il pizzo!
Questa è una iniziativa che trova in toto la nostra disponibilità alla divulgazione e sostegno, e ciò lo facciamo proprio nel giorno in cui su youtube è stato pubblicato il video shock (che includiamo per rendere visibile l'animalità di quanti fanno parte delle varie consorterie mafiose) di un delitto nei pressi di una attività commerciale.


Era l'11 maggio e Mariano Bacio Terracino, 53 anni, viene ucciso di fronte al bar "Vergini", in pieno giorno, nel rione Sanità. L'agguato mortale è stato ripreso dal sistema di sorveglianza: il pregiudicato sembra attendere qualcuno fuori del negozio, all'improvviso un uomo con cappello e giubbotto, dopo essere entrato nel bar, esce sparandogli a poca distanza. Dopo un primo colpo al braccio, il killer spara alla nuca, mentre la vittima è accasciata a terra.

E' possibile convivere con tali animali? Assolutamente no! E non dobbiamo dimenticare che con i nostri silenzi ... "alleviamo" comunque simili animali! Girando lo sguardo altrove non salviamo nessuno: nè noi nè gli altri!

Una segnalazione è doverosa, anche perchè non capita spesso che la Gazzetta del Sud (ringraziamo la redazione!) pubblichi qualcosa di noi.
Il nostro post di ieri sul Piano Integrato Portuale, con alcune nostre riflessioni, è stato ripreso dal quotidiano, rimandando i lettori a visitare il nostro blog per conoscere i contenuti del documento: ottimo!

P.S.: Sarebbe stata apprezzatissima l'inclusione nell'articolo del nostro indirizzo web: Verba volant, scripta manent ...!

Infine una chiosa sulle Zone Franche Urbane, dalle quali siamo stati inopinatamente esclusi dalla Regione per un inedito indice (non richiesto dal Ministero) creato proprio per escludere l'area in quel periodo più in crisi (per gli esiti dell'alluvione 2006, ovviamente!) della Regione. La Giunta regionale,lo ricordiamo, sulla base di quel parametro approvò una graduatoria (il Ministero richiedeva solo 3 Zfu in Calabria) che ovviamente ci vide quarti (Zfu “Località Marinate”con indice 11,52), surclassati dal Quartiere delle Case Popolari di Rossano ((Sic!) Zfu “Quartieri Aterp”/13,73).
Ebbene, ieri il Ministero ha confermato le tre zone Zfu richieste dalla Giunta Regionale, chiudendo definitivamente la partita italiana delle Zone Franche.
Nonostante ciò il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, ha dichiarato che lavorerà ... affinché anche la quarta Zfu proposta (quella nostra, che purtroppo è stata denominata col termine sempre più iellato di Marinate) venga approvata dal Ministero! Eccezionale, vero?
Che dire? Semplice: in politica le parole rendono sempre qualcosa, anche quelle inutili! Nella nostra regione poi sono proprio le parole inutili a rendere il doppio se dette nei momenti topici! La dichiarazione ne è emblematico esempio: la promessa, fatta nel momento in cui viene praticamente smentita la precedente ... rivela come sia possibile, con una ulteriore inutile promessa, smentirne un'altra ancora! Vale a dire l'assicurazione che ci si sarebbe impegnati - per i "marinati" esclusi - di una particolare Zfu regionale! Siamo franchi ... ed alziamo la testa!

link:
www.confindustriavv.it
www.gazzettadelsud.it
www.regionecalabria.it

martedì 27 ottobre 2009

PIANO INTEGRATO PER LO SVILUPPO DEL PORTO: ECCO IL DOCUMENTO IN CUI ANCHE IL COMUNE IPOTIZZA DI COSTITUIRE UNA AZIENDA PORTUALE!

Il vibonese ha per sua natura una sorta di resistenza mentale alla programmazione, alla elaborazione di Piani e Progetti. Si ... li si invoca, si ricevono finanziamenti per elaborarli ... e poi li si dimentica: una volta fatti nessuno si cura di applicarli figuriamoci poi leggerli o farli leggere!
Emblematico è il caso del Piano Versace! All'indomani dell'alluvione del 3 luglio tutti lo hanno invocato in nome della messa in sicurezza, qualcun'altro lo ha finanziato e nonostante fosse sulle labbra di tutti la necessità di applicarlo... nessuno lo aveva letto! Tant'è che l'amministrazione comunale si rammentò fosse "saggia necessità" integrare il quasi pronto Preliminare del Piano Strutturale (Karrer 2) solo dopo l'intervento della magistratura vibonese (vedi Operazione Golden House)! Qualcuno aveva addirittura ignorato fosse importante inserirlo nello strumento principe della pianificazione urbanistica! Da mesi si sta lavorando per integrare il Versace nel Karrer 2 ... ma nesunno ne sa ancora nulla!
Oggi con il Porto di Vibo Marina accade lo stesso. Tutti parlano del Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto come un piano unico e salvifico, ed addirittura in confliggente rispetto alle strategie della Camera di Commercio ma non è così, anzi stante la difficoltà di reperirlo della sua stesura finale, dubitiamo sia stato - da quanti in nome di questo negano le potenzialità dell'ASPO - mai sfogliato interamente!
Oggi dunque è necessario ripetere l'operazione "informazioni utili per tutti": ieri, grazie a noi, per un lungo periodo solo sul nostro sito era scaricabile integralmente il Piano Versace ed oggi consentiamo di conoscere i contenuti del Documento Preliminare - Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto [per scaricare il pdf clicca qui], che ricordiamo, per diventare Definitivo, dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale.
A leggere il documento preliminare non si comprendono le ragioni di tanto ostracismo alla costituzione di una ASPO Territoriale, anzi in esso è lo stesso comune ad ipotizzare l'istituzione di un organismo di governance similare! Non ci credete? Leggete pure ... e speriamo che lo leggano anche i nostri amministratori, prima della discussione in consiglio!
Nel Piano difatti non si rileva alcun "o con me o contro di me" (leggi o Piano Portuale Comunale o ASPO)!
Nessun conflitto istituzionale vi potrebbe essere tra una ASPO ed uno strumento di programmazione che utilizza le seguenti parole virgolettate: il Piano "(...) sarà oggetto di una negoziazione diretta con l'ente Regione e con tutti gli Enti per i quali é previsto il coinvolgimento Istituzionale, secondo le proprie competenze e funzioni attribuite.
(...) Ciò comporta, inevitabilmente, una compartecipazione al processo di condivisione degli obbiettivi con il coinvolgimento attivo di enti e Istituzioni differenti le cui competenze e funzioni devono sinergicamente correlarsi secondo una univoca strategia di sviluppo portuale
".
Dunque la divisione attuale, tra Camera di Commercio e Comune (o forse è meglio dire Lico e Sammarco?) non è una divisione sui contenuti ! Ancor più ... è lo stesso "contenuto" del Piano, nel paragrafo non a caso intitolato "Struttura Gestionale", a rivelarne una visione d'intenti sorprendente, quando recita:
"Nell'ambito portuale di Vibo Marina, per la gestione delle attività el 'attuazione del Piano Integrato di Sviluppo del Porto potrà ipotizzarsi la costituzione di un organismo di governance, dotato di autonomia amministrativa contabile e finanziaria, in grado di assumere attività gestionali complesse, da svolgere con caratteristiche manageriali ed obiettivi secondo le direttive dell 'Ente Comunale. Gli obiettivi che dovrà perseguire e gli indirizzi generali ai quali essa dovrà uniformare la sua azione, sono quelli individuati nel Piano Integrato di Sviluppo del Porto e precisamente:
a) promuovere, realizzare e gestire strutture ed infrastrutture di interesse economico generale del comprensorio portuale di vibo Marina, tanto di pertinenza del pubblico demanio marittimo che della proprietà privata, partecipando, secondo le norme del codice civile, con altri soggetti pubblici e privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi ed asocietà;
b) provvedere, direttamente o mediante apposite imprese, all'erogazione di servizi di interesse generale, nonché di tutti i servizi connessi con quelli relativi alle operazioni portuali;
c) curare l'immagine del porto di Vibo Morina attraverso la diffusione di notizie sulla vita dello scalo, sia in ambito nazionale che all 'estero, e provvedere alla raccolta e pubblicazione periodica di tutti i dati riguardanti l'economia portuale ed i suoi traffici, nonché i suoi programmi di sviluppo;
e) amministrare i beni patrimoniali nonché quelli conferiti.
f) definire il Programma Operativo Triennale concernente le strategie di sviluppo delle attività del porto da sottoporre agli organi collegiali comunali e gli incentivi volti o garantire il rispetto degli obiettivi prefissati;
g) elaborare e proporre aggiornamenti per il piano regolatore portuale, acquisendo su di esso le intese con le Amministrazioni competenti."

Stante ciò, per attuare coerentemente il suddetto Piano, solo due possono essere le strade immaginate dagli estensori del documento:
1) o il Comune - primo in Italia - intende creare una società portuale pubblica [o mista (?)], finanziandola con il suo magro bilancio (?), inventando una tracciato gestionale non previsto dalla legge 84/94 (riordino della legislazione in materia portuale)
2) o il Comune, descrivendo in premessa esattamente ruoli e competenze sancite dalla stessa legge solo in capo alle Autorità Portuali o alle ASPO (le uniche a poter presentare un Piano Operativo Triennale al competente Ministero), intende promuovere una Autorità Portuale o una ASPO!
Ma ...
1) dinanzi all'evidente impossibilità di creare una - seppur originale - società di gestione diversa da quelle previste dalle norme sulla gestione portuale;
2) dinanzi alla evidente impossibilità di creare una Autorità Portuale per mancanza dei requisiti (sarebbe necessario più del doppio del movimento merci annuale prodotto dal nostro porto - prodotti petroliferi inclusi);
3) dinanzi alla evidente esclusiva titolarità - secondo norma - delle Camere di Commercio ad istituire le ASPO ...
appare evidente che chi usa il Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto per dividere gli enti territoriali, sempre e comunque (e - cosa ancor più grave - non far decollare l'economia della città portuale!) faccia una guerra di trincea, prenda le parti solo per partito preso, senza preoccuparsi di informarsi e informare sui contenuti delle proposte alla luce dei documenti e delle norme!
A meno che ...
A meno che l'inspiegabile ostruzionissmo ad una ASPO Territoriale sia conseguente all'inatteso ostacolo che l'ASPO crea alla ipotizzata costituzione di una Società di Gestione comunale nella quale (per ottenere l'OK del Ministero competente) ... qualcuno auspica che l'Autorità Portuale di Gioia Tauro si proponga come socio di riferimento!
Nel dubbio di altre cento imponderabili bizzarrie gestionali ... ed in attesa - spettatori come sempre noi cittadini, eh? - dell'evolversi della situazione oggi vi consentiamo di conoscere i contenuti del Piano, convinti come siamo che spesso gli atti ... aiutino a capire gli strilli indispettiti ed i silenzi ingiustificabili!

sabato 24 ottobre 2009

FOTONOTIZIA: EFFETTO SERRA!

Come previsto nella giornata di Venerdì 23 Ottobre 2009 si è tenuto presso la Sede del Consiglio Regionale della Calabria il Sit–In di protesta delle Associazioni Autonomiste di Sibari, Le Castella, Catanzaro Marina e Porto Santa Venere per sensibilizzare i Consiglieri Regionali sulla indizione dei Referendum Consultivi per le quattro realtà che aspirano a diventare Comune Autonomo.
Una bella pagina di democrazia da parte delle Associazioni Autonomiste che hanno protestato nel massimo rispetto delle Istituzioni senza creare nessun momento di tensione.
Le Associazioni Autonomiste hanno incontrato il Presidente della 1^ Commissione On. Serra che, alla presenza degli On.li Feraudo e De Gaetano, ha rassicurato i presenti al Sit-In che l’indizione dei Referendum Consultivi verrà portato in tempi brevi all’attenzione della Commissione Regionale per il voto finale.
Questo è l'unico "effetto Serra" che auspichiamo si concretizzi!
link:

mercoledì 21 ottobre 2009

VENERDI' 23 OTTOBRE: SIT-IN DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE!

Certo qualcosa bisogna pur fare per scalfire quell'inspiegabile "muro di gomma" che impedisce il corretto percorso legislativo delle proposte di legge ferme in I Commissione, per l'istituzione dei nuovi comuni di Sibari, Porto Santa Venere, Le Castella e Catanzaro Marina! Nel disperato tentativo di porre all'attenzione dei legislatori regionali i bisogni delle collettività rappresentate prima del naturale scioglimento dell'attuale Consiglio Regionale, le rispettive Associazioni hanno deciso di organizzare un SIT-IN, per questo Venerdì 23 Ottobre, presso il Consiglio Regionale a Reggio Calabria!
Sibari sta già organizzando un autobus, e gli altri gruppi si stanno preparando per come possono.
Quanti VENERDI' mattina voglio essere dei nostri non hanno che da contattarci! Per aderire basta contattarci via mail. [scarica volantino]
Amareggiati nel constatare che dopo mesi e mesi dal deposito dei disegni di legge in I Commissione presso il Consiglio Regionale della Calabria, ancora nulla si è fatto per indizire i referendum popolari previsti dallo Statuto della nostra Regione. Il Presidente Giulio Serra, nonostante ripetute promesse fatte in più occasioni pubbliche e private, oggi sembra non voler più accordare i favori di un giusto ed equo iter ai disegni di legge. Questo stallo procedurale è reso ancor più inspiegabile dalle dichiarazioni reseci da quasi tutti i componenti della I Commissione sul fatto che nulla osti il via libera alla indizione dei Referendum Consultivi, come prevede la legge, prova di democrazia e coinvolgimento delle popolazioni interessate, al proseguo del loro iter.
Del silenzio e dell'ignavia, che rischia di condurre al decadimento delle Disegni di Legge con il rinnovo del prossimo Consiglio Regionale, offertoci dall'inconcludente teatrino della politica, le popolazioni interessate se ne ricorderanno al momento opportuno.
E' evidente come qualcuno punti ormai a far decadere le proposte, svilendo le legittime aspirazioni popolari! Ricordiamo però che la politica vera è al servizio dei cittadini, e che per tale principio non dovrebbe mai osteggiare le manifestazioni di libertà e democrazia previste dalla legge! E' in gioco l'etica della responsabilità ed il rispetto della legalità e la nostra regione, i suoi cittadini, di tutto hanno bisogno meno che constatare che è proprio la politica ad impedirne la pratica!
Ricordiamo che costituiamo 4 centri della regione, divisi in più frazioni, che complessivamente raggiungono la quota di oltre 35 mila persone, che ricordiamo ... sono anche elettori!
Non amiamo le dietrologie e non ci interessano i perché e i per come di tale atteggiamento ostativo nei confronti di disegni di legge legittimi, in linea con i dettami della costituzione italiana e dello statuto regionale: a noi interessa che il legislatore faccia quanto ha l'obbligo di fare e che risponda alle richieste poste dalle comunità costiere, che propongono una riorganizzazione amministrativa dei lori territori alla luce delle emergenze idrogeologiche, della erogazione di servizi ai cittadini ed all'assoluto vuoto di governo in cui sono costrette!
Le popolazioni chiedono di autodeterminarsi non per dividersi ma per condividere soluzioni di governo utili a poter meglio amministrare territori considerati marginali dai comuni d'appartenzenza, lasciati pericolosamente in completo stato di abbandono e degrado!
Territori che, al contrario, sono volani di sviluppo, crescita, lavoro ed occupazione, cose non da poco in una regione ai margini di tutti gli indicatori economici nazionali ed europei.
Oltre al SIT-IN di Venerdì, sono all’esame delle 4 associazioni autonomiste ulteriori azioni di protesta, anche eclatanti, poiché non è possibile negare una richiesta democratica pacifica, legittima, legale, supportata da ragioni ben evidenti, già esposte - ahinoi l'anno scorso! - in audizione!

Comitato “Verso l’autonomia di Porto S. Venere”
Associazione “Rinascita per Sibari Comune”
Comitato “Le Castella Comune”
Comitato “Catanzaro Marina Comune”

lunedì 19 ottobre 2009

ECCO IL CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE! PERFINO IL NUCLEO INDUSTRIALE DA' UNA LEZIONE DI GOVERNO DEL TERRITORIO AL COMUNE!

"Dalla analisi e dalla conoscenza delle problematiche del territorio delle frazioni marine (...) il Consorzio per il Nucleo Industriale di Vibo Valentia ha ritenuto di fare proprio lo stato di disagio più volte evidenziato dalla popolazione e dalle aziende insediate (...) con la consapevolezza che la città di Vibo Valentia vive un contesto urbano molto frammentato, suddiviso in diverse aree e frazioni, dove si registra la presenza di una significativa parte della popolazione (...) con alti livelli di disagio, soprattutto giovanile. (...) In queste aree, marginali rispetto la città di Vibo, percorse tra l’altro dal doloroso evento dell' alluvione del 3 luglio 2006, vi è la necessità di un rapido recupero delle condizioni minime di vivibilità, di crescita culturale, morale e sociale. Tutto ciò con l’obiettivo di frenare l’altissimo livello di emigrazione, soprattutto giovanile e, allo stesso tempo, contrastare i fenomeni di rischio di devianza sociale."
Con questa premessa il Consorzio per lo sviluppo industriale, ha partecipato al bando emanato dalla Regione, presentando un progetto - per quasi l'intero importo finanziabile a progetto (800mila euro), per la realizzazione un Centro di Aggregazione Giovanile a Porto Salvo!
[per leggere l'intera nota della Direzione del Nucleo scarica articolo di CalabriaOra]
E' una premessa tutta politicosociale, che non ti aspetti ... probabilmente dovuta alla nuova Presidenza (ricordiamo che oggi il Presidente del Nucleo è l'ex Presidente della Provincia, nonchè Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale, On. Gaetano Bruni); è una risposta alla incapacità di riconoscere e governare i punti deboli del territorio comunale da parte dell'Ente che ne avrebbe il dovere; è una inattesa quanto concreta opportunità per creare a Porto Salvo, l'area più a rischio della costa, una struttura dedicata alla pratica delle varie discipline sportive (pallavolo, basket, tennis, calcetto), dotata di strutture logistiche (spogliatoi, depositi e infermeria), dove promuovere anche la crescita formativa e culturale dei giovani!
Certo, anche questa è una soluzione alla vibonese, adottata più che altro pensando al budget (nemmeno noi che attenzionavamo le proposte ne sapevamo niente), ma dal Nucleo non si può certo pretendere pratichi la partecipazione! Sono gli Enti decentrati elettivi che hanno l'obbligo di sperimentare sempre e comunque percorsi partecipativi, anche quando scelgono di non intraprenderli!
Che dire? Speriamo venga finanziato ed realizzato! Non solo per quanti ne potranno usufruire ma anche perchè la potremmo considerare come l'ennesima "bella lezione" - un'altra, dopo quella dell'ASPO! - data ai nostri assessori ed al nostro Sindaco! Anche se probabilmente non insegnerà loro niente ... a noi conferma la misura di quanto il nostro territorio, i nostri giovani, il nostro mare ... appartenga sempre meno a questo comune!

link:
www.calabriaora.it

sabato 17 ottobre 2009

MA DOVE FINISCONO I GIOVANI?

L'Amministrazione Comunale di Vibo è tra quelle (ormai poche in verità) che non redigono un Bilancio Sociale.
Dubitiamo non sappiano cosa sia, anzi non è da escludere che se ne sia parlato anche al recente incontro formativo piemontese dell'Anci, al quale i nostri amministratori hanno partecipato in massa.
Se avessero redatto un Bilancio Sociale ... sarebbe stato certamente impresentabilmente rosso, deficitario.
Stante poi le condizioni della città costiera ... la situazione è così drammatica che l'ente sarebbe stato certamente da commissariare.
Forse è per questo che da noi non si usa.
I nostri giovani sono usati ... spersi.
Per le strade si vedono sempre quelli più problematici, borderline: li vedi perdersi tra un cocktail ed un colpo alla slotmachine del bar, scimmiottare uomini d'onore sopra macchinine elettriche o armeggiare musiche incomprensibili con i telefonini. Non sono mai soli, camminano in gruppo.
Come i nostri Giganti fanno paura, appaiono rumorosi e altissimi, poi ti tranquillizzi quando li riconosci fragili sotto quelle vesti sporporzionate.
Gli altri non si vedono che la domenica, tutti tesserati a qualche partito o squadre agonistiche e non.
Gli altri giorni è il vuoto, un "vuoto sociale" che in realtà non rimane tale ma che, quotidianamente, si riempie inesorabilmente di male.
La città la riconosci la stessa solo dai visi dei non più giovani, sono i trenta o quarantenni che te la rammentano, altrimenti sarebbe estraniante, respingente ... infelice.
Ma dove finiscono i giovani? In palestra? A scuola di musica, a danza? In parrocchia? Nei Centri Anziani?
Anche qui qualcuno è sparito realmente (nel vibonese la lupara bianca è prassi da record nazionale) gli altri probabilmente si dividono ... tra Vibo e Pizzo: stasera ne abbiamo scoperti un paio a Pizzo, nel nuovissimo Centro d'Aggregazione [vedi link] di quella città ... qui non hanno ragioni per esserci, e nessuno si preoccupa di farne scoprire.

venerdì 16 ottobre 2009

DELOCALIZZAZIONE: IPOTETICAMENTE ... PRENDE IL VIA!

Il Presidente della Regione Agazio Loiero Loiero, Commissario All'Emergenza Alluvione Luglio 2003 comunica [vedi link] che lunedì 19 Ottobre, alle ore 17,00, nella sede di Pal. “Alemanni”, firmerà il protocollo d’intesa per la verifica e la valutazione delle ipotesi di delocalizzazione degli impianti di pertinenza dell’Eni dal quartiere “Pennello” di Vibo Marina.

Con Loiero firmeranno, oltre ai rappresentanti dell’Eni, anche quelli dei vari enti ed Istituzioni interessate.

La notizia è certamente buona, anche se con un pò di sbigottimento ed amarezza constatiamo che dopo tre anni dall'alluvione si ritiene un evento storico ... la firma di un Protocollo d'Intesa per la mera valutazione delle ipotesi!

In ogni caso speriamo di ritrovarne copia o sunto del Protocollo nel sito istituzionale del Commissario all'Emergenza 'O.P.C.M. 3531 del 07/07/2006 .
A proposito ... è bene ricordare che da troppo tempo ormai quel sito sembra inattivo!
Il Commissario non ha deliberato null'altro o si trascura di aggiornarlo?

link

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