lunedì 30 marzo 2009

DA DOMANI TRE INTERCITY FERMERANNO ALLA STAZIONE DI PORTOSANTAVENERE!

Da un comunicato stampa estratto dal sito dell Regione Calabria apprendiamo che per il periodo che va dal 31 di questo mese fino al 18 aprile verranno operate alcune modifiche al programma alternativo della via Tropea per raccogliere le richieste formulate dalla Regione, sentite le Provincie e i comitati dell’utenza.
In particolare è prevista l’assegnazione della fermata di Vibo Marina per i tre Intercity 507, Intercity 530, Intercity 589; l’assegnazione della fermata di Amantea al treno Intercity 728, un anticipo di 15 minuti per il treno 12652 tra Reggio Calabria e Lamezia (eliminando le fermate di Reggio Calabria Lido, Gallico e Catona); il conseguente anticipo di 5 minuti per il treno 12651da Lamezia, così da poter utilizzare il treno Eurostar 9372; l’anticipo di 25 minuti per il treno 12673 da Lamezia per Rosarno.

video

Sarà poi possibile per i viaggiatori muniti di abbonamento del trasporto regionale utilizzare, in via sostitutiva, i treni InterCity tra Reggio Calabria e Paola, per la tratta di validità dello stesso, senza alcun supplemento.
Questo risultato si è ottenuto grazie all’impegno assunto dalla Regione Calabria, che si farà carico dei conseguenti oneri finanziari.
Le 3 fermate straordinarie termineranno il 18 aprile: per quella data infatti, si prevede la riattivazione di uno dei due binari della tratta interrotta Mileto-Vibo.
Dal comunicato si evince che non dobbiamo certo al comune di Vibo il fatto che RFI farà "rivivere" per quasi un mese la nostra Storica Stazione!
Comunque sia... l'evento merita un regalo per i nostri lettori e niente sarà più gradito di un filmato dello storico Istituto Luce sulla tratta Rosarno Eccellente ed il suo simbolico Ponte dell'Angitola... giusto per "goderci" la differenza con quegli anni!

domenica 29 marzo 2009

PLAUSO A FERAUDO... IL "TALLONATORE"!

Non possiamo che plaudire alla lettera inviata al Presidente del Consiglio Regionale On. Giuseppe Bova ed al Presidente della 1^ Commissione Regionale On. Giulio Serra dall'On Maurizio Feraudo.

Tallonando le "cariche istituzionali" - e ci piacerebbe riscontrare presto ulteriori azioni istituzionali anche dall'On. Censore - chiede l'avvio dell’iter utile a procedere all’indizione dei Referendum Consultivi per l’Istituzione dei Comuni di Sibari, Le Castella, Porto Santa Venere e Catanzaro Marina a norma dell’art. 133 della Costituzione, dell’art. 15 D. Lgv. n. 267/2000 e dell’art. 40 L.R. n. 13/83.
L'On. Feraudo ricorda opportunamente che il referendum consultivo, conseguente alla presentazione delle proposte di legge per la istituzione di nuovi comuni, deve essere indetto con delibera del Consiglio Regionale.

Plaudiamo e ringraziamo - al pari delle associazioni Autonomiste di Sibari, Le Castella e Catanzaro Marina - l’On. Feraudo per il coerente impegno che dimostra con la sua azione: lo aveva promesso a Sibari il 23 Marzo... ed il 25 Marzo, a Reggio, ha protocollato il formale sollecito!
Viva Feraudo... il "tallonatore" delle smemorate istituzioni!

sabato 28 marzo 2009

SUPPLICA A CALDEROLI " IL TAGLIATORE"

Il ministro Calderoli, con l'intento di tagliare leggi inutili (regi decreti,disposizioni del Ventennio,ecc.), ha finito per cancellare anche le leggi istitutive di molti Comuni, di cui 34 in Calabria. Nel decreto taglia-leggi del ministro sono finiti anche alcuni provvedimenti con cui qualche municipio più grande ha assorbito centri minori, per cui rischia di scappare anche qualche imprevista scissione. Il caso più eclatante é rappresentato dalla cancellazione del decreto (1946) che aggregava Cropani Marina al comune di Cropani.
Coraggio, ministro Calderoli, vada un pò più indietro e ripeschi, per farlo finire nel suo tritacarte, anche il fantomatico provvedimento del 1928 con il quale , in maniera surrettizia, veniva cancellata Porto Santa Venere per essere ridenominata Vibo Marina e accorpata al comune di Vibo Valentia.
Lei che é un convinto assertore del federalismo e delle autonomie ci ridia, finalmente, la libertà.

venerdì 27 marzo 2009

LE ASSOCIAZIONI AUTONOMISTE CALABRESI RICHIEDONO INSIEME I REFERENDUM!

Nella giornata del 23 Marzo alle ore 17.30 nella sede dell’Associazione “ Rinascita” per Sibari Comune, alla presenza dell’On. Maurizio Feraudo, si è tenuto l’incontro fra le Associazioni Autonomiste di Sibari, Le Castella, Catanzaro Marina e Porto Santa Venere.

Dopo le introduzione dei Presidenti delle Varie Associazioni e l’intervento dei presenti, le Associazioni, all’unanimità, hanno convenuto ed hanno chiesto all’On. Feraudo di farsi portatore con una lettera ai Presidenti del Consiglio Regionale della Calabria e in primis all’On. Giulio Serra Presidente della 1^ Commissione Regionale affinchè lo stesso al più presto porti in Commissione la Proposta di Referendum Consultivo per sentire le popolazioni interessate all’Istituzione dei Nuovi Comuni.
Il Referendum consultivo, lo ricordiamo, è un fatto puramente Amministrativo. Nel frattempo, abbiamo avuto la disponibilità da parte di alcuni Componenti della 1^ Commissione ad appoggiare la nostra richiesta, da allegare ai progetti di Legge depositati alla Regione Calabria.
A dissipare i dubbi circa la validità della nostra richiesta, c’è da dire che il 19 Aprile p.v. le popolazioni di Carbonara e Palese Santo Spirito in Provincia di BARI si esprimeranno attraverso un referendum, proprio quello che noi cerchiamo per le nostre realtà territoriali.
Altresì le Associazioni hanno incaricato l’On. Feraudo, che ha accettato con entusiasmo, di farsi promotore di un disegno di Legge Regionale, coinvolgendo anche altri Consiglieri Regionali disponibili, che recepisca i nuovi crismi di Legge sulla Istituzione di Nuovi Comuni cosi come hanno fatto già altre Regioni italiane (Abruzzo) in ultimo il Piemonte il 17 Marzo scorso abbassando la soglia del numero di abitanti per l’istituzione di nuovi comuni visto che ormai il limite imposto dal TUEL è superato dai fatti.
Vincenzo ANTOLINO
Presidente Associazione “Rinascita per Sibari Comune”

Francesco SCARPINO
Presidente Comitato “Le Castella Comune”

Massimo GUALTIERI
Presidente Comitato “Catanzaro Marina Comune"

Roberto M. NASO
Portavoce Comitato “Porto Santa Venere Comune”


Cittadini di Porto Santa Venere,
ora più che mai abbiamo bisogno dell'appoggio e del sostegno di tutti, contro le cassandre e gli ottusi che tramano sottotraccia contro il nostro progetto di autonomia per ridare dignità, orgoglio e amministrazione al nostro territorio.
Il documento sopra riportato, ci è stato mandato dall'amico Vincenzo Antolino, il quale assieme all'altro carissimo amico Francesco Scarpino, si sta prodigando con ogni mezzo per raggiungere l'autonomia non solo dei centri che rappresentano, ma di tutti e quattro le realtà calabresi.
E' la riprova che solo uniti possiamo farcela.
Nel frattempo i centri pugliesi di Carbonara e Palese Santo Spirito (frazione attualmente di Bari, capoluogo di regione oltre che di provincia, con buona pace dei vibonesi che dicono che noi non potremmo mai distaccarci!) voteranno a giorni per sancire la loro volontà di separarsi per vivere a nuova vita.
La legge e la storia sono dalla nostra parte, ora tocca a noi cittadini degli erigendi nuovi comuni calabresi, ridare dignità ed amministrazioni a territorio per anni lasciati all'abbandono e all'incuria di amministrazioni disattente, miopi, scellerate.

Siamo tutti protagonisti di una storia che trasmetteremo ai nostri figli, dimostrando che quando le idee sono nobili e valide, niente e nessuno può ostacolarne il cammino.
Siate orgogliosi e protagonisti di queste splendide pagine di storia tutte da scrivere.
Roberto Maria Naso

martedì 24 marzo 2009

SGARBI... STORICI!

"Alcuni lettori di Vibo Marina, in Calabria, hanno segnalato a Bell'Italia un interessante caso di archeologia industriale. Esiste l'archeologia antica, quella nota a tutti, che riguarda le civiltà occidentali e orientali che sono scomparse; esiste pure l'archeologia medievale, relativa alle testimonianze finite nel sottosuolo e in attesa di essere recuperate. E, dagli anni Sessanta circa, esiste anche l'archeologia industriale. È una disciplina nata in Inghilterra, ma che ha trovato anche in altri luoghi (in Francia, per esempio, attraverso la scuola storica degli Annales) il presupposto teorico che ha portato alla sua definizione. Non c'è dubbio che la rivoluzione industriale vada considerata come una delle svolte più importanti della storia dell'uomo; una rivoluzione fatta di idee, certamente, ma che sarebbe incomprensibile se non ci fosse la presenza fisica delle macchine, degli stabilimenti dei prodotti industriali che hanno cambiato il nostro modo di concepire la vita. Oggi che viviamo in un'epoca post-industriale, le fabbriche settecentesche, ottocentesche o del primo Novecento ci sembrano talmente antiche da essere oggetto d'interesse archeologico, con l'obiettivo di preservare una dimostrazione della cultura materiale del passato. È nata cosÌ l'archeologia industriale, disciplina ormai riconosciuta anche in ambito universitario e ministeriale, dedita alla conservazione degli spazi di lavoro e allo studio delle modificazioni da questi subite nel corso degli ultimi tre secoli.
Un caso esemplare d'archeologia Industriale
La Tonnara di Bivona vicino a Vibo Marina è un esempio di ciò che può essere considerato oggetto di archeologia industriale. È un complesso fondato nel 1885 e concluso nel 1911, splendido per organizzazione (la casa padronale, la grande loggia per il deposito degli scafi, i fondaci del sale e del sughero, l'appartamento del rais, ovvero del capo dei pescatori), per la posizione e per il livello d'integrazione con l'ambiente naturale, purtroppo ormai adulterato dalla speculazione edilizia delle seconde case. Il complesso conferma l'enorme importanza che la pesca del tonno e del pesce spada ha avuto in queste zone fino ad anni non troppo lontani. All'interno della Tonnara non si provvedeva solo al recupero del pesce e alla sua prima lavorazione, ma anche alla preparazione delle barche e delle attrezzature per la pesca, giunte a soluzioni tecniche particolarmente originali. Ancora oggi, malgrado gli edifici siano in uno stato di profondo abbandono (negli anni Ottanta la Soprintendenza locale aveva finanziato un progetto di recupero che si è interrotto per ragioni burocratiche), si trovano all'interno della loggia alcune barche d'epoca, esempi di un mestiere estremamente pratico ed evoluto.
Il ripristino della memoria
La Tonnara di Bivona, come chiedono gli amici di Vibo Marina, merita il recupero archeologico? Sì, ma occorre chiarire alcuni aspetti di carattere generale.
Primo punto: non tutte le fabbriche o i complessi legati alla produzione vanno tutelati come fossero preziosità archeologiche. La vita non è un museo, tutto si muove, tutto cambia (guai se non fosse così!); ciò che deve essere preservato è quello che realmente appare significativo per un'adeguata testimonianza del passato, il resto può essere documentato anche in altro modo, attraverso mezzi archivistici, fotografici e audiovisivi. È chiaro che con la Tonnara di Bivona ci troviamo davanti a qualcosa di certamente importante per la storia di Vibo Marina e della cultura materiale italiana.
Secondo punto: una valorizzazione veramente adeguata del bene industriale - secondo quanto sostengono giustamente alcuni esperti come Mario Dacci - non deve limitarsi al recupero dell'edificio, spesso d'interesse relativo quando sottratto alla sua funzione originale, ma deve comprendere anche la salvaguardia dei macchinari e delle altre strutture che ne determinavano il funzionamento. In questo senso andrebbero nettamente distinte le ristrutturazioni degli edifici industriali per fini diversi da quelli del ripristino dell'unità storica spazio-lavoro (si pensi alle tante fabbriche italiane che, svuotate e trasformate in spazi privi di storia, sono diventati luoghi espositivi) dai recuperi archeologici veri e propri.
Anche in questo caso gli amici di Vibo Marina hanno le idee chiare: la loro speranza sarebbe quella di costituire un Museo della Tonnara, in cui tutte le testimonianze superstiti possano essere organizzate con l'obiettivo di ripristinare l'originario legame fra gli spazi e il lavoro che vi si svolgeva."

Vittorio Sgarbi
estratto da “Italia bella si, Italia bella no”, in Bell’Italia, n.193
maggio 2002

domenica 22 marzo 2009

LA PROTEZIONE DELL'ABITATO? GIA' FATTA... SULLA CARTA!

Quanto accade a Bivona, con l'emersione di una falda acquifera piuttosto imponente, è un segnale preoccupante sulle condizioni del nostro territorio. Da qualche settimana una elettropompa tiene "sottocontrollo" la massa d'acqua, scaricando circa 800 litri al minuto nel vicino torrente. Per dare l'idea del problema basta solo dire che per "capire le ragioni di questa falda" tecnici e dirigenti dell'Autorità di Bacino calabrese hanno recentemente effettuato un sopralluogo urgente nell'area.
Non si hanno notizie di altri sopralluoghi dalla data degli interventi del post-alluvione 2006.
Volevo oggi trattare l'argomento ma, cercando sul web notizie relative ad altre falde emerse, ho trovato un sito messinese che pubblica una relazione geotecnica... che credo utile rendere pubblica oggi... rinviando ad un prossimo articolo il tema della nostra falda.
Veramente tale studio, essendo stato commissionato proprio dal Comune di Vibo Valentia... passi che non sia stata data ai cittadini possibilità di conoscerlo prima, ma è incredibile che non sia stato allegato alla bozza del Piano Territoriale Comunale!
Sarebbe dovuto diventare "patrimonio comune" di conoscenza, ancor più dopo l'alluvione ed i piani Versace... Comunque sia, oggi rimedio a questa "poco urbana trascuratezza sociale".
La relazione si riferisce alla Tavola C3/Agosto 2008 del Progetto Definitivo per i Lavori di Protezione dell’abitato della frazione Marina del Comune di Vibo Valentia, redatta, stante quanto recita la premessa, secondo quanto previsto dalle Linee guida per la progettazione ed esecuzione degli interventi dell’Autorità di Bacino Regionale della Calabria.


Ne consiglio la lettura perchè il file in pdf contiene al suo interno, oltre che complicati calcoli ingegneristici:

Descrizione delle caratteristiche geomorfologiche, geotecniche, tettoniche, sedimentologiche, ecc. delle aree interessate dalle opere;

Relazione sulle Indagini e sui Rilievi Geomorfologici e Sedimentologici, a firma del Dott. Geol. Piero Merk;

Estratti di una Campagna d’indagine topografica, batimetrica e sedimentologica lungo il litorale del quartiere Pennello in località Vibo Marina – redatto nel 2004, per conto del Provincia Regionale di Vibo Valentia dalla NAUTILUS Soc. Coop.a.r.l. come studio di supporto alla progettazione dell’Intervento per la mitigazione del rischio di erosione a protezione del quartiere Pennello in Località Vibo Marina.

L’indagine rende evidente, anche da una rapida lettura, come la nostra area costiera - sulla quale sorgono le nostre case al pari di quelle degli inglesi - è prevalentemente costituita da depositi a carattere alluvionale, posti in una baia la cui tendenza evolutiva si manifesta con costanti caratteri erosivi.
Insomma, seppure noi oggi ricordiamo solo due o tre alluvioni, in realtà tutta la terra che abbiamo sotto i piedi... proviene solo da alluvioni!
Inoltre i tecnici imputano proprio agli interventi scoordinati dell'uomo a mare - che hanno interferito le une con le altre - le incontrollabili modificazioni del litorale, che manifestano oggi poche zone di accumulo di sedimenti ... alternate a zone ad elevata erosione.
E così, mentre guardo con un certo patema d'animo l'approssimarsi di ogni nuvoletta carica di pioggia, o con una certa indignazione crollare il lungomare della Capannina... mi/vi domando:
A chi giova ancora ignorare che viviamo in un fazzoletto di terra alluvionale, in costante azione erosiva?

mercoledì 18 marzo 2009

E ORA... POSSIAMO PURE PROVARE A DARCI DELLE ARIE! AL VIA UNA CAMPAGNA DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ARIA NELLA CITTA' COSTIERA

Dobbiamo certamente alla campagna di informazione attivata dal nostro blog sul Petcoke, utilizzato come combustibile dalla nostra cementeria, se oggi gran parte della cittadinanza è più cosciente del problema – ricordiamo che prima del nostro intervento il Petcoke veniva, nella nostra realtà, ancora chiamato “polverino di carbone – rivendicando la necessità di un puntuale controllo del suo uso.
La sensibilizzazione sul tema ha condotto in questi mesi a risultati insperati:
maggiore controllo degli enti preposti alla tutela; maggiori accortezze sul suo trattamento; il sostegno del Coordinamento delle associazioni; l’avvio di una flebile discussione in seno al Consiglio Comunale; un puntuale monitoraggio da parte dell’Assessore Regionale all’Ambiente, nonché l’avvio di una accurata indagine da parte della Procura vibonese.
Questo non lo diciamo certo per “darci delle arie” (ammesso che l'aria non sia inquinata!), ma solo per tracciare un primo bilancio sul tema della salute pubblica... bilancio al quale oggi, aggiungiamo una nuova ed importante iniziativa.
Prende infatti il via la campagna “Diamoci delle arie… Pulite!” , campagna che, avvalendosi della collaborazione di un pool di ricercatori del Dipartimento di Scienze Ambientali "G. Sarfatti", dell'Università degli Studi di Siena, avrà lo scopo di verificare scientificamente la qualità dell’aria nella nostra città costiera!
I ricercatori del Dipartimento senese, recependo per intero le nostre preoccupazioni, hanno nei mesi scorsi accolto il nostro appello, inserendoci come sede stabile di uno “studio pilota” che rileverà la qualità dell’aria in diverse città italiane.
E così, grazie alla collaborazione di diverse famiglie che si sono rese disponibili ad “ospitare” i campionatori necessari, annunciamo il via all'iniziativa di monitoraggio!
E l'iniziativa parte proprio oggi, che un doppio sbarco di petcoke, invaderà il nostro territorio! Proprio da oggi - e per un intero anno - seguendo il rigido protocollo di un metodo scientificamente validato, nella nostra città diversi “campionatori passivi d’aria - PUF disk” rileveranno la concentrazione di inquinanti nell'aria costiera.
Non possiamo che essere soddisfatti per l’entusiasmo con il quale è stata accolta la proposta di collaborazione dai concittadini coinvolti, scelti in base al loro posizionamento geografico rispetto alla cementeria.
Lo studio non si limiterà solo a verificare la presenza degli IPA (idrocarburi aromatici policiclici) o delle polveri sottili (PM10), ma consentirà inoltre di evidenziare la presenza di inquinanti legati all’uso di pesticidi o ad altre sostanze pericolose; oltre a ciò, lo studio consentirà di seguire il trasporto nell’aria degli inquinanti, consentendo così di attuare in futuro, con più efficacia, in necessari interventi di tutela della salute pubblica.
Ovviamente maggiori informazioni le forniremo nei prossimi mesi, ad esiti acquisiti dai riscontri scientifici, ma oggi non possiamo che ringraziare quanti sono coinvolti nell’iniziativa, dal dr. Victor H. Estellano S., con il suo staff dell’Università di Siena, alle famiglie “portulane” che ci hanno accolti con un sorprendente “era ora!”.
E' un piccolo gesto civile, ideato e concretizzato senza spendere un solo euro, che offriamo ai cittadini di oggi ed a quelli di domani!


Visto che CalabriaOra di giovedì 19 marzo ci dedica la prima pagina della città - e non possiamo esimerci dal ringraziare la Redazione di Vibo - diamo la possibilità a tutti di leggerne il relativo articolo.

martedì 17 marzo 2009

PETCOKE: CONTRO I PM10 FUNZIONANO SOLO I PM2!

Il gioco di parole usato - PM10 (riferito alle polveri sottili regalate ai nostri polmoni) e PM2 (riferito simbolicamente ai due attenti PM della Procura di Vibo che hanno avviato indagini sul ciclo d'uso del petcoke) - è in qualche modo utile per riflettere su quanto accade sotto i nostri occhi.
Da una lato sappiamo che i magistrati, stante le notizie di stampa, hanno ritenuto di «procedere ad accurata ricognizione e descrizione dei luoghi, dello stabilimento della Italcementi spa, al fine di verificare se le modalità di impiego del pet-coke siano conformi ai parametri di sicurezza imposti dalla normativa di settore, scongiurando pericoli di dispersione delle polveri nocive alla salute, nonché l’emissione di fumi oltre la soglia consentita», avvalendosi degli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico e dell’equipe del professor Gino Mirocle Crisci, docente dell’Università di Cosenza;
dall'altro lato assistiamo alla contemporanea presenza nell'area portuale di ben due navi petcokiere, una in banchina, che sbarca da alcuni giorni petcoke, l'altra in attesa alla fonda del porto, pronta a darle il cambio nello sbarco.
Dal 2005 ad oggi non si era mai verificata la presenza simultanea di due navi petcokiere! E non stanno certo sbarcando caramelle!
E' quasi come assistere ad una frenetica corsa contro il tempo, come se ci si attenda che gli esiti delle ulteriori verifiche disposte dai PM, «in particolare del luogo ove risulta attualmente custodito il combustibile del tipo pet-coke utilizzato dalla Italcementi spa, con opportuni rilievi tecnici e fotografici, al fine di evidenziare quali siano le modalità del deposito, se queste rispettino le regole tecniche previste in materia, se vi siano adeguate forme di protezione che scongiurino la dispersione e/o volatilizzazione del materiale nel terreno circostante, nelle corrispondenti falde acquifere, nei corsi d’acqua limitrofi e nell’aria anche attraverso la misurazione e l’analisi delle polveri sottili», possano in qualche modo condurre al blocco imminente di quell'area di deposito.
Altrimenti perchè si procede ora a riempirlo prima che la magistratura inquirente abbia acquisito i risultati peritali?
Comprendiamo le ragioni delle imprese (anche perchè quel deposito rifornisce di petcoke mezzo Sud-Italia), ma diciamoci la verità... questa corsa contro il tempo... non depone affatto a favore di quanti affermano che la nostra salute non abbia mai corso - o non corra tutt'oggi - alcun pericolo!
E così, mentre aspettiamo che l'Amministrazione Comunale affronti reponsabilmente con serietà il problema... non resta che constatare, ahinoi, che l'unica nostra difesa dal rischio dei PM10 (al pari degli IPA e quant'altro) ... sono soltanto i PM2!

lunedì 16 marzo 2009

Sarà revocato il finanziamento di 20 mln. di euro per la riqualificazione del porto?


Quando ormai si attendeva solo l'inizio dei lavori, le affermazioni rilasciate da Cesella Gelanzé(coordinatrice vibonese del P.d.L.) arrivano come una doccia gelata sulle aspettative di una riqualificazione del nostro porto, collegate al finanziamento di 20mln. stanziati dal C.I.P.E.. Quel finanziamento, annunciato in periodo elettorale e confermato nel corso dei vari convegni sul porto,ri schia invece, sempre secondo la Gelanzé, di essere revocato a ca usa del mancato rispetto dei tempi di presentazione dei progetti da parte del soggetto attuatore ( Genio Civile Opere Marittime). Ma gli strali della Gelanzé vengono principalmente diretti non verso tale soggetto, ma all'indirizzo dell'amministrazione comunale, rea, a suo dire, di non aver adeguatamente seguito l'iter per la concessione definitiva del finanziamento. Se quanto affermato dalla coordinatrice del PDL dovesse trovare conferma, ci troveremmo difronte all'ennesima beffa consumata ai danni principalmente della nostra comunità costiera, ma anche ai danni dello sviluppo economico dell'intero territorio provinciale.

A queste preoccupazioni si aggiunge anche una poco confortante certezza: il taglio netto dei finanziamenti pubblici imposto dal ministro Tremonti per il 2009 e riguardante il sistema portuale italiano. Dal 2007 il ministero ha tagliato qualunque risorsa per lo sviluppo dei porti ( erano 250 mln. l'anno) mentre i fondi per la manutenzione di queste infrastrutture sono stati ridotti da 5o a 10 mln.).

"Tremonti é l'antitesi vivente di qualsiasi tentativo di sviluppo del sistema portuale italiano" scrive sconfortato Giorgio Carozzi sul blog Pilotina.

Auguriamoci che la Gelangé sia in errore. Il dubbio non é che un omaggio alla speranza.

domenica 15 marzo 2009

SOGGETTI ATTUATORI E OGGETTI ATTUATI...

Che relazione esiste tra il numero dei Soggetti Attuatori e gli Oggetti Attuati?
Per rispondere a tale quesito è forse ora di fare il punto sullo stato attuale delle cose, a quasi 3 anni dall'alluvione del 2006 (vedi comunicato ottobre 2006).
Per farlo abbiamo usato una pianta estratta dal webgis del Centro Cartografico Regionale (comprensiva del reticolo idrografico e delle aree a rischio).
La piantina conseguente potete scaricarla in pdf.
E' inoltre utile riassumere ai più quanti siano i "soggetti attuatori" del Commissario all'Emergenza che agiscono nell'area vibonese, che in qualche modo avrebbero dovuto conoscere a menadito le risultanze del "Piano Versace".
1) PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA (prima Bruni ora De Nisi);
2) SINDACO DEL COMUNE DI VIBO VALENTIA (Sammarco)
3) PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO (Lico)
4) PRESIDENTE NUCLEO INDUSTRIALE (prima Sirgiovanni ora Bruni)
5) va aggiunto il SOGGETTO ATTUATORE per la realizzazione del nuovo Ospedale di Vibo Valentia, da realizzarsi in area interessata dal Piano Versace.
Mettere in relazione il numero degli "oggetti di messa in sicurezza attuati" (color giallo), con il numero dei "soggetti attuatori", unitamente ai loro interventi, comparati con il numero degli interventi privati (color rosso), dopo il 2006... agevola l'opportunità di riflettere con qualche dato certo sui rischi con i quali continuiamo a convivere... rischi aggravati dal fatto che, da una prima occhiata alla pianta ricavata, è oggettivamente difficile capire quale sia stato il Piano attuato e chi siano stati i veri soggetti attuatori!

giovedì 12 marzo 2009

NECROLOGIO

Se Roberto non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! E' uno dei pochi giovani del nostro paese che fanno sperare in un futuro migliore, più etico e sincero.
Il suo articolo di oggi sul destino del Vega II merita di essere conservato, anche perchè rimarrà una delle poche cose di quello storico peschereccio.
I resti del Vega II sono ormai sparsi un pò dappertutto; nelle campagne di Portosalvo non è difficile incontrare il suo fasciame antico.
Sarà utile per i caminetti degli amici.

Rimane l'amaro in bocca per non essere riusciti a sensibilizzare nessun amministratore o associazione al suo salvataggio. L'amaro è maggiore scoprendo che altrove è stato possibile. Sottratta al destino delle seghe di un hemingwayano mastro d'ascie, il motopeschereccio "Santa Rita" non verrà sezionato in nessun cantiere del porto leccese di San Cataldo. Diventerà la "barca degli scugnizzi" di Napoli, cuore di un progetto battezzato proprio 'Napolitano', in onore del Presidente Repubblica!Certo... quello motopeschereccio è stato sequestrato ad alcuni spacciatori, mentre per il nostro nessuno avrebbe dovuto sudare più di tanto:
sarebbe stato, pensate un pò, addirittura donato e collocato gratuitamente a Bivona... dove ora marcisce il rimorchiatore Caterina, e gli altri barconi... in attesa che l'ignoranza e l'indifferenza demoliscano quanto rimane del desiderio del recupero finale della Tonnara di Bivona.

Dispiace che il bell'articolo di Roberto sarà, da domani, il necrologio funebre di un intero mondo... il nostro.

martedì 10 marzo 2009

UNA CITTA' INVIVIBILE... DA CONVEGNO

La riflessione serale prende spunto da due notizie estratte da CalabriaOra di oggi. La prima: Sabato, al Lamezia Terme, il Sindaco di Vibo Valentia si confronterà, con gli altri 4 sindaci delle città capoluogo della nostra regione, sul "perchè le città calabresi restano le meno vivibili del Paese?" (vedi img a lato). La seconda: La Procura di Vibo Valentia dà il via ad un'inchiesta sulle complesse fasi legate all'uso del PetCoke nel nostro territorio, emettendo 4 avvisi di garanzia.
Fa orrore notare che, mentre sui temi da noi affrontati in quest'anno - tutti tesi a rendere evidente l'assoluto "vuoto di governo del territorio" (per affrontarlo e risolverlo, ovviamente partendo anche dalla nostra proposta di legge), pericolosamente a discapito della sicurezza, salute e legalità nella nostra comunità - l'amministrazione comunale ha rifiutato ogni confronto, negando persino la nostra esistenza, al pari degli stessi problemi da noi evidenziati...
Fa orrore notare come alluvione, depurazione, messa in sicurezza, attività edilizia, Pet Coke, oggi rivelino puntuali risvolti penali!
Molti di noi si sono esposti, all'ilarità al pari del rischio, su questi temi, rivendicando risposte concrete ed efficaci... che l'azione amministrativa, per ciascuno di questi, si è rifiutata di dare!
Fa rabbrividire accorgersi dei nostri quotidiani rischi e vedere, dinanzi al costante silenzio amministrativo, solo giovani magistrati pretendere correttezza e tutela!
Con la speranza rianimata... rabbrividiamo.
Fa riflettere la notizia che a Lamezia Terme, lontano da qui, sabato verranno rese note - dal sindaco in persona -le ragioni percui la nostra città RESTA invivibile! Fa riflettere perchè è paradossalmente incomprensibile!
Non sarà perchè, avendo elaborato tutti i nostri slogan turistici coniugando la sigla della provincia, VV, con Vivi ViboValentia, ViVa o il più recente ViboViVibile... la nostra inViVibilità, solo per noi, RESTI un omertoso tabù?

lunedì 9 marzo 2009

CINEFORUM MIGRANTE...

Segnaliamo una positiva iniziativa che si concrettizzerà tra Marzo ed Aprile. Nonostante la cronica carenza di strutture l'Associazione Argonauta, in rete con altre associazioni, ha organizzato una serie di proiezioni cinematografiche itinerante... anzi migrante. Il Cineforum, organizzato assieme alla Ong Progetto Mondo MLAL, inizierà mercoledì prossimo (Auditorium Chiesa, ore 19,30) e continuerà settimanalmente fino alla fine di Aprile, a turnazione, tra le salette dell'Auditorium, di Tato's e dell'ex-asilo (che ringraziamo ovviamente!).
"Culture e Pregiudizi" è il collante delle opere scelte. Scoprire gli altri, al di là delle differenze di razza o cultura, ci sembra il modo migliore per riscoprire il senso della nostra comunità.
Ovviamente ci aspettiamo la partecipazione di quanti amano il cinema (l'ingresso è libero), ma ancorpiù di quanti credono che le differenze siano un "arricchimento di conoscenza" e un valore.
Nel nostro paese c'è un intero quartiere che oggi è popolato quasi esclusivamente da extracomunitari o uomini e donne dell'est europa: "il Pennello".
Non è un caso che proprio quel quartiere, per gran parte abusivo, a rischio alluvione o mareggiate, vissuto dai più solo d'estate, oggi sia il "cuore delle nostre nostre contraddizioni e differenze".
Pescatori, manovali, contadini, operai stran/ieri con le loro famiglie oggi vivono nella nostra comunità quasi come non vi vivessero... Proviamo ad immaginare, con gli occhi di sette registi navigati, quante possibilità abbiamo di comunicare, capire ed integrare.
Vi aspettiamo per comprendere...
Per conoscere il calendario preciso potete scaricare da qui la brochure completa.

sabato 7 marzo 2009

MENTRE UN LUNGOMARE CROLLA, SE NE COSTRUISCE UN ALTRO!

Già! Anche quanto documentano queste foto lo avevamo previsto. Il crollo c'è stato e, ahinoi, continuerà perchè non si arresterà da solo: ogni secondo che passa corrisponde ad un secondo di erosione sotto il lungomare.
Il mare inesorabilmente sta scavando sotto il piazzale e presto la voragine (stante le lesioni già visibili dell'asfalto) sarà ben più ampia.
Un'opera costata centinaia di migliaia di euro, conclusa nel 2006, non inaugurata (perchè ormai da noi ci si vergogna delle opere pubbliche realizzate) oggi è divenuta un pericolo pubblico e necessiteranno altre centinaia di migliaia di euro per porvi riparo.
Passi che non paghi nessuno per gli errori progettuali o d'esecuzione dell'opera (anche se moralmente ed economicamente è insopportabilmente ingiusto), ma sarebbe da irresponsabili non verificare, con studi alla mano, che quanto accade nel lungomare di Vibo Marina non accadrà nel costruendo lungomare di Villa Gagliardi. Già, perchè mentre questo lungomare crolla, l'altro è in costruzione! Se non sbagliamo, stesso progetto, stesso progettista!
Il mare di Porto Santa Venere non equivale alla roccia granitica di Monteleone o delle Serre; sarebbe il caso che finalmente dal Palazzo di Città (composto da un 99% di consiglieri che provengono dall'entroterra) o da quello della Provincia (composta al 99% da consiglieri che provengono dall'entroterra) si cominciasse ad ascoltare per intero questa comunità costiera su un complessivo progetto di messa in sicurezza, e da un confronto con "i portatori reali d'interesse" (cominciando dai bambini piuttosto), ridisegnare le aree di rispetto lungo la costa ed i torrenti.
Non si può continuare a fare interventi strutturali con un impatto così rischioso per tutti, senza averli rivisti alla luce della memoria del 3 luglio e del Piano Versace 2006!
E questo accade ora, nel 2009... proprio perchè irresponsabilmente nessuno di quanti erano istituzionalmente preposti (nonostante la cittadinanza lo richiedesse) lo ha fatto o preteso!
Non osiamo immaginare cosa potrà accadere nel 2010 se non si smette di considerare il nostro territorio costiero solo un business balneare!

venerdì 6 marzo 2009

ZONE FRANCHE URBANE: IL CIPE DELIBERA IL DEFINITIVO ADDIO PER "LE MARINATE"

Marinate? Che lo si usi per indicare impropriamente la nostra comunità alluvionata, o un investimento immobiliare o, ancor più, una proposta di Zona Franca Urbana... il termine continua a portare iella!
Nonostante ciò qualcuno continua ad affibbiarcelo. Bisogna considerare seriamente la necessità di eliminarlo dal corrente vocabolario vibonese!
L'ultima prova che sancisce definitivamente la sua iattura è l'esclusione, anche'essa definitiva, dalle ZFU deliberate dal CIPE.
I nostri politici hanno tentato di convincerci che alla fine il Comitato Interministeriale avrebbero accolto il suggerimento, chiosato come ultima spiaggia possibile dalla nostra Regione, di aumentare il numero delle zone previste (dalle quali eravamo già stati esclusi dal competente settore regionale) per la Calabria. Che fosse speranza vana lo avevamo già segnalato ad ottobre 2008, così oggi, dal sito del nostro "esperto" Rocco Iemma, estraiamo la fresca notizia della decisione definitiva, prendendo atto di quanto sia stato strumentale ogni tentativo dei ruspanti politici nostrani, di metterci sopra una pezza:

"Nella seduta preparatoria del 5 marzo 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato al Cipe la proposta di allocazione dei 50 milioni di euro annui per le Zone Franche Urbane. E’ prevista una quota minima uguale per ogni Zona Franca Urbana, 750.000 euro pari a un terzo della dotazione finanziaria, per favorire l’efficacia del dispositivo a prescindere dalle dimensioni demografiche e dall’indice di disagio socio-economico. Le rimanenti risorse sono attribuite al 60% in relazione al peso demografico e al 40% in relazione all’indice di disagio socio-economico, distribuite per ogni Zona Franca Urbana in maniera direttamente proporzionale.
Ecco nel dettaglio come vengono allocate le risorse per ognuna delle aree proposte e individuate dai Comuni e approvate da Regioni e Ministero dello Sviluppo Economico:
Catania 3.676.925,39;
Torre Annunziata 2.673.662,39; Napoli 3.233.564,40; Taranto 3.100.070,74; Cagliari 2.144.996,30; Gela 2.860.818,76; Mondragone 1.981.667,65; Andria 2.452.634,40; Crotone 2.429.491,73; Erice 1.899.383,68; Iglesias 1.914.710,97; Quartu Sant’Elena 2.541.986,28; Rossano 1.935.269,72; Lecce 1.951.045,80; Lamezia Terme 2.381.038,84; Campobasso 1.582.060,52; Velletri 1.914.503,31; Sora 1.450.596,02; Pescara 2.145.952,59 ; Ventimiglia 1.294.680,97; Massa-Carrara 2.604.060,28; Matera 1.830.879,26."

Comunque sia, chiunque voglia ancora usare il termine "marinate", libero di farlo a suo rischio, ma valuti attentamente in quale sfortunata posizione andrà a porsi, ricordandosi che da 3 anni a questa parte (vedi alluvione 2006) nessun amuleto anti-iella si è dimostrato efficace... e che le conseguenze immediate non ricadono solo su di noi!

mercoledì 4 marzo 2009

QUALCOSA DA LEGGERE? L'ULTIMA COMMISSIONE!

Tutti i nuovi comuni nati per "sdoppiamento" in Italia - dal 1945 ad oggi - non hanno registrato il parere favorevole dei Consigli Comunali dai quali ne rivendicavano ragioni e necessità, percui, anche rispetto alla nostra proposta di autonomia, non attendevamo dal Comune di Vibo Valentia alcun parere favorevole.
Né ora né quando verrà formalmente richiesto dalla Regione Calabria nell'iter legislativo.
Tali pareri sono così "scontati" che per il legislatore non sono minimamente vincolanti!
Quello che però sorprende è la pervicacia con cui il rivendicare un nuovo assetto amministrativo, nonostante il disastro umano e strutturale in cui sopravviviamo, sia ritenuta addirittura non discutibile... addirittura “irricevibile”… nemmeno degna di essere posta all’Ordine del Giorno del nostro (o loro?) Civico Consesso.
Da cosa si desume? Siamo finalmente riusciti ad avere copia dei Verbali delle sedute della IX Commissione Comunale, nella quale era giunto l’esame delle Delibere (con parere favorevole) delle nostre due Circoscrizioni. Inutile dirvi le argomentazioni usate in quella sede nelle tre sedute svolte; le potrete leggere scaricando questi storici documenti.
Troverete frasi del tipo : “Si tratta di un fatto politico molto grave, in quanto il problema non è stato sollevato dalla popolazione” (?); “proposta insensata ed obbrobriosa” (?); “sono persone irresponsabili che avrebbero dovuto affrontare tematiche più importanti” (?)… suggellate da un perentorio “suggestiva e assolutamente inaccettabile ed irricevibile” (?). Per un dovere morale, verso gli attuali elettori di questi uomini e verso le future generazioni, tramandiamo ai posteri questi documenti, come specchio della moderna classe politica.
V’è da dire che la IX Commissione, dopo tre sedute, non ha ancora espresso ad oggi un parere definitivo (tanto le delibere circoscrizionali sono solo di un anno fa), riservandosi di ascoltare il dirimente parere dei Dirigenti Comunali di settore “i quali potranno dare indicazioni sui meccanismi previsti dalla legge per eventualmente richiedere l'autonomia” (?).
Siamo a cavallo! Nonostante gli esiti siano prevedibili, cercheremo di avere (e pubblicare) anche i prossimi verbali.
Sembra quasi di trovarsi dinanzi alla IX Legione Romana (vedi “L’Ultima Legione” di Valerio Massimo Manfredi) piuttosto che alla IX Commissione!
Non sopravviveranno!” sembrano esclamare come veri Custodi della Fede… mentre a noi non resta che prendere atto, nei recinti in cui hanno scelto di relegarci, dell’ennesimo vuoto di democrazia e di governo, al pari dell'ennesimo disastro ambientale! Nell'attesa, anche se non è come leggere un romanzo di Manfredi, vi invitamo a leggere questi avvincenti verbali.

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