domenica 31 maggio 2009

ON.LE DE GAETANO (PRC): "IL MIO IMPEGNO SUL REFERENDUM IN COMMISSIONE E' GARANTITO"

"Non appena sarà in discussione in Commissione appoggerò l'indizione del Referendum Popolare!"
Aveva esordito così l'On. Nino De Gaetano, consigliere regionale e membro della I Commissione, da qualche mese Segretario Regionale di Rifondazione, durante l'incontro di stasera con i simpatizzanti ed iscritti della provincia vibonese. Sembrava una frase fatta, ribadita riferendosi al ruolo costituzionale della democrazia partecipata, magari condita anche da un pizzico di opportunismo elettorale... ma è bastato subito dopo guardare gli occhi dei presenti, il racconto di qualche esempio emblematico di malgoverno e nongoverno del territorio e della sua numerosa comunità, venire a conoscenza dei tanti punti di crisi e di rischio, comprendere come gli spazi lasciati vuoti dalla politica e dalla amministrazione sana vengano con troppa facilità occupati da spavalde illegalità ed abusi ... che prima di andare via, proseguendo il suo tour elettorale lungo la costa jonica, rispondendo alle nostre sollecitazioni di porre al più presto in commissione il Referendum sulla Proposta di Legge per l'istituzione del Comune di Porto Santa Venere, aggiunge: "Domani mi vedrò con l'On.le Serra e cercherò di capire quali sono gli ostacoli. Il mio impegno al vostro fianco è garantito".
Comprendiamo che vi siano ostacoli... e sappiamo che provengono prevalentemente dai politici vibonesi, a destra come a sinistra, dal Sindaco ai Consiglieri, locali e regionali: un veto posto al referendum è un veto alla comunità di esprimersi sul fallimento della sua classe politica, che potrebbe avere esiti inimmaginabili.
Guardi il giovane politico reggino ed il paragone con la classe politica locale è immediato, scontato. I nostri politici? Dalla data di presentazione della Proposta di Legge 260 (ormai più di un anno)non solo non sono stati in grado di mettere in atto alcuna pratica inclusiva, di partecipazione e governo delle emergenze... ma, ancor più, tutte le loro cattedratiche teorie sulla inutilità ed illegittimità della proposta di legge sono state miseramente smentite da diversi provvedimenti legislativi emessi nel frattempo da altre regioni italiane!
Purtroppo una classe politica cosciente della sua pochezza è una classe politica codarda, che tenterà in ogni modo di evitare un confronto vero, sia esso un confronto popolare o istituzionale.

sabato 30 maggio 2009

UNITI PER CAPIRE: LE ASSOCIAZIONI INCONTRANO L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AMBIENTE.

Si è svolto nei giorni scorsi un interessante quanto chiarificatore incontro tra l'Assessore Regionale all'Ambiente, Silvio Greco e le associazioni ambientaliste del vibonese. Durante l'incontro, organizzato dall'associazione Città Aperta, si è discusso sulle questioni legate alla gestione complessiva del problema rifiuti, legandolo ad una visione strategica incentrata sulla raccolta differenziata e la tutela ambientale. Ovviamente non si è mancato di parlare di CDR e PFU.
Gli effetti nefasti sull'inquinamento atmosferico e la contrarietà all'utilizzo dei rifiuti, d'origine e provenienza tutt'altro che certa (si è escluso possa trattarsi di quello del sito di trattamento proposto per S. Calogero, che non dovrà ne potrà produrre CDR) di tale "combustibile" sono stati posti in risalto da tutti i presenti, e la contrarietà ancor più condivisa: sarà impossibile concretizzare la raccolta differenziata nella provincia se passa l'informazione che i rifiuti invece che divenire materie prime per produzione, resteranno sempre rifiuti... per essere "fumati" dall'Italcementi.

Tra l'altro, a proposito di fumi e visto che l'azienda ha tutto in regola, ci piacerebbe che la Italcementi ci mostrasse, a garanzia della salute di tutti, le Autorizzazioni all'Immissione in Atmosfera che allo stato possiede, giusto per capire da quale protocollo, valori e prescrizioni partiamo oggi: comprendere quale sarà l'incidenza del contenuto del Cloro conseguente al probabile utilizzo del CDR (dalla relazione tecnica il dato non emerge) sarà determinante nella decisione da prendere.

Altri impegni ci hanno costretti a lasciare l'incontro in anticipo, ma siamo scesi alla marina con la convinzione che questa volta abbiamo un Assessore Regionale in grado di tutelare le nostre vite: e con i tempi che corrono... non è una convinzione da poco!



Ricordiamo due cose:
- che lo Studio Impatto Ambientale ITALCEMENTI è sempre consultabile qui (vedi link);

- che mentre discutiamo su tutto questo sono in corso i lavori per il ripristino della funzionalità idraulica dei torrenti.

La foto che pubblichiamo testimonia quanto siano complesse le soluzioni da adottare per evitare nuove alluvioni, pur di salvare case e cavoli.

mercoledì 27 maggio 2009

ITALCEMENTI: PRESENTATO LO STUDIO PER USARE COME COMBUSTIBILI (OLTRE AL PETCOKE) PNEUMATICI USATI E RIFIUTI!

Ci siamo. L'Italcementi ha ufficialmente presentato alla Regione, alla Provincia ed al Comune il Progetto definitivo e lo Studio d'Impatto Ambientale per utilizzare, oltre al PetCoke, come combustibile i Derivati da Rifiuti (CDR-? per 20.000 tonnellate annue) e Pneumatici Fuori Uso (PFU - per 10.000 tonnellate annui).
L'avviso pubblico è di qualche giorno, mentre il deposito è del 5 maggio, e così abbiamo tempo fino al 5 luglio per visionare il progetto, comprenderne per quanto possibile i contenuti, e produrre le necessarie osservazioni, a mezzo Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, alla Regione Calabria, Dipartimento Politiche dell'Ambiente, Settore 3 Servizio 7, Ufficio VIA - IPPC, Viale Isonzo 414, Località Corvo - 88063 Catanzaro Lido (CZ).
Lo studio è depositato presso gli enti locali per essere consultato e controdedotto.
Noi cercheremo di mantener fede al nostro impegno informativo mettendo a vostra disposizione l'intera documentazione online, così da allargare la platea dei portatori d'interesse (operai, aziende, associazioni, singoli cittadini e diversamente abili), in grado di poter produrre nei brevi tempi richiesti le osservazioni utili a garantire prioritariamente la salute della nostra comunità.

Abbiamo già 20 giorni di ritardo, percui è bene dare subito un'occhiata ai Progetti:

SCARICA
Relazione Tecnica sull'uso del CDR (8 mb)

SCARICA
Relazione SIA completa (10,5 mb)

E' nostra intenzione produrre presto, assieme a Legambiente Calabria, osservazioni ad uno studio che ignora completamente la precisa collocazione dell'impianto:
nel cuore del centro urbano.
Quanti vorranno dare via email il loro contributo con suggerimenti e consigli saranno ben accetti.
Auguriamoci che su tale importante tema le istituzioni favoriscano al più presto un confronto pubblico e partecipato tra l'azienda e la comunità che la ospita!
Tutte le certificazioni internazionali sulla sostenibilità ambientale del gruppo Italcementi, imporrebbero che la cementeria locale, collocata com'è nel cuore del centro urbano, si imponesse come punto d'eccellenza per la ricerca innovativa, le pratiche energetiche alternative, la prevenzione dei fattori di rischio per la salute della comunità, e rispetto dell'ambiente e della città. Un "laboratorio" innovativo unico... in grado di proporre la nostra comunità come esempio concreto di una "mission" di sviluppo sostenibile. Da anni aspettiamo che l'azienda lo faccia, perchè ne ha i mezzi e le competenze... ora è forse giunto il momento di smettere di barattare un posto di lavoro con la salute di tutti!
Confortano le prime dichiarazioni della Cgil e della Uil provinciali che estraiamo da il Quotidiano della Calabria di oggi, contro l'utilizzo del CDR (e i pneumatici usati?)... dimostrano che non siamo i soli a ritenerla una follia! Tanto più se posta come condizione per non chiudere la fabbrica. Ed allora non possiamo sottrarci a quello che riterniamo un vero e proprio "servizio" alla collettività, estendendo a tutti la conoscenza sul progetto "tal quale" presentato dalla cementeria. Le motivazioni per dire no ci sono ed anche ben argomentabili... adesso abbiamo l'occasione per contare quanti uomini liberi e pensanti esistono in città!

lunedì 25 maggio 2009

CASTELLO DI BIVONA: IL COMUNE ADESSO LO ACQUISTI!

Un nostro lettore ce lo aveva già segnalato con un commento ed oggi riportiamo la notizia di stampa da Il Quotidiano della Calabria: è vero, il restauro del Castello di Bivona può iniziare.
Che fortuna. I soldini non rischiano più di perdersi e così l'antico maniero potrà in qualche modo diventare la più interessante attrattiva turistica di Vibo Marina.

Certo, il restauro sarà condizionato in qualche modo dal ribasso (37,001%), ma l'importate è che i lavori si compiano e che non risultino soldi buttati a mare.

In tal senso ora si pone un dilemma: che fare di quella piccola sommetta, circa 234.000 euro, risparmiata sulla gara? Noi consigliamo al Sindaco una sola cosa... la più intelligente ed utile alla collettività:

il Comune la usi per acquistare il Castello inserendolo, a buon titolo, tra le proprietà comunali!

Considerando che il finanziamento è pubblico... non è forse il caso di approfittare dell'occasione per acquisire definitivamente l'importante monumento storico (nonchè l'area limitrofa archeologica) al patrimonio della nostra collettività?

Sarebbe un peccato che finito il restauro i privati proprietari ne condizionassero in qualche modo la totale fruizione, magari con un canone locativo troppo esoso o consentendone l'accesso solo in loro presenza.
E' indubbio che nessuna valorizzazione pubblica sarà agevole nel caso in cui la proprietà resterà, a restauro ultimato, privata.
Avanti, facciamo insieme un gesto di grande valore pubblico: nel caso i soldini rimasti non bastassero... siamo disposti a collaborare in qualsiasi modo, magari avviando una "sottoscrizione popolare" utile a raccimolare i soldini mancanti.
Solo acquisendo il Castello di Bivona tra i beni immobili della città si dimostrerà incontrovertibilmente che l'interesse al suo recupero non era soltanto... quello dovuto al "recupero" di una banale pratica finanziaria!

link:
http://www.ilquotidianodellacalabria.it

sabato 23 maggio 2009

INCONTRO CON I TECNICI DEL NUCLEO INDUSTRIALE: CHIAREZZA SULLA CENTRALE IDROELETTRICA.

E' stato un incontro cordiale, in cui emergeva la soddisfazione per l'idea progettuale ed il rammarico che non fosse stata ben recepita, il tutto espresso con la disponibilità a chiarire ogni aspetto dell'intervento. In sintesi il progetto della Centrale Idroelettrica ha due obiettivi:
controllare totalmente il ciclo delle acque in uscita dal Depuratore della Silica, escludendo definitivamente ogni possibile fonte di inquinamento del S. Anna da parte dell'impianto di depurazione;
realizzare una condotta fino al depuratore di Portosalvo ed utilizzare la forza idrica per produrre energia.

Ci vengono mostrate le carte, la relazione tecnica, in CAD guardiamo alcuni particolari... e ci facciamo un'idea che risponde a tutti i quesiti che ci eravamo posti nell'ottobre scorso. Non vi sarà nessuna elica all'interno delle tubazioni, ma quasi a metà percorso, verrà realizzata una struttura totalmente interrata nella quale verrà posta una turbina del tipo Pelton.
Non soltanto il sistema sarà ad impatto ambientale zero, ma è prevista la valorizzazione dell'area interessata dallo scavo per la messa in posa della condotta, con la realizzazione lungo il tracciato di un percorso naturalistico. Il tratto dell'intervento lo potete controllare dall'immagine, ed anche scaricare la Relazione Tecnica (anche se la collocazione della turbina oltre ad essere interamente interrata è collocata un pò più giù rispetto a quanto ipotizzato inizialmente).
La passione con la quale ci è stato illustrato il progetto ci sorprende positivamente, perchè era veramente da tanto tempo che non la riscontravamo in qualche progettista.
In pratica le notizie che ci aveva fornito l'ex-presidente del Nucleo erano tutt'altro che precise:
tecnologia diversa, collettamento sino al depuratore di Portosalvo sin dall'avvio della produzione; è vero, si stima che ci sarà un 20% d'acqua immessa in condotta che non riuscirà ad essere perfettamente depurata, ma confluendo alla fine del suo percorso nel depuratore di Portosalvo, il problema dell'inquinamento marino non si pone, perchè sarà risolto dall'immissione nell'ultima stazione depurativa.



Anche la nostra unica perplessità, legata alla eccessiva vicinanza della condotta all'argine nord del S. Anna viene smorzata dalla disponibilità allo spostamento dei tubi, nella collocazione più idonea, al termine dei lavori di messa in sicurezza del torrente. Li prendiamo in parola.
Ora vi è una sola priorità: completare il collettamento prima dell'avvio della stagione balneare per assicurare a tutti che il S. Anna non "viva" più come un collettore fognario.
L'obiettivo è raggiungibile e la passione con cui credono in questo intervento ci contagia.
Siamo ottimisti, perciò ci ripromettiamo di contattare direttamente i tecnici di quell'ufficio ad ogni altra richiesta di chiarimento... piuttosto che il loro Presidente protempore.

giovedì 21 maggio 2009

STRAORDINARIA SMEMORATEZZA O AUTOTUTELA STRAORDINARIA?

Non siamo riusciti ad andare ieri al convegno su “Il territorio vibonese: tra dissesto idrogeologico e rischio sismico” e, stando ai report giornalistici dei quotidiani e tv locali, forse è stato un bene:
a parte la proposta agli enti vibonesi di aderire al progetto AMAMIR del CNR, seguendo la strada tracciata dalla Provincia di Cosenza, il resto si è svolto in maniera solita, continuando a definire l'alluvione del 3 luglio 2006 secondo il copione noto dell'evento straordinario.

Noi continuiamo ad affermare che di straordinario c'è stato solo l'evento pluviometrico, la quantità di pioggia... mentre le esondazioni e le frane non sono mai stati eventi straordinari!


Che le cose stiano così lo conferma la Relazione Storica del CAMILAB , allegata al tanto a torto vituperato PIANO VERSACE :
senza contare l'alluvione del 3 luglio, solo dal 1925 ad 2005, gli eventi che hanno fatto esondare in maniera distruttiva i torrenti costieri sono ben 35!

Continuare a definire le alluvioni e le esondazioni come eventi STRAORDINARI in un fazzoletto di terra in cui, mediamente, si è documentata verificarsi UNA esondazione alluvionale ogni 2 ANNI E MEZZO, a chi giova?
Basterebbe leggersi quella Relazione Storica per rendersi conto del contrario!

In questi giorni si sta svolgendo il processo per coloro che sono stati individuati come i responsabili del disastro del 3 luglio, i quali oltre a difendersi secondo il già detto "noto copione" aggiungono "che al suo Ufficio (De Bernardinis - il Quotidiano della Calabria) non sono mai pervenute notizie sulle modifiche dei luoghi connessi alla presenza di cantieri, di regimentazione delle acque e ai casi di abusivismo edilizio" o sul "dissesto del territorio (i Funzionari ANAS -CalabriaOra), mancata regimentazione delle acque ed abusivismo incontrollato".

Insomma, sia Protezione Civile che l'ANAS puntano il dito contro la Regione ed i Comuni per l'evidente mancanza di controllo e programmazione del territorio, uniche strategie necessarie e realizzabili per impedire che accadano simili disastri.
E non è che abbiano tanto torto: come si fa a negare che anche soltanto "l'ordinario governo" del territorio avrebbe potuto impedirne gli esiti mortali?
Si può essere più o meno d'accordo con tale strategia difensiva, ma la sostanza è una chiamata a distinguere le responsabilità di governo "ordinario" del territorio che fa emergere... quanto meno una evidente corresponsabilità con quanti, per compiti istituzionali, lo fanno in occasioni straordinarie !


Dinanzi a tale costatazione, non paghi di aver dimostrato cecità ingiustificabili nelle aree dichiarate a rischio R3 e R4 dal PAI prima e dal Piano Versace dopo, è riemersa tra gli amministratori vibonesi - supportata dalle considerazioni dei promotori AMAMIR/CNR - la tesi dell'evento straordinario... tesi attraverso la quale sembrerebbe si tenti di "smontare" lo studio e le prescrizioni del CAMILAB (alla base delle Ordinanze di messa in sicurezza, delocalizzazione ed inedificabilità del Commissario Straordinario) che evidenziano la drammatica fragilità idrogeologica del territorio, e particolarmente lungo i bacini idrografici della costa.
L'unica ragione per la quale siamo dispiaciuti di non essere stati presenti all'incontro è legata ad un dubbio che ci assale, e che forse in loco avremmo potuto meglio fugare:
Si tratta di STRAORDINARIA SMEMORATEZZA o di STRAORDINARIA AUTOTUTELA?

Per oggi restiamo col nostro dubbio... limitandoci a ricordare che lungo la costa ci sono sempre in gioco, ieri come oggi e domani, vite umane da tutelare... e questo, per chi sceglie l'impegno amministrativo, è pur sempre un dovere istituzionale niente affatto straordinario!
Può darsi pure che per rendersi conto della necessità della messa in sicurezza non basti Versace e necessiti istallare stazioni GPS per rilevare misure sub-centimetriche... ma potrebbe anche bastare mettersi nell'area di parcheggio a nord del S. Anna, far caso solo un attimo, anche distrattamente, al fatto che l'alveo di quel torrente è più alto di quasi 2 metri rispetto all'asfalto su cui poggi i piedi, costatare che questa posizione è un fatto ormai storico e poi riflettere... su quanto questo possa ritenersi un fatto ordinario o straordinario!

link:
http://ilquotidianodellacalabria.it
http://www.calabriaora.it
http://www.amamir.cnr.it/web/guest/home

mercoledì 20 maggio 2009

ITALCEMENTI E L' "AMBIENTE": CODICE ANTIMAFIA E BONIFICA.

Continuiamo a fornire informazioni sulla Italcementi, azienda che non a torto è considerata il "fiore all'occhiello" dell'economia vibonese, soffermandoci oggi sul suo "codice antimafia", spinti non solo dal bisogno di tentare di comprendere i complessi aspetti della tutela della salute e del territorio per quanto accade oggi ma anche per quanto potrà accadere domani.
Ricordiamo infatti che in questi giorni si fanno sempre più insistenti le voci che confermano la presentazione, da parte della Italcementi, agli enti locali di una SIA (Studio d'Impatto Ambientale) sulla parziale sostituzione del combustibile petcoke con CDR (rifiuti) e PFU (pneumatici), percui è a questo punto vitale per tutti noi comprendere quali strumenti sono offerti - dalla azienda e dalle norme - alla comunità locale per influire positivamente nel percorso autorizzativo, a tutela della comunità. Anche della SIA ci stiamo informando ed appena avremo informazioni e documenti li metteremo a vostra disposizione.

Ritorniamo al Codice Antimafia”, predisposto nel dicembre 2007 dalla Italcementi “per prevenire i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nelle aziende operanti nelle aree a rischio (vedi Calabria) del nostro Paese e redatto in collaborazione con Pier Luigi Vigna (magistrato; dal 1997 al 2005 ha ricoperto l’incarico di Procuratore Nazionale Antimafia), Giovanni Fiandaca (professore ordinario di Diritto penale presso l’Università degli Studi di Palermo) e Donato Masciandaro (professore ordinario di Economia Politica e titolare della Cattedra di Economia della Regolamentazione Finanziaria presso l’Università Bocconi di Milano).
Sulle ragioni che hanno spinto all'adozione di questo importantissimo Codice, concepito da una grande impresa per "coniugare la logica del profitto con la necessità di tener conto di realtà territoriali", vi rimandiamo ad un articolo del Corriere della Sera. Positivissimo il fatto che l'azienda abbia deciso di adottarlo e ci auguramo che questo strumento venga adottato da tutte le grandi aziende della regione, divenendo un patrimonio comune di ogni attività imprenditoriale.
Tra i tanti punti iteressanti ed efficaci del codice (potete scaricare il documento intero a questo link) vi segnaliamo, riportandolo per intero, un solo punto, e che secondo noi in qualche modo potrebbe favorire il "supporto responsabile" dell'Italcementi nel sostenere i costi necessari per mettere in sicurezza l'area di stoccaggio, messa in sicurezza ormai obbligatoria anche se domani decidesse di adottare un altro combustibile:

"38 - Qualora il fornitore svolga un’attività per la quale (o per parte della quale) siano necessarie autorizzazioni, permessi, licenze o concessioni ed il rapporto da instaurare con l’impresa ricada nell’ambito delle attività a cui le autorizzazioni, i permessi, le licenze o le concessioni si riferiscono, la consegna della documentazione corrispondente costituisce requisito indispensabile per l’instaurazione di qualsivoglia rapporto e per l’iscrizione nella lista dei fornitori qualificati."


Completiamo il post riportando il comunicato di Legambiente Calabria pubblicato stamani su CalabriaOra, nel quale si ribadisce la necessità di adoperarsi al più presto per la bonifica dell'area, prima che il danno ambientale diventi più grave.


link utilizzati:
http://www.complianceaziendale.com/
http://cid5cecd84c5c17afbc.skydrive.live.com/self.aspx/ComplianceAziendale.com/CodiceAntimafiaItalcementi.pdf
http://www.italcementigroup.com/NR/rdonlyres/A54768D9-9A37-43BE-B2AC-3864C3DAC74B/0/Comunicato_30gennaio_Calcestruzzi_arresto_ITA.pdf
http://archiviostorico.corriere.it/2008/luglio/31/Gestione_esemplare_tribunale_restituisce_cantieri_co_9_080731123.shtml
http://www.calabriaora.it

martedì 19 maggio 2009

ITALCEMENTI E LA CARTA DEI VALORI

Esiste uno scarto considerevole tra l'immagine della Italcementi che si "legge" sul sito istituzionale della cementeria e quella che si "percepisce" sul territorio, anche alla luce del sequestro del deposito del suo combustibile principale, il PetCoke.
Questo "scarto" tra immagine e realtà sembra emergere in maniera lampante dalla lettura di molti dei documenti diffusi sul web, da quelli sulla Sostenibilità ambientale alla Carta dei Valori, dal suo Codice Etico o dal suo Codice Antimafia.
Documenti importanti, impegnativi (ve li faremo leggere tutti), sul quale l'azienda sembra puntare per confermare il suo ruolo internazionale: foto, documenti, studi sono lì consultabili o scaricabili e paradossalmente stanno lì a dimostrare una strategia societaria che non permetterebbe mai che una fase del suo ciclo produttivo non risponda a tali impegni.

La domanda sul perchè invece da noi è possibile venir meno a tali impegni è seria, pressante e merita una risposta.

Ma prima di porla è il caso di iniziare un percorso di conoscenza dei documenti di cui vi davamo notizia, ed allora della Italcementi Group oggi vi proponiamo la sua Carta dei Valori, sottoscritta nel luglio 2006 dal Presidente Giampiero Pesenti, che così recita:

"Questa Carta dei Valori di Italcementi Group esprime i principi di base del modello di governance del Gruppo. Rappresenta il punto di convergenza tra etica individuale di ciascun dipendente e etica dell’azienda nel suo insieme, ponendo l’uomo alla base dello sviluppo dell’impresa. La Carta dei Valori non sostituisce e non si sovrappone ai Codici di governance già approvati da Italcementi e oggi pienamente operanti, ma è piuttosto un documento che ne sintetizza e rafforza i principi generali. Essa rappresenta il documento-cornice dei diversi impegni assunti dall’azienda, dalle donne e dagli uomini del Gruppo.
Questo documento contiene i principi etici generali volti a orientare il comportamento di tutto il personale nei confronti dei clienti, delle istituzioni e della pubblica amministrazione, dei concorrenti, degli azionisti, dei fornitori, del mercato e delle organizzazioni non governative rappresentative dei molteplici interessi generati dall’attività del Gruppo.
La Carta dei Valori di Italcementi Group afferma il nostro impegno a rispettare i seguenti principi:
onestà, correttezza, integrità, trasparenza e reciproco rispetto nella gestione dell’azienda e nei rapporti con gli stakeholders;
dialogo e ascolto delle comunità, finalizzati alla creazione di valore e di opportunità diffuse;
tutela della persona, delle diversità e delle identità culturali, della crescita professionale e della sicurezza sul lavoro;
salvaguardia dell’ambiente attraverso la ricerca di una integrazione armonica dei singoli impianti nel territorio e lo sviluppo di tecnologie innovative per il risparmio delle risorse naturali e per l’impiego di fonti rinnovabili di energia;
promozione dell’innovazione mirata alla crescita industriale e allo sviluppo sostenibile.

La Carta dei Valori viene diffusa a tutti i dipendenti del Gruppo, quindi condivisa dall’intera organizzazione che parteciperà in maniera dinamica alla sua attuazione, alla sua integrazione o revisione.

Come noterete è un documento in cui l'azienda prende impegni seri, condivisi in tutta la sua filiera organizzativa... e l'impegno è così stridente rispetto all'inferno nero scoperto in contrada Candrillo di Portosalvo (certamente non gestito direttamente ma altrettanto certamente in condizione di fissarne i "paletti" di gestione a tutela della salute degli esseri umani, secondo i valori della sua Carta Valoriale), che vien voglia di chiedere allo stesso Pesenti se ne fosse a conoscenza. Seppure inavvicinabile è probabile che da ieri, certamente, ne sia a conoscenza.

Ed allora, giocando graficamente, abbiamo perciò ripreso un disegno di schema dell'integrità del ciclo produttivo aziendale, pubblicato in una rivista aziendale sulla sostenibilità ambientale perseguita dall'azienda, modificandolo nella seconda immagine inferiore secondo quanto è stato dimostrato accadere nel nostro territorio:
in effetti, anche graficamente, non è una bella immagine.

Ci attendiamo, trattenendo il fiato per non ingerire polveri sottili, un rimedio immediato.

lunedì 18 maggio 2009

PETCOKE: ANCHE IL DEPOSITO NON SE LA CAVA! LA MAGISTRATURA SEGNALA UN'ALTRA AREA DEL NOSTRO TERRITORIO DA METTERE PRESTO IN SICUREZZA!

"Nel corso della mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria coadiuvati da militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia ed i Finanzieri della Stazione Navale di Vibo Valentia Marina, coordinati dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, davano esecuzione al decreto di sequestro preventivo di un deposito di Pet-Coke sito in Porto Salvo.

video
Servizio Giornalistico di CalabriaTV

Le indagini consentivano di accertare che in loco venivano stoccati ingenti quantitativi di Pet-Coke, senza adottare le necessarie misure per evitare la dispersione nell'ambiente circostante, di polveri sottili altamente nocive alla salute, contenenti elevate concentrazioni di Vanadio e Nichel, metalli pesanti che se immessi nell'ambiente possono nuocere alla salute e possono produrre inquinamento di aria, acqua e suolo.
Infatti nella scheda di Sicurezza del prodotto importato, unitamente ai componenti chimici della sostanza - ottenuta dal processo di condensazione per pirosciscissione di residui petroliferi pesanti ed oleosi, costituita da idrocarburi aromatici policlinici ad alto peso molecolare con un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri - risultano descritti gli effetti dannosi per la salute derivanti dall'inalazione ovvero esposizione, con conseguenze ancora più gravi in caso di esposizione a lungo termine. L'odierno sequestro trae origine dagli esiti dell'attività investigativa avviata nel mese di settembre 2008 dalla locale Stazione Navale della Guardia di Finanza, coadiuvata successivamente dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria. I Numerosi servizi di osservazione e di monitoraggio espletati nel porto di Vibo Marina nel corso delle indagini - in occasione dell'arrivo di due motonavi battenti bandiera panamense e greca, cariche di Pet-Coke, provenienti dal Venezuela e dagli U.S.A. - hanno consentito di accertare che il citato scarto di lavorazione del petrolio, veniva sbarcato nel porto di Vibo Marina per essere poi stoccato all'interno del deposito oggetto del sequestro, in attesa del suo utilizzo presso i cementifici della zona, quale combustibile per forni di alto potere calorifero. Le indagini espletate accertavano che la Ditta preposta allo stoccaggio non adottava tutti gli accorgimenti necessari ad evitare che tale residuo della lavorazione del petrolio si disperdesse nell'ambiente circostante, in quanto: vi era una notevole presenza di polveri sottili che dimostra l'inadeguatezza dei meccanismi di abbattimento; le barriere poste all'ingresso del sito risultavano inadeguate a trattenere detto materiale specie in presenza di abbondanti eventi meteorici; il sistema di raccolta delle acque cariche di Pet-Coke era del tutto inidoneo a svolgere una reale funzione di drenaggio del consequenziale ruscellamento.
Ciò, pertanto, rende inevitabile il prosieguo dell'attività di stoccaggio senza le necessarie precauzioni atte ad evitare la dispersione incontrollata delle polveri sottili, fatto questo che risulterebbe gravemente dannoso per la salute delle persone del territorio vibonese. Veniva, altresì, accertato che durante la fase di scarico e movimentazione all'interno del porto di Vibo Valentia Marina, ubicato in pieno centro urbano, le polveri del Pet-Coke si diffondevano per l'intero ambiente circostante, depositandosi sui balconi delle abitazioni, sui panni stesi, sulle macchine, agli ingressi di attività produttive e commerciali oltre che, ovviamente, sulla stessa banchina e nel mare, in violazione di tutte le prescrizioni impartite dall'Autorità Portuale, che successivamente disponeva la sospensione di tutte le operazioni di sbarco/imbarco e la movimentazione sotto qualunque forma di questo prodotto derivato dallo scarto del petrolio. Quattro gli avvisi di garanzia emessi. Vi sono tuttora in corso indagini della Procura della Repubblica di Vibo Valentia volte ad individuare le singole responsabilità".

Comunicato Stampa - Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente

Esprimiamo tutto il nostro ringraziamento alla Gdf di Vibo Marina, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri ed ai magistrati vibonesi per l'impegno con cui perseguono la tutela della salute dei cittadini e l'attenzione con cui vigilano su attività che, se non ben svolte, possono arrecare gravi danni alla salute dei cittadini.
Un GRAZIE lo esprimiano anche a nome di tutti i bambini di Vibo Valentia, Vibo Marina, Portosalvo, Longobardi, S. Pietro, Bivona, Triparni... (compresi i figli di quanti ruotano intorno al ciclo di "in/gestione" del petcoke) che vi sono grati per un atto che dimostra come sia ancora possibile operare e sperare, anche in questa città quotidianamente vilipesa... per una vita migliore!

domenica 17 maggio 2009

RICOMINCIANO I CONVEGNI SULL'ALLUVIONE

Promosso dalla Camera del lavoro della Cgil si terrè mercoledì 20 maggio un convegno su “Il territorio vibonese: tra dissesto idrogeologico e rischio sismico”, presso l’Auditorium Scuola di polizia, alle ore 9,30 Coordinano gli interventi Donatella Bruni, segretaria generale Cgil di Vibo, e Nazzareno Denami, segretario generale Fillea-Cgil di Vibo. Per l’occasione saranno presenti Franco Sammarco, sindaco del capoluogo, Ennio Mario Sodano, prefetto di Vibo, Francesco De Nisi, presidente della Provincia.
I lavori saranno introdotti da Massimo Covello, segretario Cgil Calabria, relazioneranno Carlo Tansi del Cnr - Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica su “tecnologia e mitigazione dei rischi naturali nel territorio vibonese”, Mario Tozzi, popolare conduttore televisivo Rai e La7, e Salvatore Gabriele (Cnr) relazionerà in particolare sul rischio da alluvione nel Vibonese.
Le conclusioni saranno di Antonio Granata, del Dipartimento ambiente e territorio della Cgil.

Ovviamente si sarà organizzato a Vibo perchè a Vibo Marina non esistono sale convegni per "ragionare" sui problemi insieme a quanti ne subiscono le conseguenze, percui ci toccherà organizzarci un qualche modo per esserci.
Lo faremo e invitiamo tutti a parteciparvi: almeno per misurare con precisione le distanze, ad oggi, che esistono tra il dire e il fare.

giovedì 14 maggio 2009

LE IRRAGIONEVOLI RAGIONI DELL'EMERGENZA

E così anche l'arch. Francesco Karrer, progettista del nuovo Piano Strutturale Comunale, ribadisce quanto sia necessario mettere in sicurezza il territorio, partendo dalle zone “rosse” indicate dal prof. Versace.
Le sue considerazioni le estraiamo da un articolo di oggi sulla Gazzetta del Sud.
E' da qualche anno che lavora sul PSC della nostra città, forse prima dell'alluvione 2006, percui se oggi afferma che l'edificabilità (essendo gran parte del territorio comunale "zona R4") è condizionata agli interventi di messa in sicurezza, è da sciocchi non dargli credito.
“Messa in Sicurezza prima di tutto”, noi lo diciamo invano dal 4 luglio 2006.
Lo scenario era chiaro un po’ a tutti ma lo si è in qualche modo voluto sottostimare.
Per fortuna però le cose cominciano ad andare per il verso giusto, e grazie alla Provincia, alcuni lavori di messa in sicurezza sono partiti: sui torrenti Calzone (Bravo) e Galera (Antonucci) le ruspe sono già in azione, sul S. Anna ed il Cutura (La Badessa) partiranno a breve.
Ovviamente aprendo gli attraversamenti stradali vengono messe “in luce” tubazioni di tutti i tipi (elettriche, fognarie, telefoniche, idriche, etc.) pubbliche o private, autorizzate o abusive… delle “piccole sorprese” che rallenteranno un po’ i lavori, ma che prima o poi permetteranno di rendere sicure le nostre liquide strade.
Fa tenerezza vedere gli operai districarsi tra quelle "piccole sorprese", intenti a portare a termine il loro lavoro.
Constatiamo però con amarezza che gli argini non verranno allargati! Già... ma non per cattiveria. E' ovvio che senza un piano complessivo, non è possibile farlo:
palazzi e muri di recinzione ormai lambiscono gli argini e buona parte del percorso è ormai ufficialmente un tratto di strada, un’intera via asfaltata, o l’accesso ad un cortile.
Qui ora non c'è null'altro da fare: non si può fare altro che abbassare gli alvei, e ricoprire il tutto col cemento armato, sperando sia possibile evitare di andar più giù, oltre il livello del mare.
La messa in sicurezza, condizionata dal disordine o dall’abuso edilizio esistente (e dunque per definizione insicura), comunque procede… più che interventi utili a "mettere al sicuro" il territorio o le persone, sembrano lavori utili solo a "limitare i danni". Ma la nostra è solo un’impressione, ed allontaniamo dalla mente il pensiero che i danni che si vogliono evitare siano soltanto quelli legati alle limitazioni edilizie.
Anche perché, se la Provincia si è in qualche modo mossa, il Comune non è stato da meno:
ha avviato dal 2006 ad oggi un intelligente processo di urbanizzazione nelle aree a rischio lungo la costa, sulla collina e su alcuni argini di torrenti che presto condurranno alla riperimetrazione del PAI vibonese, con la conseguente riduzione delle zone a rischio frana ed esondazione.
Fantastico! Nessuno altro avrebbe potuto immaginare una simile audace soluzione: “edilizia rischio-mitigante” l’ha già soprannominata qualche esperto del settore idrogeomorfologico!
Santa Venere, Marinate, Cocari, Longobardi, Sant’Andrea… chiamarle solo lottizzazioni è restrittivo, non da giustizia all'idea di governo del territorio che questa teoria sottintende. Certo… va ancora "limata", ci sono stati dei problemi interpretativi, è normale perciò che qualche ordine professionale o qualche magistrato non l'abbia compresa del tutto... ma ben presto i dubbi interpretativi verranno risolti da una nuova Ordinanza Commissariale che tenterà nel dettaglio di spiegare ai nostri amministratori come metterla in pratica, più efficacemente, alla luce delle ordinanze già emesse! L'ha richiesta ha gran voce di maggioranza il Consiglio: non che i nostri amministratori non sappiamo interpretare o decidere; lo hanno già dimostrato dal programma comunale di Interventi infrastrutturali da destinare al Risanamento, riqualificazione e recupero del territorio colpito dall'alluvione del 3 luglio 2006, approvato (ne abbiamo già scritto): un mutuo di 350.000 euro/anno per 25 anni (per un totale di 20 milioni di euro), interamente finanziato dalla Regione, consentirà, identificate ormai le porzioni del territorio a rischio "urbanizzazione", di dare il via ad una grande “fasizzazione dei lavori di messa in sicurezza del territorio".
Certo, ci sarà da rivedere qualche intervento già deciso per la città del monte che, seppur all'inizio sembrava incongruente con la messa in sicurezza (la sistemazione dei Mercati Generali, del Palazzetto dello Sport, del Bocciodromo, del Canile Comunale, della Piazza Sacra Famiglia, etc.) oggi si dimostrano lungimiranti: dando priorità a quegli interventi i nostri amministratori hanno dimostrato d'aver capito, ancor prima del Karrer e con minor studio, che effettivamente tutte le aree del nostro comune sono a rischio... al pari di un bocciodromo!
Vedrete, dinanzi a tante audaci soluzioni, presto il "blocco edilizio" attuale si rivelerà solo un "blocco mentale" e potremo ben dire d'essere usciti dall’Emergenza Alluvione. Troppe contraddizioni e ritardi? Non è vero! E' ormai evidente che dalla condizione d’Emergenza, per qualche irragionevole ragione, ora... non convenga uscire.

martedì 12 maggio 2009

SANTA VENERE: R4 o R2?

Con la Delibera n. 4/08 del 20 maggio 2008 , il Comitato Istituzionale dell'AUTORITA' DI BACINO REGIONALE, ha provveduto alla riclassificazione dell'area – in Loc. Santa Venere – a rischio di frana R3 nella frazione Vibo Marina del Comune di Vibo Valentia.
Alla presenza di 7 membri su 13 (tra i 6 assenti si segnala la nostra Provincia) è stata accolta l’istanza del Comune di Vibo Valentia (Nota Prot. n. 17659 del 16/5/2007), di riclassificazione di un’area a rischio di frana «R3», denominata Vibo 09, ubicata in Vibo Marina, con allegata uno Studio Geomorfologico e Geologico. Da quanto emerge dalla lettura della delibera a seguito dell’istruttoria della Segreteria Tecnica dell’Autorità di Bacino Regionale, il Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino, nella seduta del 6/3/2008 ritenendo validi gli elementi forniti dallo studio, ha espresso parere favorevole all’accoglimento della richiesta di riperimetrazionee inoltrata dal Comune di ViboValentia, e così all'unanimità dei presenti, il Comitato sancisce la nuova perimetrazione delle aree a rischio di frana, in loc. Marina del Comune di Vibo Valentia (VV).
Nella delibera (pubblicata sul BUR dello scorso 30 aprile) non si comprende se l'area sia stata riclassificata da R3 a R4 (un pò di prudenza edilizia dopo l'alluvione del 2006?) o al contrario da R3 a R2 (visto che le frane nel 2006 sono state tutte più a sud, l'area dunque si presta all'edificazione?).
Avendo sperimentato quanto la locale amministrazione curi la messa in sicurezza del territorio e disdegni la cementificazione ... propendiamo per l'ipotesi più "edificante". Se così fosse... sorprenderebbe non poco che un'area a rischio frana R3, sancita dall'autorevolezza di uno studio PAI - durato diversi anni - cessi di essere a rischio grave solo grazie ad uno studio geomorfologico locale, ed ancor più senza che - in quegli stessi anni - siano stati effettuati lavori di mitigazione del precedentemente dichiarato rischio.
Dunque R4 o R2? Visto che dalla delibera non si comprende, proveremo a chiederlo ad uno dei tanti ruspisti che animano la località.

lunedì 11 maggio 2009

ORDINANZA NOVANTUNO...

E' stata pubblicata una nuova Ordinanza del Commissario Delegato all'Emergenza Vibo Valentia, la n.91 del 23 Aprile 2009, con la quale, visto che i soggetti colpiti dagli eventi alluvionali hanno subito significativi danni alle proprie strutture produttive e conseguente blocco temporaneo delle attività, aventi incidenza significativa sui conti economici delle imprese colpite, conseguenti forti riduzioni difatturato e di utili, riduzione di occupazione e avvio di provvedimenti di cassa integrazione, con ciò aggravando la già debole struttura occupazionale e manifatturiera dell'intera area del vibonese... sono stati approvati il bando, con i relativi schemi allegati, per la Concessione dei contributi alle Grandi Imprese, utili a favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate dall'alluvione del03/07/2006.
Nel sito istituzionale è possibile scaricare tutti i documenti utili, altrimenti lo potete fare dal nostro:

giovedì 7 maggio 2009

SANTA VENERA RITORNERA' PRESTO TRA NOI!

Nell'ultima edizione della Fiera Nautica delle Calabriae, tra le tante cose interessanti che hanno attirato la curiosità dei visitatori, figurava a ben ragione la riproduzione su ceramica di Santa Venera.
Un grande pannello decorato e cotto a forno, realizzato da un artista che opera a Serra S. Bruno.
Avevo proposto ai soci della Consulta Portuale Santa Venere di sostenere in qualche modo il recupero di un antico culto, che ha condizionato così tanto il nostro territorio da diventarne uno storico toponimo.
Ebbene, con grande emozione, all'inaugurazione della Fiera, alla presenza delle autorità civili e religiose, è stata benedetta la sacra effige, fortemente voluta e "concretizzata" dalla Consulta.
Presto detto... presto fatto! Un miracolo! Tra l'altro l'opera è stata apprezzata tantissimo da quanti, scorgendola in lontananza, vi si accostavano nel tentativo di riconoscerne i segni del martirio, i colori, il viso.
Ora la bella opera artistica, che ritrae la Santa con alle spalle il nostro porto ed i nostri pescherecci, attende che venga scelto il posto migliore per la sua collocazione, affinchè venga riammirata e rivenerata da tutti. Ovviamente quando ciò accadrà ve ne daremo ampia informazione, perchè sarà certamente un giorno storico per una città dalla storia negata!
Per conoscere meglio la storia di Santa Venera, una delle prime martiri del cristianesimo, vi rimando ai post dedicati o vi invito a scaricarne una scheda di sintesi, che ne traccia la storia nel nostro territorio.
Per trovare il posto migliore ed idoneo in cui collocarla all'interno della nostra città potete anche inviarci il vostro suggerimento, che provvederemo a rigirare alla Consulta.
Una bella iniziativa davvero: Santa Venera ritornerà presto tra noi per sostenere, assieme alla nostra Madonna del Rosario, una comunità che cerca disperatamente un futuro migliore! E per quest'atto di così grande valore simbolico non possiamo che ringraziare tutti i soci della Consulta. GRAZIE!

mercoledì 6 maggio 2009

VITTIME IN... DIFESA

Il processo (leggi CalabriaOra) si è avviato e dopo l'accusa verrà ascoltata la difesa. Il suo fulcro - giustamente - sembra dipanarsi sulla sorte delle vittime che non ci sono più, anche se c'è da chiedersi dove sono finite le vittime sopravvissute: il territorio devastato ed i cittadini infangati.
Ci si domanda se le condizioni delle strade e dei torrenti, con ponti a luce piccola o con alvei ristretti e cementificati e la loro stessa manutenzione, non siano stati in qualche modo "condizionati" da una eccessiva quanto sorprendente edificazione in aree R3 o R4.
Probabilmente se nelle zone costiere, ben identificate nel PAI, non fosse stato concesso qualche permesso a costruire o nel farlo si fosse tenuto conto delle perimetrazioni descritte, i ponti avrebbero potuto avere maggiore luce e gli alvei dei torrenti sarebbero stati più larghi e sicuri.
Anche la loro manutenzione ordinaria si sarebbe potuta effettuare con la dovuta perizia, magari con costi minori ed in tempi adeguati.
In molti hanno scoperto i nostri torrenti solo dopo l'alluvione: li hanno guardati sorpresi dai loro balconi, scoperto le altezze dal segno marrò sul soffitto della tavernetta/scantinato... o contati per la prima volta tra le mappe riaperte sulle scrivanie.
E' probabile dunque che quanto il PAI prescrive, se vale qualcosa, valga per tutti, per gli enti nazionali, regionali, provinciali e comunali, al pari dei singoli cittadini, ed è probabile che poi, alla fine, siamo tutti vittime... di noi stessi. Se è così non abbiamo attenuanti anche se stiamo in difesa, dietro i nostri recinti condominiali.

lunedì 4 maggio 2009

25.000 VISITATORI UNICI: UN "ESTESO" RINGRAZIAMENTO!

Un post veloce per ringraziare i nostri 25.000 visitatori unici (su 27.200 visite circa). Il numero raggiunto oggi conforta la nostra sempre più attiva volontà di informare. Grazie a voi tutti!
Ed oggi estendiamo i nostri ringraziamenti anche i tecnici del Nucleo Industriale di Vibo Valentia che ci hanno dato la loro piena disponibilità ad un incontro in cui illustrare nei dettagli i lavori legati alla realizzazione della Centrale Idroelettrica. Proprio la lettura, sul nostro blog, delle preoccupazioni espresse in merito a quell'intervento, ha spinto i responsabili tecnici ad un contatto chiarificatore, carte alla mano, che accettiamo di buon grado.
Le preoccupazioni espresse qualche mese fa le potrete rileggere nei relativi post, e la cortesia con la quale siamo stati contattati per fugarle depone a favore della correttezza di un metodo, che in questo caso non è solo professionale ma anche "politico": non tutti gli enti, dalle nostre parti, sono avvezzi ad informare, figuriamoci poi a far partecipare. Una nota positiva dunque, il cui esito è stato certamente raggiunto anche grazie alla assiduità con cui tutti voi ci seguite.
Saperne di più per partecipare di più è ormai il nostro motto e la nostra prassi, convinti che fornire informazione, in tempi utili, ai cittadini sia il modo migliore per evitare disastri: ne abbiamo visti fin troppi ripetersi sul nostro fragile territorio.
Ci auguriamo sinceramente che ogni nostra preoccupazione si riveli infondata ed ancor più, nel caso non lo fosse, si possa essere ancora in tempo a porvi un qualche rimedio.

INFORMAZIONI:
Dal sito istituzionale del comune di Vibo apprendiamo che sono stati appaltati i "Lavori di risanamento ambientale e riqualificazione urbana della frazione Marina di Vibo Valentia".
E' ovvio che non sappiamo dirvi di che lavori possa trattarsi... possiamo però dirvi la "base d'asta" (€. 153.840,13), che le offerte pervenute sono state 48, le ditte ammesse 37 e che la ditta aggiudicataria è la COGIMI s.r.l. di Palmi, con un ribasso del 27,950% e per un importo complessivo di €. 113.918,61.

sabato 2 maggio 2009

AUTONOMIA O DECENTRAMENTO?.. CHE SIANO ALMENO ALL'ORDINE DEL GIORNO!

Non è del tutto improbabile (?) che nella prossima sessione del Consiglio Comunale (4 e 5 maggio) si affronti il tema del vuoto di governo del nostro territorio, valutando come sopperire all'imminente abolizione delle circoscrizioni.
Per noi la costituzione del comune di Porto Santa Venere è l'unica soluzione, me nessuno di quanti storcono il naso avanza alcuna alternativa .
E così, il consigliere Cammarota (leggi articolo de Il Quotidiano) ha chiesto l'inserimento del problema all'ordine del giorno del consiglio comunale, previsto per il 4 maggio prossimo.
Nonostante la proposta di legge regionale n. 260 abbia ricevuto il parere favorevole da parte dei consigli della I e della IV circoscrizione, discussa in seno alla IX Commissione, non è mai stata oggetto di un confronto in consiglio comunale.
E' un tentativo ovviamente, di istituzionalizzare un confronto serio sul tema, anche perchè, rispetto all'iter legislativo, un parere negativo del comune è del tutto irrilevante.
Ma siccome parlare aiuta a riflettere... prevediamo sin d'ora, che nessuno vorrà farlo e giunti al punto in discussione richiesto, il numero legale verrà a mancare. Silenzio.

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