sabato 28 febbraio 2009

LETTERA MORTA, CON BACINO... D'AUTORITA'!

Purtroppo dal nostro Commissario all'Emergenza, On.le Loiero, ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna mail di risposta alle nostre osservazioni sulla necessità di dare un impulso diverso alla gestione della messa sicurezza del nostro territorio. Nessuna mail e nessun comunicato stampa: quotidianamente facciamo un salto sul sito della Regione Calabria per verificarne l'esito ma nulla... lettera morta! Mentre attendiamo (crediamo nella Democrazia al di là di ogni sua negazione), il salto quotidiano su quel sito si è rivelato utile perchè, entrando nel portale abbiamo cliccato incuriositi sul link dell'Autorità di Bacino della nostra regione, scoprendo una interessantissima lettera, inviata nel marzo 2007 a tutti i comuni della Calabria, oltre che ai dirigenti di settore delle 5 Provincie.
Nella missiva/circolare, firmata dal Segretario Regionale della stessa Autorità di Bacino, ribadendo come l’Art. 10 comma 4 della Legge Regionale 16 aprile 2002, n. 19, così come modificato dalla Legge Regionale 24 novembre 2006, n. 14, impone agli "enti titolari del governo del territorio", prima di adottare atti di pianificazione strutturale, di procedere alla verifica della coerenza e della compatibilità di tali atti, ai fini della valutazione della sostenibilità rispetto al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), anche perchè, precisa, tra gli obiettivi principali delle verifiche, risulta specificamente definito quello di “perseguire la sostenibilità degli interventi antropici rispetto alla quantità e qualità delle acque superficiali e sotterranee, alla criticità idraulica del territorio ed all’approvvigionamento idrico, alla capacità di smaltimento dei reflui, ai fenomeni di dissesto idrogeologico e di instabilità geologica, alla riduzione ed alla prevenzione del rischio sismico, al risparmio e all’uso ottimale delle risorse energetiche e delle fonti rinnovabili”.
La lettera circolare, in soldoni, mette tutti di fronte alla parolina "responsabilità", richiamando tutti gli enti competenti al governo del territorio, ed in modo specifico le Amministrazioni Comunali, al rispetto del disposto normativo in ordine alla prescritta verifica di coerenza con il PAI, "strumento pianificatorio sovraordinato", perchè, nell’ambito di alcuni procedimenti di pianificazione già avviati, si è notata la tendenza, da parte di amministratori e tecnici incaricati, a sottovalutare gli aspetti relativi alla sostenibilità ed alla compatibilità ambientale.
Il Segretario rammenta come il PAI sia uno strumento di pianificazione dinamico, che prevede di fatto la possibilità di aggiornamento e modifica delle perimetrazioni di rischio, sulla base di nuove acquisizioni conoscitive derivanti da indagini e studi specifici a scala di dettaglio, di nuovi eventi, di variazione nel tempo delle condizioni di pericolosità e di rischio.
Fa presente inoltre come si disponga, ormai, di una banca dati per ciascun territorio comunale, la cui mancata consultazione in fase di ricostruzione dei nuovi quadri conoscitivi non può essere giustificabile.
Chiude la missiva, il Segretario Generale, allegando una interessante nota tecnica che riassume l'iter procedurale di una verifica di coerenza.
Nella nota si precisa come:
Le Aree a rischio Elevato e molto elevato (R3 ed R4) ed aree in frana associate, sono precluse a qualsiasi forma di nuova edificazione, pertanto stralciate da qualsiasi previsione di sviluppo urbanistico. Qualora si ritenga plausibile il loro utilizzo (per il nuovo quadro conoscitivo ricostruito attraverso specifiche indagini) dovrà comunque preventivamente essere avviata la procedura (prevista dall’Art. 2 comma 2 delle stesse NA e MS) di riclassificazione del rischio!
Si precisa inoltre che l'individuazione delle Aree di attenzione per rischio esondazione, seppur risultano cartografate nel PAI, non derivano da una specifica modellazione analitica ma si basano su criteri
storici o morfologici
,
aggiungendo che l’art. 24 delle norme PAI, al comma 4, specifica che “Nelle aree di attenzione (vedi esondazione. Ndr), in mancanza di studi di dettaglio (…), ai fini della tutela preventiva, valgono le stesse prescrizioni vigenti per le aree a rischio R4”. Alla luce di questa circolare, che non può assolutamente essere considerata una "lettera morta" al pari della nostra al Commissario, avendo i nostri amministratori sulla mano destra l'elaborato per il nuovo Piano Strategico Comunale, in quella sinistra il Piano Versace Uno e Due... (prima ancora dell'Ordinanza Commissariale di divieto) ed ancor più nella testa - ancora freschissimi - gli esiti storici delle frane e delle esondazioni dell'Alluvione del 3 luglio 2006, cosa sarebbe stato opportuno fare?
Beh! Allora... stante questa circolare... appare evidente che per mettere in sicurezza tutti (imprese, comunità e gli stessi amministratori), e consentire l'edificabilità delle aree ahinoi "studiate" solo dal Prof. Versace e dal Camilab, sarebbe stato opportuno, necessario e fors'anche obbligatorio, che l'Ente Locale predisponesse Istanza di Modifica della Perimetrazione di Rischio alla Autorità di Bacino alla luce del suddetto "studietto" Versace - pur ammettendo che si possa essere perduta la memoria dei recentissimi esiti alluvionali (vedi foto) - attendere il Parere del Comitato Tecnico, accertarsi che il Comitato Istituzionale deliberasse la Variante al PAI, prendere atto della coerenza della nuova perimetrazione sulla Carta delle Pericolosità Geologiche, acquisire il parere di Compatibilità Geomorfologica espresso dal Settore Geologico Regionale... e poi, solo poi... decretare il "sicuro sviluppo edilturistico" delle aree a rischio di esondazione, alluvione e frana, usando però la sola accortezza di aver avviato (nell'attesa del parere positivo di Compatibilità Geomorfologica) almeno i lavori di messa in sicurezza idraulica dei torrenti che potenzialmente (vedi foto) potevano esondare nell'area!
Non sappiamo se questo sia stato l'iter percorso dall'Amministrazione. Ahinoi sembra di no! Non se ne conosceva la prassi? Non sembra, visto che di tale istanze il Comune di Vibo Valentia ne ha inoltrate, dall'approvazione del PAI, stante quanto pubblicato sul sito dell'Autorità di Bacino, tra il 2004 e la fine del 2006, almeno 4.
Ed allora? Bah! Attendiamo... che qualcuno si decida a dare certezze in merito... e che scelga di darle anche ai propri amministrati!
Nell'attesa consigliamo agli amministratori di dotare il Comune di un ufficio di web surfing (magari multisettoriale) che si colleghi quotidianamente almeno ai siti istituzionali regionali, per venire a conoscenza - in tempi utili - di bandi, circolari, missive e quanto occorra, ottimizzando così la corrispondenza ed evitando così il non ricevuto, i ritardi o l'illegibilità dei fax, le lungaggini dei protocolli... o il disperso.

mercoledì 25 febbraio 2009

DEREGULATION... DELLA MEMORIA!

"E' necessario un grande intervento dal punto di vista idraulico, una storia di deregulation è emersa in tutta la sua crudezza... e devo dire che la colpa può essere di noi, può essere del sindaco, ma la colpa io dico è di una storia... Tutti siamo colpevoli! Tutti siamo indistintamente colpevoli.
Ed allora... un evento così tragico... il 3 di luglio... deve rimanere nella nostra memoria!"


Breve sequenza del film documentario "Noi dobbiamo deciderci", dedicato alla tragica alluvione del 3 luglio 2006, prodotto da Etnovisioni e dalla società cooperativa Suttvuess di Roma, con la regia di Felice DAgostino e Arturo Lavorato.
E' un film da vedere per intero, in tutte le scuole, sedi istituzionali, piazze...
La sua visione non consente di sfuggire alla memoria: la memoria della natura degli uomini e quella della natura dei luoghi.
Visionandolo si ha l'impressione che per alcune settimane gli uomini abbiano avuto coscienza della loro incoscienza! Alla luce di quanto accade oggi, quella coscienza assume sembianze farsesche.
Non sarebbe una cattiva idea proiettare l'intero film nella sala consiliare, "allegandone" la visione tra i documenti utili alla discussione in Consiglio sugli esiti dell'Operazione Golden House.
Perchè? In quella seduta (17 luglio 2006) tutti condividero la lezione di quella tragedia, vale a dire che era "emersa, in tutta la sua crudezza, una storia di DEREGULATION, che vedeva indistintamente tutti colpevoli"... lezione, ahinoi, in breve dimenticata, tra permessi e lottizzazioni concesse senza aver provveduto a richiedere all'Autorità di Bacino Regionale, l'adeguamento delle aree a rischio... alla luce della memoria del 3 luglio e stante il Piano Versace!
Ritorneremo su questo argomento, perchè gli obblighi stabiliti dalla LEGGE REGIONALE 16 aprile 2002, n. 19 e s.m.i.- "Legge Urbanistica della Calabria. Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – AUTORITÀ DI BACINO REGIONALE - Verifica di coerenza PAI"... sono tutt'altro che "oscuri".

Ma prima di tornarci su... è d'obbligo un suggerimento: Assessori, Consiglieri o Dirigenti... se potete e volete, visto che la memoria è ancora vittima di deregulation, rileggete quanto accadde i giorni successivi al 3 luglio nel blog di ROSSOFAJETTO che vi segnaliamo , mentre a noi dedicate solo 3 minuti ... giusto quelli di questa agghiacciante quanto breve sequenza!

martedì 24 febbraio 2009

DOVE SONO FINITE LE CIMINIERE? PROBABILMENTE NEL POSTO PIU' SICURO... VICINO AL SUPERCARCERE!

Ricordate le nostre tre ciminiere? Si... proprio quelle che hanno segnato la storia della nostra cementeria e che l'anno scorso sono state spettacolarmente abbattute. Ne avevamo dato videonotizia proprio il 20 febbraio 2008!

Nessuno di noi si era posto il problema della destinazione del materiale di risulta, anche perchè in questo la legislazione ambientale è piuttosto chiara.
Nessuno di noi avrebbe mai pensato che il problema sarebbe stato affrontato con disattenzione.
Con sbigottimento, in verità, abbiamo appreso dalle associazioni vibonesi CittAperta, WWF Calabria, No Antenna, I.C.A.A., Legambiente e No Discarica Vazzano, il probabile sito di deposito dei resti delle ciminiere!

Le associazioni di volontariato hanno segnalato alla Procura della Repubblica l’esistenza in località Castelluccio, nei pressi del supercarcere, di una discarica abusiva, che dalle foto degli enormi cumuli depositati, sembrerebbero appartenere a manufatti del vecchio cementificio (in particolare della ciminiera).
E' sorprendente... vero? E se la segnalazione si rivelasse, come sembra, fondata... quel materiale potrebbe avere esiti nefasti per il territorio e la salute dei cittadini!
Come giustamente segnalano le associazioni, alle quali va tutta la nostra gratitudine per il loro costante impegno, la zona del "deposito" è anche popolata e quindi è da ritenere a rischio, proprio perché i residui conterrebbero polveri e residui delle combustioni di almeno 60 anni d'uso, che finiscono col disperdersi nell’aria, minacciando la salute di tutti!

Anche questa volta (come per il deposito di PetCoke) l'Italcementi, una delle major internazionali di cemento dirà che quel deposito non è suo. Ha ragione! Ma perchè da noi, solo da noi, si è inceppata la "filiera delle responsabilità"? ? Intanto plaudiamo all'iniziativa e sostenendola la divulghiamo, sollecitando anche noi "politici e funzionari ad agire con maggiore consapevolezza e fermezza: è bene, infatti, sottrarre il territorio al controllo dei malviventi se vogliamo uscire dall’emergenza di tali crimini ormai frequentissimi, dalla crisi istituzionale e ricostituire una dignitosa credibilità".

domenica 22 febbraio 2009

ASPETTANDO GODOT

Si dice che, nell'Ottocento, qualunque suddito dell'Impero Asburgico potesse mandare una missiva all'imperatore e avere l'assoluta certezza di ricevere una risposta.
E' passata quasi una settimana da quando abbiamo spedito un' e-mail al Governatore della Calabria, ma ad oggi, non é giunta alcuna risposta.
Siamo nel Terzo Millennio anche in Calabria, ma purtroppo dobbiamo constatare che resta un miraggio ciò che nell'8oo era altrove considerato un normale dovere del Potere verso i sudditi: ascoltare e dare risposte.
Quando i nostri progenitori andavano a teatro per assistere alle tragedie di Eschilo e di Euripide e raggiungevano nel campo dell'arte vette come i Bronzi di Riace, gli Asburgo e i popoli da loro governati vivevano ancora nelle caverne.
Coraggio Presidente, é pur vero che non siamo stati governati dagli Asburgo ma dai Borbone e dai Savoia, ma facciamo in modo che in questa nostra terra qualcosa finalmente cambi.
Dia un cenno di riscontro alla proposta inviatele e dimostri di avere attenzione nei confronti di una comunità che sempre più si sente abbandonata dalle istituzioni.
E, dato che siamo in discorso, accolga un'altra nostra supplica.
Faccia tirar fuori ,da qualche impolverato cassetto degli uffici della Regione che governa, la proposta di legge n. 26o/07 presentata oltre un anno fa.
Noi di Porto Santa Venere, Regno di Utopia, ci teniamo tanto.

It is said that, in the 19th century, any suddito of the Habsburgic Empire could send a letter to the Emperor and have an absolute certainty to receive a reply.It is passed almost a week since we sent an e-mail to the Governor of Calabria, but today, is not received no response.We in the third millennium in Calabria, but unfortunately remains a mirage this as the 8oo was elsewhere considered a normal duty of the power to the subjects: listen and respond.When our forefathers went to theatre to attend the tragedies of Aeschylus and play, attain in the field of the art peaks as the Riace Bronzi, the Hapsburgs and peoples they governed still lived in caves.President, courage is while true that by the Hapsburgs but the Bourbon and the Savoy, we have been governed but let us in this our land something finally changes.Give a response to the proposal received nod and demonstrates the concern of a community that increasingly feel abandoned by the institutions.And, since we are in speech, accept another our petition.Does come out some impolverato tray of the region offices that governs the proposal of law no 26th/07 submitted over a year is.We in Port Santa Venus, Kingdom of Utopia, we are so much.

venerdì 20 febbraio 2009

LA MESSA IN SICUREZZA? SI PUO' SEMPRE FARE TRA QUALCHE ANNO!

Una immagine dell'alluvione del 2006 è utile a rendere ancora più paradossale quanto visibile nelle immagini successive ma utile a svelare in tutta la sua drammatica illogicità la strategia dei lavori che vengono realizzati lungo la costa dallo stesso ente comunale, che avrebbe quanto meno l'obbligo di usare, almeno dal 2006, accortezze e cautele nei suoi interventi nell'area costiera.
Nelle settimane scorse avevamo segnalato il rischio di Piazza Capannina, un intervento strutturale (lo chiamano "lungomare") terminato nel 2004, messo a dura prova dalla forza del mare, che oggi lo ha messo definitivamente a rischio, scavandovi al di sotto una voragine. Risultato, dovrebbero partire a breve i lavori per la "messa in sicurezza" del lungo mare!
In soldoni, aver realizzato quella struttura senza una oculata protezione dal mare, ha reso un opera nuova, con solo 4 anni di vita, praticamente inutile, uno spreco di denaro pubblico, se non addirittura un rischio! Ma come si faceva a non intervenire? Era necessario!

E così, mentre quel lungomare (anzi "altomare", perchè rimane solo un alto muraglione senza più spiaggia) non sarà più percorribile per chissà quanto, scopriamo che in questi giorni sono iniziati i lavori di un altro lungomare, quello dinanzi Villa Gagliardi!

Anche quello è un progetto nato prima... prima dell'alluvione 2006, prima del lungomare di Piazza Capannina, prima della messa in sicurezza (?) ... eppure oggi viene eseguito tal quale, senza averlo riconsiderato alla luce delle negative esperienze trascorse!
Ed allora via! E così assistiamo inebetiti al ritiro del Piano Spiaggia... ci scopriamo ancorpiù inebetiti dinanzi agli scavi sulla sabbia... ed alla suicida conquista di spazio al mare...

Non vi sembra un pò troppo sulla spiaggia? Non vi sembra sia rimasta, sin da ora poca spiaggia? Ed il mare con le sue mareggiate? Ma il dubbio che possa diventare impraticabile, al pari della Capannina (a 400 metri di distanza), non sfiora minimamente la mente di nessun tecnico?
Dopo i danni delle mareggiate del mese scorso in Calabria, pochi giorni fa il Presidente della Regione, Loiero ha tuonato contro quei comuni costieri che cementificano le coste e poi chiedono soldi d'aiuto quando il mare - giustamente - si riprende quanto l'uomo gli sottrae!
Già... ma quell'indignazione non era rivolta a noi... perchè è evidente che Vibo Valentia, il cui Municipio è posto a 600 dal livello del mare, non è un comune costiero!
Ed allora via... con cemento, marciappiedi e balconate...! Cosa vuoi che ci sia di errato nel progettare un lungomare alla stessa stregua di Corso Umberto? Al massimo se non andrà bene... si metterà in sicurezza il prossimo anno con i fondi europei!

video

E intanto proprio oggi CalabriaTV ci mostra la "politica vibonese"
intenta nella sua solita "messa", con i suoi soliti celebranti e fedeli,
tutti a chiedere e promettere "sicurezza"!

Già! Ma da cosa?

giovedì 19 febbraio 2009

RITIRATE... STRATEGICHE!

VIBO MARINA - GIUGNO 2008: INSIEME PER UNO SCOPO COMUNE.
Durante una manifestazione estiva, il 28 giugno 2008,
si è data informazione ai cittadini sull'iter del Progetto di Legge e le ragioni del SI all'autonomia.




Pubblichiamo il video, fornitoci nei giorni scorsi da un nostro sostenitore amico, che riprende una fantastica serata per le nostre iniziative a sostegno dell'autonomia, quella del 28 giugno scorso. La pubblichiamo anche perchè, tra le cose dette e fatte vedere a sostegno della necessità di un nuovo assetto amministrativo per il governo del territorio costiero, si elencavano e mostravano alcune costruzioni sorprendentemente sorte in aree a rischio nonostante l'esperienza drammatica dell'alluvione 2006. Ne mettevamo in risalto il rischio, vista la mai percepita fragilità del territorio; testimoniavamo i bisogni diversi della collettività.
Oggi assistiamo al ritiro, a cascata, da parte dell'amministrazione comunale, di Piani, Lottizzazioni, Permessi, concessi o proposti, in questi ultimi 2 anni. Oggi ci si nasconde dietro la prudenza
Per prudenza, si dice, oggi ritiriamo... blocchiamo... ispirati a buoni consigli dal recente intervento della magistratura su una dissennata stagione edilizia.
Ma non sarebbe stato più prudente ricordarsi delle nostre vite? Non sarebbe stato più prudente chiedere prima... lumi alla Struttura Tecnica del Commissario?
Non sarebbe stata prudenza fermarsi un attimo... e pensare che senza attuare i necessari, quanto indicati, interventi di messa in sicurezza (vedi Versace) ogni metro di cemento sarebbe stato un rischio per le nostre vite? Quante sono? Lo ricordiamo: 10.000!
DIECIMILA VITE, che tra l'altro proprio in questo ultimo anno non sono rimaste silenti ed hanno cominciato a rivendicare la necessità di fare i conti con il territorio e la comunità con l'etica della responsabilità?
Quale sarebbe oggi la madre di tutte le Ritirate Strategiche?
Cominciare a dare dignità di cittadinanza a queste 10.000 vite, smettendo di subordinarle agli interessi ed agli affari di pochi!


ULTIME NOTIZIE - MESSA IN SICUREZZA:
La gara per i lavori di ripristino officiosità idraulica del Torrente S. ANNA, (proprio quello che è stato il più distruttivo nel 2006), compresi gli attraversamenti stradali ex SS 522, indetta dalla Provincia, è da rifare?
La ditta aggiudicataria dei lavori, sembra non abbia ricevuto certificazione antimafia positiva.
(23.02.09) Alla data odierna la notizia sorprende ed attende ulteriore verifica, percui cambiamo il tempo verbale della news dall'indicativo presente al condizionale. Vista l'autorevolezza della fonte da noi sollecitata in merito, c'è da augurarsi si tratti di un errore di comunicazioni tra organismi, al quale porre rimedio celermente. Ricordiamo che proprio il S. ANNA è il torrente prioritario da mettere al più presto in sicurezza!

martedì 17 febbraio 2009

IL SILENZIO, L'ATTESA E IL VUOTO

Non ci aspettavamo una risposta in giornata. Il quesito posto al Commissario è di quelli che meritano, per il bene della collettività, una attenta riflessione. Ed una imparziale risposta.
Percui attendiamo.
Del resto siamo abituati a farlo: attendiamo da un anno che la Regione dia il via libera al Referendum Consultivo previsto nell'iter del Progetto di Legge 260/07 per l'istituzione del Comune di Porto Santa Venere, proposta che si fonda proprio sull'assoluto vuoto di governo della quale è vittima la nostra comunità ed il nostro territorio.
E quanto accade non rappresenta la "prova testimoniale" lampante, documentalmente chiara, dell'assoluta sufficienza con cui si guarda alla nostra comunità ed alla fragilità del suo territorio?
Guarda caso, del Piano Versace - che in gran parte riguarda l'area costiera - nessun monteleonese ha capito nulla, tutti ne hanno frainteso il senso... tanto che ormai è considerato ufficialmente solo uno "studio di settore"!
Il vuoto... Per tutti i nostri amministratori e politici navigati... solo il vuoto dovrà sempre segnare i cittadini di Porto Santa Venere.
Attendiamo che il vuoto si colmi di speranza!

lunedì 16 febbraio 2009

MESSA IN SICUREZZA: SERIO SOGGETTO ATTUATORE CERCASI!


Ci giungono molte mail in cui si esprime smarrimento e riprovazione per quanto accade nel nostro territorio. Anche parlandone nel paese nessuno si sottrae allo smarrimento. E ora? Ora che la politica si contrae assolvendosi? Ora che la burocrazia si autotutela interrogandosi? Quanto accade non consente di recitare ancora e sempre la parte di muti spettatori... percui certi della necessità di far prevalere sempre la proposta, convinti del diritto della comunità di esigere risposte e fidando nella "democrazia digitale", noi una mossa la compiamo! Oggi proviamo ad inviare una mail all'On. Loiero, Presidente della Regione Calabria e Commissario per l'Emergenza Alluvione di Vibo Valentia, con alcune conseguenti considerazioni sulla opportunità di rendere al di sopra di ogni sospetto l'attività di un soggetto attuatore e con una proposta utile ad uscire dal baratro in cui ci troviamo... percui, seriamente preoccupati per il probabile "stallo" procedurale che potrebbe subire la tanto agnognata messa in sicurezza, affidiamo le nostre speranze ad una mail. Eccovi il testo integrale:

"Egregio Commissario,
Alla luce di quanto accade nel territorio di Vibo Valentia martoriato dall’alluvione del 3 luglio 2006, ed ancor oggi tutt’altro che risollevato dal rischio di ulteriori eventi parimenti disastrosi, a nome della comunità costiera,
- Visto l’avvio del Procedimento Penale della Procura di Vibo Valentia sulle cause dell’alluvione e sulla gestione delle fasi del post-alluvione;
- Visto l’avvio delle indagini della stessa Procura della Repubblica, con l’operazione Golden House ed ai possibili suoi ulteriori sviluppi;
- Visto che l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia alla data odierna si è dimostrata tutt’altro che sicura nell’interpretare, garantire e programmare cautele, priorità ed interventi previsti nel Piano Versace e nelle sue Ordinanze;
- Considerando che, nelle more dell’emanazione della sua Ordinanza n. 61/2008 nonché dell’approvazione del Piano Strutturale Comunale, sono state approvate numerose lottizzazioni o Permessi a costruire, che rischiano di rendere inefficace e contraddittorio (se non addirittura pericoloso) quanto previsto dal Piano di Messa in Sicurezza e dal Piano di Delocalizzazione;
- Considerando che la stessa Amministrazione ha recentemente approvato un Piano di Finanziamento, grazie al prezioso sostegno della Regione Calabria, per interventi utili alla messa in sicurezza nel quale però risultano poco rappresentate le linee guida sancite dallo stesso Piano Versace;
- Considerando che la comunità intera, per la sua stessa sopravvivenza, considera prioritario perseguire in tempi utili la corretta quanto decisa attuazione dei necessari interventi per metterne in sicurezza il territorio.
Tutto ciò premesso Le chiediamo se non ritenga utile valutare opportuno, al fine di perseguire più efficacemente i compiti di istituto delegati, nominare quale Soggetto Attuatore per il territorio ricadente nell’area del comune di Vibo Valentia, autorità terze rispetto alle indagini in corso e più efficaci rispetto alla coerenza degli interventi necessari, quali un funzionario della Protezione Civile Italiana o la stessa Autorità Prefettizia.
Certi comprenderete le nostre preoccupazioni e fiduciosi comunque nella Vostra attenzione"


Qualcuno di voi è pronto a scommettere in una risposta?

domenica 15 febbraio 2009

AUTOASSOLUZIONE

Dopo aver riscattato il dirigente comunale dell'Ufficio Urbanistica, in quanto non risulterebbe che siano state commesse irregolarità, il Sindaco, con intento autoassolutorio, ha inoltre affermato che, in ogni caso, la politica non c'entra.
Lo stesso Piano Versace é stato definito uno "studio" che non conterrebbe prescrizioni specifiche (solo consigli, benevole esortazioni e suggerimenti ?) e le licenze sono legittime in quanto concesse prima della notifica al Comune dell'ordinanza del Commissario per l'Alluvione.
Ma allora gli inquirenti hanno sognato?
Se così fosse auguriamoci che l'importante investimento venga portato a termine, in modo da concedere una boccata d'ossigeno ad un'economia ormai asfittica.
Ma tali considerazioni di carattere sociale difficilmente potranno influire sul lavoro dei p.m.
Solo il personaggio di Camilleri era un servitore dello stato disposto a chiudere un occhio in presenza di reati commessi "a fin di bene".

venerdì 13 febbraio 2009

NUBI SUL PALAZZO

Mentre minacciose nubi si addensano sopra il Palazzo Comunale, suscita stupore l'aplomb dimostrato dalla classe politica vibonese che, davanti ad un grave episodio di cattiva amministrazione, con risonanza nazionale, non trova di meglio che scambiarsi schermaglie sulla sostituzione del comandante del corpo dei Vigili Urbani o sulla vicenda dell'addetto-stampa del Comune.
Forse sperano di alzare polveroni che impediscano di vedere reali e ben più gravi problemi, primo fra tutti, dal nostro punto di vista, il perdurante stato di abbandono ed il colpevole disinteresse (che in questo caso sarebbe meglio definire "interesse") che caratterizza la visione vibonese relativa alle linee di messa in sicurezza e di sviluppo delle "marinate".
Si assiste, come era prevedibile, ad un avvilente esercizio di scaricabarile con il quale si tenta di addossare tutte le responsabilità sul tecnico comunale, fingendo di ignorare ciò che nessuno poteva non vedere.
E, a questo punto, un altro quesito, correlato a questa vicenda, riguarda l'iter seguito nell'attuare la prevista delocalizzazione al fine di giungere alla bonifica dell'area "industriale" interessata dall'alluvione.

Come mai, invece di iniziare, come sarebbe stato logico, da Vibo Marina, si é preferito dare la precedenza, come annunciato qualche mese fa, all'area ex Ferrovie Calabro-Lucane sita nella città capoluogo? Forse perché l'inizio della delocalizzazione avrebbe messo a nudo la contraddizione costituita dal vistoso intervento edilizio rappresentato dagli edifici sequestrati?
Attendiamo gli sviluppi, ma é bene cominciare a pensare al modo più efficace di organizzare le nostre iniziative future.

giovedì 12 febbraio 2009

CASTELLO DI BIVONA: AL VIA IL RECUPERO?

La notizia è stata pubblicata il 9 febbraio sul sito istituzionale del comune di Vibo Valentia, percui va subito divulgata: finalmente sono stati aggiudicati i lavori per il recupero del Castello di Bivona!
Dopo le tante incertezze dovute al fatto che per il Castello, pur non essendone il proprietario, l'ente benficiasse di un finanziamento di 1.400.000 euro per il restauro; dopo aver eseguito lo studio progettuale del recupero; dopo i falliti tentativi di acquistarlo prima del bando definitivo; dopo aver indetto la gara sul filo di lana della revoca del finanziamento... dubitavamo sull'esito positivo della vicenda! Ed invece, dopo aver pubblicato sul sito istituzionale, a fine dicembre, la classifica delle offerte giunte... ecco che finalmente il 9 scorso è stato dichiarato il vincitore della gara:
Per il "Restauro conservativo e valorizzazione del castello di Bivona", su un importo a base d'asta al ribasso di €. 945.000,00 (+ €. 115.000,00 di oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso), su 20 offerte ammesse alla gara, ad aggiudicarsi la gara è stata la Edil Galven s.r.l. , con il ribasso più alto proposto, ben il 37,001%, che equivale ad un importo complessivo di €. 710.340,21! Non sappiamo se quel ribasso possa definirsi anomalo o meno rispetto alla complessità dell'intervento (che non conosciamo nemmeno) da effettuare. Non sappiamo nemmeno se quella somma (ad occhio e croce ridottasi a poco più della metà del finanziamento originario), basterà a compiere il miracolo della valorizzazione ed il recupero dell'antico maniero... Con l'aria che tira, il dubbio sorge spontaneo.
Di certo però... il nostro Comune, con il conseguente ricco residuo d'asta, potrebbe avere l'opportunità di attingere a risorse economiche utili a diventare il nuovo, legittimo proprietario... di un monumento storico di valore! O no?
In ogni caso, l'antico Governatore di Monteleone Mariano d'Alagno ... si starà rivoltando nella tomba, dalle risate!

mercoledì 11 febbraio 2009

AMBIENTE: TRA PETCOKE ED EX-GASLINI ATTENDIAMO CHE FINALMENTE... IL SINDACO CI CONSOLI!

Stasera continuiamo la nostra campagna informativa a tutela della salute della nostra comunità, ed aggiungiamo alle preoccupazioni dei lavoratori dell'ITALCEMENTI, quelle espresse da Legambiente. I preoccupati cominciano ad essere in tanti, e quando si è in tanti il problema dell'uso squilibrato del territorio diventa serio.
Cosa dice Legambiente? Innanzitutto che le richieste dei cittadini di chiarezza sono più che legittime, anche perchè lo stabilimento complessivamente ha un grande impatto ambientale sul territorio. "occupando un’area di 320.000 metriquadrati, produce una quantità enorme di cemento e clinker (più di un milione di tonnellateall’anno), utilizzando 1340 motori, 9 molini che frantumano pietre di tufo calcaree marna, 22 nastri trasportatori e 20 elevatori che consumano molte migliaia di kilowatt. La linea di cottura, poi, deve raggiungere la temperatura di 1500 gradi per un migliaio di tonnellate di prodotto di scarto della lavorazione del petrolio, chiamato petcoke, che è altamente inquinante", senza dimenticare "che ogni giorno entrano ed escono dallo stabilimento centinaia di camion, che inquinano e che trasportano migliaia di tonnellate di materie prime e di prodotto finito, e centinaia di mezzi pesanti che estraggono e trasportanole materie prime dalle cave limitrofe. Pertanto, chiunque afferma che l’azienda rispetta l’ambiente offende l’intelligenza dei cittadini, che pretendono la tutela della propria salute"!

A proposito di salute, è bene ricordare che l'area Ex-Gaslini è stata in passato una fabbrica molto inquinante e molti dei suoi scarti di lavorazione per la produzione di olio al solfuro sono stati per decenni deposti al suo interno. Il fermo attuale dei lavori, a seguito dell'operazione Golden House, potrebbe essere l'occasione giusta per verificare cosa si nasconde sotto quei terreni. Vibo Marina come Crotone? Di certo no, perchè le sostanze chimiche sono diverse... ma si sa, quando si comincia a interrare materiale di scarto, senza alcun controllo...
Nelle settimane scorse abbiamo notato che gli scavi nell'area possono aver raggiunto anche i 2 metri di profondità, e le terre di riporto erano così nere... ma così nere... ma così nere, che sorge spontaneo il sospetto di una loro matrice inquinante.
In tal senso sollecitiamo le autorità competenti di attivare una urgente verifica di quel materiale di risulta, prima che le pioggie che si prevedono nei prossimi giorni, possano estendere un pericoloso focolaio inquinante in buona parte del paese!
Noi la segnalazione la facciamo... speriamo che finalmente anche il Sindaco ci Cònsoli!

martedì 10 febbraio 2009

GOLDEN HOUSE3: GLI SMEMORATI DELL'ALLUVIONE!

video

Da "Zoom", l'ottimo Quotidiano di informazione curato da Paolo Giura e Tiziana Bagnato per Calabriatv, estraiamo il servizio sull'operazione Golden House, andato in onda il 6 febbraio scorso. Il servizio si avvia sovrapponendo le immagini aeree disastrose dell'alluvione del 2006 con quelle di oggi. A due anni dall'evento nessun intervento pubblico di messa in sicurezza è stato attuato; pare però che forse, ma solo per 20 anni, avremmo potuto avere un locale per una biblioteca ed un parcheggio con segnali orizzontali in inglese... in cambio della memoria.
Certo, alluvionabili ancora, che importa se le statistiche indicano nell'aria un'alluvione disastrosa ogni 5/6 anni. Messa in sicurezza? No! Messa in smemoratezza! Messa, che più che una funzione religiosa è diventata una finzione diabolica.
A qualche politico piace avere cittadini smemorati... come anche per alcuni cittadini è prassi conveniente fingere di esserlo. Così c'è chi si dimentica perfino d'essere Soggetti Attuatori di un Commissario Straordinario per l'Emergenza; di chi dimentica d'avere doveri e diritti; chi finge di non aver mai perso la memoria e vanifica ogni atto di legalità rammentandoti quelli ancora da compiere!
Noi che rivendichiamo da tempo il recupero della memoria, anzi... ancor più, che rivendichiamo il recupero della Storia, pubblichiamo il video di quella conferenza stampa, affinchè le parole usate quel giorno, 6 febbraio 2009, dal Procuratore e dai suoi Sostituti, al pari di quelle dette dai nostri Finanzieri, risuonino per tutti (me, te, esso, noi, voi e loro) come l'antidoto più certo all'irresponsabile smemoratezza nel quale sopravviviamo dal 3 luglio 2006!

domenica 8 febbraio 2009

L'ITALCEMENTI NON E' UNA FABBRICA DI CARAMELLE!

Gli ultimi avvenimenti ci pongono dinanzi a più di una perplessità su quale post di riflessione pubblicare. Scelgo quello del Pet-Coke, perchè è un'altra spia d'allarme sull'assoluto vuoto di governo del territorio.
Inizio però con il dare il dovuto spazio alla conferenza stampa indetta dalla RSU sindacale dei lavoratori Italcementi, nonchè al primo vero comunicato ufficiale della Italcementi (pubblicati esaurientemente su CalabriaOra), utili a scoprire quanto si sa sull'uso del Pet-Coke come combustibile.
Concentro la mia riflessione sulla frase "Non produciamo mica caramelle!" pronunciata dai sindacalisti. Nonostante non produciamo caramelle i dati forniti loro dalla direzione aziendale dimostrano che la cementeria non inquina, e che sono abbondantemente nei limiti stabiliti dalle leggi: la fabbrica è davvero un bel luogo, pulito; i camion entrano ed escono con i cassoni coperti, il pet-coke trasportato quotidianamente è deposto al coperto, coperta 24 ore su 24 è l'attivazione dei filtri, coperti i fossi laterali... coperti gli alveari delle api, coperte le orecchie dai rumori...
Che bisogno c'è di gridare alla bomba ecologica!? Certo noi forse un pò scoperti, assistiamo allo sbarco del petcoke nel pieno centro del borgo marittimo; forse troppo scoperto è il deposito di Portosalvo; nessuno ha ancora scoperto quali sono gli alvei dei torrenti nei quali il petcoke finisce ad ogni pioggia...
Non capisco però... perchè ci si sorprende se qualche cittadino, scoprendo per caso che la cementeria brucia da qualche anno PetCoke, chiede alle autorità preposte (Arpacal, Noe, Comune, Provincia, Regione, Asp...) di verificarne emissioni, trasporto, custodia e deposito (considerando poi che quel deposito serve per tutti gli impianti del sud fino in Sicilia), al fine di avere da organismi pubblici terzi, serietà nei controlli, scelta dei punti di prelievo e dei punti di monitoraggio e nel governo immediato delle problematiche conseguenti alla rilevazione dei dati, con la piena consapevolezza delle differenze esistenti tra polverino di carbone e petcoke.
Non so a voi, ma a me che questi controlli li faccia il pubblico e non il privato mi tranquillizza!
Un sindacalista mi ha promesso a breve documenti da loro prodotti o forniti dall'Italcementi, nei quali si riscontra quanto fatto a tutela della salute di tutti...
Li attendo... anche perchè vorrei conoscere nei dettagli le motivazioni di un comunicato stampa letto qualche mese fa su un quotidiano, con il quale si rivendicava il diritto degli operai di effettuare i periodici controlli ed esami medici proprio nelle struttura pubbliche piuttosto che in quelle di fiducia dell'azienda...
Diritto sacrosanto... che comprendo! Comprendo quanto tranquillizzi avere certezza sulle analisi della propria salute, almeno per confrontarle con quelle aziendali! Del resto, si lavora in una fabbrica in cui non si succhiano certo caramelle!
Antonio Montesanti

Dopo 50 anni di devastazioni si volterà pagina?


Dopo 50 anni di assenza,di silenzi,di indulgenze, di accondiscendenza, lo Stato ha avuto un sussulto, dimostrando di essere vigile e presente nell'affermare i princìpi della legalità e del diritto. Per troppo tempo si é assistito ad ogni sorta di scempio, di deturpazione, di saccheggio ai danni di un luogo che la natura aveva indicato per far nascere un centro portuale moderno e accogliente.

Era il 27.2.1793 quando Giuseppe Maria Galanti, che fu il più illuminato interprete dei bisogni del Regno di Napoli, così scriveva, nelle ssue "Relazioni", ad Acton, ministro della Marina:"...di un porto idoneo a costruirsi in un luogo molto opportuno che la Natura ci ha additato quasi in mezzo alla lunga costa da qui a Messina, la quale, per lungo corso di 300 miglia, é del tutto mancante del menomo sicuro ricovero de' bastimenti. Il luogo si chiama Santa Venere e merita molta attenzione."

Se fosse ancora in vita, il Galanti potrebbe vedere l'esito infausto della sua esortazione: quel luogo che tanto lo aveva favorevlmente impressionato, invece di svilupparsi come un moderno centro portuale, é stato trasformato in un incredibile coacervo di "industrie" abbandonate, depositi petroliferi in pieno centro abitato, edifici abusivi, degrado ambientale , il tutto con devastazione dello splendido arenile esistente. Le istituzioni, che avrebbero dovuto programmare e guidare lo sviluppo, si sono rivelate non all'altezza del compito. Ad iniziare dal secondo dopoguerra, venne compiuta una pesante e sistematica devastazione del territorio nella generale indifferenza, favorita da una politica di stile colonialista. Dov'era la Capitaneria di Porto, organo istituzionalmente preposto a vigilare sul demanio marittimo? Dov'era la magistratura quando venivano compiute attività macroscopicamente contra legem? Dov'era il Comune quando c'era bisogno di una lungimirante programmazione urbanistica e di una decisa azione di difesa del territorio sotto l'aspetto idrogeologico?

Ma chi si volge a guardare il passato non ha futuro davanti a sé. E allora guardiamo al futuro, auspicando che la recente attività della magistratura non rimanga un episodio isolato ma costituisca il prodromo di un'azione più incisiva e generalizzata per fare in modo che l'attenzione verso la nostra porto Santa Venere non sia solo quella degli speculatori.

giovedì 5 febbraio 2009

GOLDEN HOUSE2: TELEGIORNALE CALABRIATV


video


TG Calabria TV 14,30

GOLDEN HOUSE: LO STATO C'E', LA REGIONE C'ERA... MA IL COMUNE?

Costruzioni in aree alluvionali, sequestri per 30 mln euro. A Vibo Valentia, sono 120 appartamenti e 8 complessi (ANSA)
"VIBO VALENTIA, 5 FEB - La Guardia di finanza ha sequestrato a Vibo Valentia appartamenti e complessi residenziali, per un valore di 30 milioni di euro. Erano stati realizzati in aree a forte rischio idrogeologico colpite in passato da alluvioni. Sono stati sequestrati, complessivamente, 120 appartamenti e otto complessi residenziali.
Una delle aree e' quella di Bivona, colpita nel luglio del 2006 da un'alluvione che provoco' la morte di tre persone, tra cui un bambino."
Le indagini riguardano la concessione di zone alluvionate per la quale sono indagati tecnici comunali e imprenditori.

''Non si profila un'ipotesi di abusivismo edilizio -precisa il Procuratore di Vibo, dott. Spagnuolo - perche' le concessioni sono state date, ma noi riteniamo che siano illegali". Tra gli indagati risultano imprenditori, professionisti dipendenti della pubblica amministrazione, in particolare un funzionario dell'ufficio tecnico del Comune di Vibo Valentia. Il sequestro riguarda due complessi residenziali a vocazione turistica. Il primo complesso, denominato ''Santa Venere'' e' composto da due corpi di fabbrica che ospitano 120 appartamenti mentre il complesso di Bivona, denominato ''Marinate'', e' composto da 8 corpi di fabbrica che sarebbero diventate ville bi e trifamiliari. Le indagini erano iniziate in due filoni intrapresi dal Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia e dalla stazione navale di Vibo Marina, poi confluiti in un unico fascicolo.
L'attivita' tuttavia e' solo all'inizio. E' in corso, infatti, l'acquisizione di documenti su cui si svolgera' il lavoro degli investigatori delle Fiamme Gialle.
''I recenti fenomeni di grave dissesto idrogeologico che hanno determinato il riconoscimento dello stato di calamita' per la Regione Calabria - precisano gli inquirenti - sono da ascrivere in parte anche a tali spregiudicati comportamenti oggi all'attenzione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia. A tal proposito vi e' da evidenziare la mancata revoca, da parte degli Enti preposti delle concessioni edilizie irregolari, nonche' del mancato blocco dei lavori'' (fonte: strill.it)

La Conferenza Stampa delle Forze dell'Ordine è finita da poco più di un paio d'ore e subito un comunicato stampa della Presidenza della Regione Calabria definisce la propria posizione rispetto l'Operazione Golden House, che riportiamo integralmente:

Emergenza post alluvione Vibo, divieti per interventi urbanistici già predisposti da Loiero nel luglio 2008.
"Con un ordinanza dello scorso 8 luglio 2008, il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, nella veste di commissario delegato all’emergenza post alluvione di Vibo Valentia, aveva già predisposto, secondo il programma del “Piano Versace”, una serie di divieti per gli interventi urbanistici nelle aree a maggior rischio idrogeologico, come quella di Bivona, dove oggi la Guardia di Finanza ha sequestrato appartamenti e complessi residenziali. È quanto riferisce una nota dell’ufficio del portavoce del presidente Loiero.
In particolare, è scritto nell’ordinanza del commissario delegato, “è fatto divieto di interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica a destinazione residenziale e produttiva, nonché l’insediamento di nuove e diverse attività produttive, per la durata di 5 anni, ovvero fino all’attuazione di specifici interventi per la messa in sicurezza dei suoli, fatta eccezione per le opere strettamente necessarie alla messa in sicurezza”.
Contemporaneamente, il commissario delegato all’emergenza, aveva obbligato i Comuni compresi nell’ordinanza, quelli interessati all’alluvione del luglio 2006, “di adeguare gli strumenti di pianificazione alle situazioni di rischio alluvionale descritte nel Piano di interventi strutturali redatto dal Camilab. Sino all’adeguamento di tali strumenti, i provvedimenti comunali di autorizzazione alle lottizzazioni convenzionate, nonché i permessi di costruire e le denunce di inizio attività per qualunque tipo di intervento edilizio dovranno contenere un’espressa dichiarazione di compatibilità dell’intervento”.


Ora attendiamo con l'orologio in mano ... le tempestive comunicazioni dell'Amministrazione Comunale di Vibo Valentia!

mercoledì 4 febbraio 2009

2 GIORNI DI PIOGGIA ED IL PETCOKE FINISCE NUOVAMENTE A MARE E SULLA SPIAGGIA!






Alcune cose non accadono per caso.
Anche i giorni in cui accadono.
Quando riaccadono poi... rientrano nella "norma".
E così il petcoke ritorna a ricoprire la spiaggia di Trainiti
a due giorni dalla pioggia,
solo i pezzi più grossi rimangono a riva ed a lato del torrente.
Ma le polveri? Le chiamano sottili per questo!

Trasportate dalle correnti scelgono altri approdi:
nel tragitto si saranno fermate ai bordi delle coltivazioni di ulivi e aranci,
bietole e finocchi, captati per sostenere le cipolle tropeane.

Altre si depositeranno sui fondali, avvinghiate alle Posidonie,
mimetizzate tra il mangime delle gabbie dei saraghi, dentici o tonni.

Alcune poi penetreranno tra le carni di pesci più liberi ma pescabili,
che assaggeremo a peso d'oro nei nostri migliori ristoranti.

Zolfo? Vanadio? Cromo Esavalente? Piombo?
Cadmio? Nichel? Mercurio? Zinco?

Anche se non inquineranno l'aria
contribuiranno a valorizzare i nostri prodotti doc o dop!

E DOPO?

martedì 3 febbraio 2009

IL NOSTRO IMPEGNO SUL BLOG E' UTILE?

Spesso ci siamo chiesti se un blog è utile... ed oggi ne abbiamo avuto conferma.
Un ringraziamento a Calabria Ora è il minimo che possiamo fare.
Proseguiamo comunque la nostra attività informativa e cerchiamo di dare una risposta ad un amletico dubbio: il petcoke è un rifiuto o un combustibile? Su questo dubbio, le norme danno risposte contraddittorie, in questi anni interpretate in maniera poco univoca dal legislatore. Sta di fatto che se è un combustibile il deposito in cui lo si "custodisce" non può sottrarsi alle autorizzazioni per deposito di combustibile, se è rifiuto (vd. percentule zolfo) non può sottrarsi alle autorizzazioni per deposito rifiuti! Insomma, l'area in cui è custodito, a tutela dell'ambiente e della salute, non può sottrarsi ad alcuna autorizzazione!
Come stanno le cose a Vibo? Nessuno allo stato è in grado di fornire informazioni precise. C'è chi dice che tutto è a posto, chi il contrario.
Lo stesso accade anche altrove? No. Per esempio andiamo a vedere quale procedura autorizzativa è stata messa in atto per concedere un autorizzazione ad una ditta X per Deposito Temporaneo di Carbone (Petcoke incluso) al comune di Statte (Ta).
"Innanzitutto è stata avviata una Procedura di Valutazione Impatto Ambientale alla regione; la ditta presenta istanza di compatibilità ambientale; il Settore Ecologia del comune la invita a trasmettere gli elaborati concernenti l'intervento proposto alle amministrazioni interessate (Comune e Provincia) ed a provvedere al deposito ed alla pubblicazione dell'annuncio dell'avvenuto deposito dello studio di impatto ambientale; la regione invita il comune e la provincia ad esprimere il parere di competenza; la ditta trasmette le copie delle pubblicazioni dell'annuncio dell'avvenuto deposito sui quotidiani; vengono acquisite le osservazioni provenienti da terzi; la provincia - Servizio Ecologia e Ambiente - richiede al chiarimenti in merito all'intervento proposto; il Settore Ecologia regionale, a seguito delle determinazioni assunte in seno al Comitato Reg.le di V.I.A.chiede di adeguare il progetto dell'opera in argomento alla luce delle osservazione rilevate dallo stesso comitato; il Comune - Settore Tecnico - esprime il parere di compatibilità evidenziando quanto segue: „ "..... concordando con quanto prescritto dal comitato provinciale e in aderenza ad altri pareri espressi da questa Amministrazione per i depositi di materiali in genere e di carbone in particolare, necessita la realizzazione di un massetto di fondo in cls impermeabile e di un adeguato sistema di raccolta di acqua piovana, in alternativa si dovrà dimostrare la durata e l'efficienza del tempo dell'intervento proposto dalla ditta (sistema dell'impermeabilizzazione con argilla che si esclude vista la movimentazione dei mezzi pesanti nell'area); si evidenzia il rispetto della normativa del P.U.T.T./P., in particolare riguardo agli ambiti distinti dello stesso e in particolare: ripe fluviali, cigli di scarpate e reticoli fluviali si dovranno evidenziare nel progetto le misure preventive per il controllo della dispersione di articolato dell'atmosfera; dopo ulteriori controdeduzioni il Comitato Regionale per la V.I.A. rileva che: Il progetto prevede la realizzazione di un deposito temporaneo di carbone tipo pet-coke e carbon fossile, in una cava di calcare regolarmente autorizzata con provvedimento n. 62 MIN/DEC/97/0062 dell'Assessore Regionale all'Industria. Commercio ed Artigianato. La capacità di stoccaggio prevista sarà di circa 160.000-170.000 t su una superficie di circa 78.500 mq. La profondità media della cava è di circa 40 m. Le attività che si vogliono esercire sono contemplate dalla L.R. 11/01 nell'allegato B al punto B.I.ni "Agglomerazione industriale di carbon fossile" ed all'allegato A al punto A.2.C "Stoccaggio di petrolio, prodotti petroliferi ecc. per capacità superiori a 40.000 t" per il pet coke. Il progetto prevede una serie di interventi che consisteranno essenzialmente nella regolarizzazione del fondo e della sua impermeabilizzazione mediante uno strato di argilla dello spessore di 30 cm ed avente una perincabilità di 10ª-7 cm/s, uno strato di tessuto non tessuto da 60 o/mq ed, infine, uno strato di stabilizzato dello spessore di 50 cm. Sarà inoltre realizzato un impianto di trattamento delle acque di prima pioggia del piazzale di manovra, mentre le acque di dilavamento dell'area di stoccaggio verranno convogliate in tre cisterne aventi una capacità totale di circa 210 mc e riutilizzate per bagnare il materiale stoccato per almeno tre volte al giorno. Poiché dallo studio non si evinceva l'ordine di grandezza della movimentazione dei minerali ed il conseguente traffico veicolare e si nutrivano perplessità circa l'autonomia dell'impianto per l'inumidimento del carbone, il Comitato decide di chiedere i necessari chiarimenti; dalla documentazione integrativa prodotta si evince che:
• La quantità giornaliera di acqua necessaria all'inumidimento del carbone è pari a 70-80 mc/h; • In base ai dati pluviometrici ed alla superficie di raccolta delle acque m teoriche si perviene ad un volume massimo accumulabile di 900 mc, ma la vasca di raccolta è stata dimensionata per soli 300 mc;
• Per quanto attiene l'approvvigionamento idrico, inizialmente previsto con autobotti, si ipotizza la realizzazione di un pozzo di emungimento avente una portata di 7.41 l/s.
• Circa il traffico veicolare indotto dalla movimentazione di carbone (circa 1.000.000 di t/anno tra materiali in ingresso ed in uscita), sono stimati 106 passaggi/giorno sulla provinciale evidenziando che nulla muta rispetto all'attuale situazione.
Per quanto concerne l'impermeabilizzazione il Comitato VIA della provincia prescrive la realizzazione di un massetto in cls impermeabile al fine di salvaguardare la sottostante falda.
Infine il Comitato VIA, considerando esaustivi i chiarimenti prodotti e tenendo conto delle osservazioni pervenute, ritiene assentibile il progetto alle seguenti condizioni:
• Vengano realizzate una o più vasche di raccolta delle acque meteoriche di capacità non inferiore a 900 mc;
• A maggior tutela della integrità della falda, venga realizzato il sistema di impermeabilizzazione proposto dal Comitato VIA della Provincia;
A tale condizioni esprimere infine parere favorevole alla compatibilità ambientale la realizzazione di un deposito temporaneo di carbone, in agro di Statte (Ta)."
Scommettiamo che tale procedura è identica... nell'iter e nei controlli, nelle deduzioni e controdeduzioni, a quella impiegata per autorizzare il deposito di petcoke nel nostrano comune?

domenica 1 febbraio 2009

POLVERI SOTTILI E SOTTILI POLVERONI

La Stazione Sperimentale per i Combustibili , acronimo SSC è un istituto sperimentale (ente pubblico economico) fondato nel 1940 che si occupa di:
combustibili tradizionali (petrolio, carbone, gas) e principali prodotti derivati; combustibili alternativi (biocombustibili, combustibili da rifiuti, biomasse) attraverso analisi, studi, e ricerche su molteplici aspetti : merceologici, energetici, motoristici, ambientali, di sicurezza e normativi.
"La SSC svolge attività di: servizio conto terzi (analisi e consulenze sui combustibili) ricerca e sperimentazione, sviluppando sia temi di ricerca promossi e finanziati autonomamente sia progetti commissionati da terzi (industrie, enti pubblici, privati). Nei laboratori della SSC operano circa settanta persone, tra cui circa venti ricercatori laureati in chimica o ingegneria chimica. Studenti e neolaureati partecipano all'attività di ricerca.
Il finanziamento proviene dalle industrie importatrici di combustibili (gas, petrolio, carbone), dal lavoro di analisi, sperimentazione e consulenza. L'Istituto è accreditato dal SINAL per l'esecuzione di prove riguardanti la valutazione dei combustibili (ISO/IEC 17025) ed è riconosciuto e autorizzato da decreti e provvedimenti di autorità pubbliche ad effettuare rilevamenti e controlli in campo ambientale e per la sicurezza."
Stiamo in questi giorni tentando di contattare i loro referenti per prospettargli le "nostre attuali condizioni ambientali": non è un istituto di parte, in quanto nel suo Consiglio di Amministrazione rappresentanti delle Industrie del settore combustibili, siedono assieme a quelli dei ministeri Industria, Ambiente, unitamente ad Università e Ricerca Scientifica ed altri Enti Pubblici (vd. Regione Lombardia); anche i documenti che abbiamo potuto consultare ne attestano il rigore scientifico. Ve ne daremo conto, anche perchè navigando nel loro sito istituzionale, pieno di resoconti ed articoli, abbiamo "scovato" due interessanti relazioni del Dr. G. Pinelli, condotte per conto dello stesso Istituto, che vi segnaliamo per consentire un più corretto approccio al tema del PetCoke, sia ambientale che normativo:

Il coke di petrolio come fonte di energia: un aggiornamento (2008)
utile per comprendere lo stato normativo in Italia sull'utilizzo di tale combustibile, aggiornato al 2008;

Il coke di petrolio come fonte di energia: valutazione critica 2003
utile a comprendere la serietà e precisione con il quale deve essere trattato il problema delle emissioni nelle cementerie che lo utilizzano sia come combustibile che come additivo (ceneri) del prodotto finito.

Non possiamo però, visto che siamo in tema di segnalazioni, invitarvi a visitare un sito d'oltralpe PM10.CH, nel quale è illustrata una ottima campagna di sensibilizzazione attuata in questi mesi in Svizzera per sensibilizzare sul tema delle "polveri sottili".

link

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...