martedì 30 settembre 2008

IL PETCOKE VERRA' SPALMATO DOMATTINA... SULLA PELLE DEI FORTUNATI ABITANTI DELLA CITTA' PORTUALE, SENZA GOVERNO!





Volevamo parlarvi della QUARANTENA, una precauzione che veniva usata nei secoli scorsi per impedire che le navi approdassero in porto contagiando il paese. La Rada di S. Venera è sempre stata l'area di Quarantena per il naviglio diretto a Pizzo fino alla definitiva costruzione del porto: osservare la "World Trader I" alla fonda, richiamava alla mente quelle consuetudini legate alle via del mare; il tuffo nel passato è stato solo un attimo... un attimo perchè nel pomeriggio la nave panamense è entrata nel porto, attraccando nella banchina Bengasi.

A rigor di "illogica" domattina potrebbe sbarcare quanto rimane del suo carico di PETCOKE (solo 1000 tonnellate rispetto alle 20.000 accumulate in banchina nella scorsa settimana).
L'area sembra pronta: spazzoloni e cassonetti. Ci auguriamo suggeriscano l'uso di mascherine ad operai ed autisti! 10 giorni fa nessuno sapeva che fosse PETCOKE... Carbon Coke, sussurravano timidamente. Grazie a quanto abbiamo informato, nessuna delle istituzioni locali, sanitarie o regionali può più dire che quanto si scaricherà domani non sia PETCOKE!

Nessuno potrà fingere di non sapere gli obblighi di legge, i rischi per la salute, il luogo di stoccaggio, i residui del forno di combustione Italcementi, nè cosa contengano i fumi emessi 24 ore/die.

Proprio oggi i quotidiani riportano la preoccupazione espressa dalle associazioni del vibonese rispetto al PetCoke, ma sembra non sia valso a nulla. Anzi.

Nei secoli scorsi, quando una nave terminava la Quarantena, se ne avvisava la popolazione... e veniva accolta in porto dalle autorità di governo, pronte a certificare lo scampato pericolo. Oggi meschinamente non si avvisa nessuno, nessuna autorità di governo dimostra attenzione ai nostri continui pericoli. Autorità? Nel porto della Piana sarà bastato uno sguardo: "ccà finisti i scarricari" ed il PETCOKE, in silenzio, si sceglie di scaricarlo alla marina della città di Monteleone! Così come in silenzio veniva e viene bruciato dentro la marina di Monteleone. L'autorità? Contina ad agire come se nella marina ci fosse una città di 10.000 fantasmi. Ve li mostriamo in foto questi fantasmi, per incastrarvi alle vostre responsabilità!
Domani si sbarca. Forse la piccola quantità rimasta consiglierà di utilizzare la piccola Tramoggia del porto (speriamo)... altrimenti ci toccherà inventare qualche protesta se vedremo alzarsi cumuli di PETCOKE sulla banchina. Vedremo. Si tratterà magari di qualche ora di polvere cancerogena, ma quella manciata di combustibile và necessariamente consegnata al suo compratore; ma la nave deve proseguire il suo viaggio, e la città portuale poi... non ha nemmeno un sindaco... Se proprio qualcuno ci deve rimettere ... indovinate a chi tocca?

lunedì 29 settembre 2008

UN COORDINAMENTO E DUE ALLARMI

Riportiamo il comunicato stampa delle associazioni e comitanti incontratisi sabato scorso per avviare iniziative utili a coordinare le attività a tutela dei diritti dei cittadini e del territorio. Noi abbiamo colto l'occasione per informare del pericolo PETCOKE, tra lo sbigottimento di tutti.
"La gravità e la diffusione dei problemi ambientali che minacciano il territorio vibonese, dal capoluogo fino ai piccoli centri della fascia costiera e dell’interno, ha spinto alcuni tra i più attivi comitati spontanei di cittadini e le associazioni ambientaliste ad unirsi per dar vita ad un coordinamento chiamato ad aggregare tutte le realtà più sensibili che operano nella società civile, per reagire in maniera più efficace ai troppi pericoli che incombono sulla salute dei cittadini e dell’ambiente.
L’iniziativa è scaturita dalla consapevolezza che, nella nostra provincia, i temi della tutela dei diritti della gente e del territorio, primo fra tutti quello di vivere in un ambiente sano e non inquinato, non possono più essere affrontati in maniera isolata, ma necessitano di un coinvolgimento più generale e più attivo, a cominciare dall’unione e dal coordinamento di tutte le forze in campo.
Problemi come l’inquinamento elettromagnetico che minaccia in maniera sempre più preoccupante la salute dei cittadini o come quello della (mancata) gestione dei rifiuti, con la prospettiva di nuove mega discariche e di inceneritori, fino al dissesto di un territorio massacrato dalla cementificazione e nel quale le tragedie di un recente passato non hanno insegnato nulla, sono alcune delle emergenze che il coordinamento intende affrontare da subito e con la dovuta determinazione .
Comitati locali come quello “Per la salute pubblica” , “Conte d’Apice” e “Città Aperta” di Vibo, “Non mollare” e “Amico Cavallo”di Cessaniti, “Verso l’Autonomia di Porto Santa Venere”, di Vibo Marina, “Mamme di Bivona”, “No discarica” di Vazzano, contro le antenne di Zungri, o gli elettrodotti a Vibo, fino alle associazioni ambientaliste storiche come Legambiente, Italia Nostra e WWF, rappresentano il nucleo del coordinamento, che, negli auspici dei promotori, dovrà allargare il cerchio delle adesioni aperte a chiunque voglia dare un contributo di idee e di iniziative per riaffermare il diritto alla qualità della vita contro lo strapotere dell’economia che minaccia la nostra esistenza e distrugge il futuro dei nostri figli.
Allarmanti a proposito le notizie che giungono da Vibo Marina, dove una grossa nave ha scaricato nei giorni scorsi sulle banchine dell’area portuale tonnellate di “Pet-coke”, un prodotto di scarto dell’attività petrolifera, contenente Idrocarburi Policiclici Aromatici come il cancerogeno benzopirene, oltre a metalli pesanti e che viene usato come combustibile per il cementificio.
Ciò che desta forte preoccupazione sono le operazioni di movimentazione e di scarico sulle banchine e il successivo stoccaggio, attività che possono comportare la pericolosa diffusione di polveri nell’aria e che costituiscono un pericolo per gli stessi lavoratori impegnati e per gli altri cittadini. In attesa che arrivino i risultati delle analisi richieste all’Assessore Regionale all’Ambiente ed effettuate dall’ARPACAL, la nave è attualmente alla fonda, ma permangono i dubbi sulla idoneità ambientale del sito dello stoccaggio, per la quale sono stati chiesti opportuni accertamenti.
Continua del resto la mobilitazione dei cittadini di Vazzano, contrari alla realizzazione di una discarica nel loro territorio, già alle prese con problemi di inquinamento dell’aria e non disposti a tollerare l’invasione di migliaia di tonnellate di spazzatura da tutta la provincia.
Tra le priorità da affrontare con celerità, il coordinamento delle associazioni ha individuato quella della sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso un’attività di informazione che aumenti la consapevolezza del degrado del territorio e i rischi connessi all’inquinamento ambientale, senza per questo trascurare iniziative finalizzate all’acquisizione di comportamenti virtuosi legati ai grandi temi del risparmio energetico, della riduzione dei rifiuti e della tutela del patrimonio naturalistico della provincia.


IL COORDIMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PER LA DIFESA DELLA SALUTE E DEL TERRITORIO

domenica 28 settembre 2008

PETCOKE, NON CARBONE!

Ieri sera abbiamo informato della paradossale vicenda legata al Pet-Coke alcune delle associazioni e comitati del vibonese (WWF, Legambiente, Città Aperta, etc.), riunitesi con l'intendo di concretizzare uno spazio di condivisione ed informazione sulle iniziative realizzate autonomamente.

Le preoccupazioni sono state tutte condivise ovviamente ed a tal proposito si è deciso di inviare alla stampa un comunicato congiunto.

Le emergenze del territorio provinciale sono così diffuse e complesse (la scelta di Vazzano come discarica provinciale, l'inquinamento da elettrosmog, la "riqualificazione" del centro storico di Vibo, la messa in sicurezza di molte aree dopo l'alluvione 2006, etc.), che un percorso risolutivo pretende l'unione delle forze.


Ricordiamo a chi continua a considerarlo "carbone" che il pet-coke è il residuo ultimo dei processi di coking, un processo di raffineria nel quale, mediante piroscissione e successive reazioni di ricombinazione, frazioni petrolifere pesanti vengono convertite in prodotti leggeri (gas e benzine), distillati medi e coke residuo.
"Il pet-coke presenta quindi un formidabile potere calorifico (33 MJ/kg), tuttavia presenta
molte criticità: in primo luogo il pet-coke presenta solitamente un rapporto tra idrogeno e carbonio bassissimo (0,04-0,5%), che ne rende la combustione parziale e problematica. La seconda criticità, e sicuramente la più importante, è rappresentata dalla composizione chimica. Infatti, normalmente il pet-coke contiene una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene (alcuni come il benzo-pirene) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda modificazioni genetiche, da cui le malformazioni nei nascituri."
(Legambiente Gela)


Infine, rispetto alla sbarco del Pet-Coke in cumuli disposti sulla banchina, utile si rivela avere a disposizione il "Regolamento del Porto di Vibo Valentia Marina, Edizione 2008", scaricabile direttamente dal sito istituzionale.
Buona lettura.

sabato 27 settembre 2008

PORTO DI SANTA VENERE - primi anni del '900

Pubblichiamo un'immagine che risale ai primi anni del secolo scorso. La data certa non é esattamente individuabile, ma sicuramente va collocata prima del malaugurato anno 1928, quando fu cancellato anche l'antico nome.
Essa, quindi, non ha una connotazione istituzionale ma, più prosaicamente, era riprodotta su un'etichetta di una scatola di tonno o pomodori, prodotti che venivano lavorati presso l'industria conserviera "C. Callipo e figli", situata nei locali in cui attualmente ha sede l'autocarrozzeria del "Biondo". A distanza di tanti anni, essa suscita sicuramente una certa commozione. Da notare le stelle che contornano il disegno, come se P.di S.V. fosse un comune d'Europa, quando ancora l'idea dell'unità europea era di là da venire.

Moderatore: Approfitto del regalo fatto da Giuseppe per segnalare ai nostri lettori che da qualche giorno, in alto a sinistra, abbiamo inserito nel player audio la canzone "NOTTE A VIBO MARINA" cantata da Nilla Pizzi. Basta cliccarci sopra per sentirla. Il file ce lo ha amorevolmente donato un nostro amico, Rosario, al quale vanno i nostri ringraziamenti. Riporto quanto da lui scritto sulla canzone.
"Ci tengo a portare alla vostra conoscenza che l' 8 agosto 1954, nel II° Festival della Canzone Calabrese, la canzone "Notte a ViboMarina", nell'interpretazione di Maria Luisa Pisan, si classificò al secondo posto. Autore di musica e parole è Nino Grasso, nato a Conidoni (V.V.) il 3 aprile 1920. Nino Grasso, uomo di immensa cultura ed umanità si è spento purtroppo da poco tempo. Autore di numerose opere, tra cui la traduzione in calabrese dell' Inferno di Dante, ha composto numerose canzoni presentate poi al festival vibonese. Con "E poi si fece sera" vinse l'edizione del 1957. Il Festival della Canzone di Vibo Valentia si svolse dal 1953 a 1962."
Beh! Anche questo è un bel regalo!

venerdì 26 settembre 2008

IN ATTESA DEGLI ESITI... NO ALLO SBARCO!

Vediamo un pò di fare il punto sulla situazione PET-COKE:
La motonave WORLD TRADER PRIMO è sempre in rada, come in agguato, pronta a rivomitarci addosso il suo carico di "feccia di petrolio" prodotto in Nigeria, paese africano che ovviamente vende quella "feccia" con regole sul ciclo produttivo diverse rispetto quelle in uso nella Comunità Europea. Già la provenienza del prodotto non è un buon viatico!
Crediamo che le nostre sollecitazioni, presso l'Assessore Regionale all'Ambiente, siano servite a qualcosa perchè abbiamo riscontrato esserci stato nei giorni scorsi l'intervento dell'ARPACAL, che ha prelevato dei campioni della feccia nera per farli analizzare. Esiti? Entro la settimana.
Dall'Assessore Provinciale all'Ambiente, informato del problema, non abbiamo ad oggi avuto alcun riscontro. Il Comandante della Capitaneria non è ancora rientrato.
Rispetto all'adeguatezza dello stoccaggio ed altro, il Sindaco, informato ieri del problema, ha dato il via alla verifica dello stato concessorio, dando mandato ai Vigili Urbani il compito di eseguirne il volere. Esiti? Avremmo già dovuto saperne qualcosa.
Attendiamo ancora un pò.
A tutela della salute pubblica, riteniamo non si possa attendere molto... anche perchè scoprire se quel sito è idoneo o meno, oppure in regola (distinguiamo per la prassi di alcuni all'uso di cavilli amministrativi) con le norme previste per lo stoccaggio del Pet-Coke, non è cosa che può richiedere più di 24 ore!
Non per una ma per ben due solide ed incontestabili preoccupazioni, crediamo che sia, in via cautelare, momentaneamente evitare di procedere nuovamente allo sbarco del Pet-Coke:

1) Se le analisi dell'ARPACAL
rivelassero una percentuale di zolfo superiore al 6% (tramutando cosi' il PET-COCKE da prodotto a rifiuto speciale) chi si assume la responsabilità che lo sbarco possa essersi realizzato per la seconda volta con con le modalità dei cumuli scoperti e della movimentazione con le ruspe, nell'ignavia degli operatori e traportatori (i primi che hanno inalato senza alcuna protezione quelle polveri cancerogene)? Ricordiamo inoltre che il porto ed il centro urbano sono in realtà lo stesso luogo (a meno che non ci sia ancora qualcuno che pensi che il porto è giù al mare e la città al monte!)

2) Se dovesse riscontrarsi l'INIDONEITA' del sito di stoccaggio, chi si assume le responsabilità legate allo stoccaggio momentaneo in banchina dei cumuli che necessariamente dovranno essere invece stoccati in siti autorizzati (dove in Calabria?) ed idonei al Pet-Coke?

Non crediamo siano preoccupazioni da poco, nè di meno si rilevano le responsabilità!
Nel dubbio, in attesa degli esiti delle verifiche chimico-amministrative, ed a tutela precauzionale della salute, in presenza di un probabile richio... è il caso che il Sindaco, tutelando efficacemente i suoi jellati cittadini delle "marinate" (sic!) ed esercitando in pieno i poteri derivanti dall'essere l'autorità massima a garanzia della salute pubblica, emani una specifica ordinanza sindacale che ne condizioni lo sbarco agli esiti!
Anche perchè... da ieri, da quando abbiamo cominciato a scriverne e ad informare, nessuno può più dire che non sapeva cosa fosse il PET-COKE!

Da oggi la RETE LILLIPUT di ISOLA DELLE FEMMINE conta anche sul nostro impegno:

giovedì 25 settembre 2008

OMAGGIO A GENNY

Oggi dedichiamo solo a Genny, portataci via da un male incurabile, la nostra passione.
La ricordiamo sempre al fianco di quanti realizzavano qualcosa, piccola o grande che fosse. Genny Guarnieri; per molti una amica per altri una conferma: se te la ritrovavi accanto in qualche incontro o gioco o manifestazione era la prova evidente che si stava facendo una cosa giusta!.. Era una conferma che non mancava mai, ma adesso... sì, adesso... ci mancherà!
Per ricordarla pubblichiamo una foto del 1985, scattata il 19 agosto al termine di una divertentissima "Caccia al Tesoro", in cui lei è inginocchiata quasi al centro, in primo piano, assieme ai tanti partecipanti a quel gioco, che oggi ... sono costretti a renderle un estremo saluto.
Ci piace ricordarla così... con questa foto di gruppo, con quel suo "Ooh figghjioli!" che usava dirci a mò di sprono, invitandoci a superare le differenze e badare al sodo.
Al sodo... Non so se è solo una sensazione ma la percezione che il male del secolo cominci a segnare più del normale la nostra comunità...è forte: molti amici li abbiamo visti e li vediamo soffrire e lottare, e così, vinti da una sorta di pudore e rassegnazione ci tiriamo indietro dal chiedere, dal capire perchè ciò stia accadendo. Anche la tua inattesa assenza ci incita a riflettere ed a mettere insieme le cose. Grazie... ed arrivederci, Genny!

mercoledì 24 settembre 2008

L'ADDIO... AD UN PEZZO DELLA NOSTRA STORIA E L'ARRIVEDERCI A DOMANI DEL PET-COKE!

Ore 18,00: la motonave WORLD TRADER PRIMO non ha finito il suo lavoro: in realtà sembra si sia posta in rada, per dar precedenza all'imbarco di un'altra nave. Dopo la sosta al largo riaccosterà domattina al Molo Nero.

PRESENTE:
La distruzione dell'ex-Gaslini giunge all'epilogo, così sotto i colpi delle ruspe spariscono quei maestosi forni, testimonianza delle abilità legate alla nostra storia industriale... Altrove li avrebbero preservati, "nobilitando e radicando" le nuove strutture al territorio, da noi spariscono definitivamente! Si decide sempre sulla nostra testa, sul "nostro" territorio!



PASSATO:



E' come se avessero nuovamente distrutto la vecchia chiesa di S. Venera o la Tonnara di via Emilia.
Sopravvissute a decine di alluvioni, soccombono per l'ignoranza amministrativa monteleonese ed il servilismo dei "marinati". Ogni altra parola è una ferita.

martedì 23 settembre 2008

MOLO NERO E COSCIENZE IMMACOLATE




Stasera la motonave WORLD TRADER PRIMO, battente bandiera Panamense, è salpata, lasciandoci in dono un nuovo colore: il NERO PET-COKE. Quasi come fosse sparita una barriera di ferro lunga 150m. rivediamo le nostre banchine: predomina il nero, vero? Pazienza. Per qualche mese lo chiameremo Molo Nero invece che Verde e poi... un paio di spazzolate meccaniche, qualche triste operaio senza mascherina, gli ultimi rimasugli di cumuli neri caricati, alcune nuvolette di polvere inalate, e... tutto ritornerà come prima.

Abbiamo chiesto un pò in giro, e così scopriamo che il PET-COKE è sottratto alla disciplina dei rifiuti "purchè siano rispettate le condizioni di cui all’art. 293 del citato D.Lgs. n. 152; diversamente, la disciplina autorizzatoria prevista in generale per la gestione dei rifiuti si applica anche al pet – coke ove quest’ultimo, commercializzato e destinato alla combustione, non soddisfi le condizioni per tale utilizzo, in particolare nel caso in cui sia presente una quantità di zolfo eccedente la soglia massima prevista dall’allegato X alla parte V del D.Lgs. n. 152 del 2006 e richiede un trattamento per rientrare nei limiti della soglia di utilizzabilità." (Fonte Corte di cassazione)

In pratica per essere considerato combustibile non deve superare una soglia di zolfo (6%) fissato dalla legge. Altrimenti è pericoloso.
Qualcuno, prima di far inalare la sua polvere agli operai, agli autisti dei camion, ed a noi cittadini di Porto Santa Venere ha verificato qualcosa?

L'ASP? l'ARPACAL? il Comune? la Provincia? o la Regione?

Beh! Bisognerebbe verificarlo, anche perchè, partita la nave, il problema resta: quell'ambiguo rifiuto/combustibile - cancerogeno sia in polvere che in fumi - permarrà per molto tempo nell'area di stoccaggio del Candrillo e la nostra vita, già tanto martoriata dalle alluvioni, reclama una seria risposta! In verità il quesito non è uno solo, ne genera altri: le autorizzazioni dell'Italcementi (scarichi acque reflue, emissioni in atmosfera, stoccaggio combustibile e stoccaggio materie seconde, o rifiuti inerti, da utilizzare nel ciclo produttivo) tengono conto dell'uso del Pet-Coke come combustibile? La concessione comunale ad aprire e gestire il deposito di stoccaggio é rimasta quella legata al carbone, di circa 20 anni fa, o è stata adeguata agli adattamenti previsti dalla legge per il Pet-Coke?

Ci auguriamo che qualcuno - e non possiamo che riferirci ai tutori della salute pubblica - abbia avuto delle risposte, anche perchè solo avendo avuto raccomandazione sul controllo delle emissioni... e certificata da enti pubblici la non pericolosità del Pet-Coke acquistato, depositato ed utilizzato, possono essersi assunta la responsabilità di acconsentirne l'uso!





Della diversificazione delle fonti energetiche (carbone verso pet-coke verso solare) ne avranno certamente parlato durante l'elaborazione del Piano Strutturale Comunale, del Piano Regolatore del Porto, perfino del Piano di Protezione Civile... siamo convinti che le risposte sono state così rassicuranti da agevolare l'autorizzazione di nuove lottizzazioni (Residence La Quercia), utili ad inglobare il Centro Urbano definitivamente (vedi foto - splateamento/addio verde) all'industria insalubre di prima categoria, nota ai più come Italcementi!

Finalmente a Vibo potrà essere sperimentato un innovativo sistema di Monitoraggio Biologico basato su 10.000 ignari cittadini delle "marinate" (sic!) , piuttosto che sulle 300.000 consapevoli e fastidiose api!

Sarà certamente così, non preocupatevi! Anche se chiedendo cosa sia il Pet-Coke a a qualche politico, otterrete una risposta evasiva... non preoccupatevi!

Ma se avete qualche dubbio, non resta che chiedere gli esiti dei controlli effettuati.


NB: In altre parti del mondo, anche meno industrializzate, i depositi di Pet-Coke sono rigidamente coperti con dei BULK STORAGE. Abbiamo scoperto una ditta che li costruisce in tutto il mondo, che annovera tra i suoi clienti grosse imprese multinazionali, Italcementi compresa!Provate a dare un'occhiata al sito web istituzionale!

lunedì 22 settembre 2008

MISSION "CLOSE THE WINDOW"!

Nell'ottobre 2007 qualcuno, rompendo una finestra lato strada, entrò nella Tonnara di Bivona portandosi via qualche oggetto legato ai tonnaroti. Qualcosa lasciarono... così come lasciarono il vetro e la finestra rotte!
Denuncia, articoli sui giornali, etc... ed in più pregammo l'amministrazione comunale di riparare quella piccola finestra: altri sarebbero potuti entrare; la pioggia depreziava l'opera, molte altre cose al suo interno potevano essere prese di mira da altri vandali, tra l'altro, considerando che c'era ancora una ditta che eseguiva lavori di "restauro" nel resto della struttura, suggerimmo di inserire delle sbarre, al pari delle altre lato strada.
Nulla, non ci fu nulla da fare! Passò l'inverno, arrivò l'autunno... poi l'estate. Nulla! Eppure telefonammo direttamente al Sindaco, alcune volte a qualche assessore... altre al dirigente!
Nulla! "Ora mandiamo un operaio". Forse una volta un operaio andò, perchè un giorno scoprimmo l'imposta chiusa. Il giorno dopo però l'imposta mancò del tutto!

Ieri è ufficialmente iniziata stagione autunnale 2008... ed il pensiero che le prossime stagioni sarebbero "passate" allo stesso modo dell'anno scorso è stato lacerante. Basta telefonate genuflesse o indignate!
Una preghiera, qualche chiodo, alcune tavole e via.. missione "Close the window"!
Finestra chiusa. Missione compiuta.
Non sappiamo quanto sopravviverà chiusa quella finestra... certo è che ci si sente molto meglio: lo abbiamo fatto noi! Nonostante quasi 20 anni di restauri, quasi 3 milioni di euro spesi, e nessun amministratore in grado di fare una determina di 3 euro per chiodi e tavole... passi che nessuno vuole realizzarci presto un museo ma evitare un'altro inverno con l'acqua dentro è il minimo da fare. Basta con le stanze allagate, piene di rifiuti e cacche, vetri e muffe varie. Ma voi, se la vedrete nuovamente aperta... che farete?

venerdì 19 settembre 2008

PET-COKE , L' AUTONOMIA E IL SILENZIO.

Cosa c'entra il Pet-Coke con l'autonomia comunale? La nostra rivendicazione di autonomia è legata alla necessità di "buon governo" del territorio e della sua comunità! E' l'assenza di governo del territorio costiero, dopo aver sperimentato un secolo di amministrazione con l'attuale assetto amministrativo, che ha prodotto guasti talmente gravi che è impossibile continuare a legare il nostro futuro a quello "autoreferente" e tutt'altro che inclusivo di Vibo Valentia.
Il Pet-Coke è l'ultimissimo esempio di questo vuoto di governo (potremmo elencarne molti altri, dalla gestione dei servizi, dei trasporti, della portualità, delle industrie, del sociale... fino alla triste gestione dei torrenti o delle emergenze). La convinzione che la nostra sia un'area marginale rispetto al ruolo di capoluogo della "città madre", rende i nostri bisogni e le nostre emergenze marginali. Talmente marginali da negarne dignità e priorità! L'alluvione del 2006 avrebbe dovuto essere uno spartiacque nel governo del territorio: non lo è stato! Così come non lo è stato la prima elezione diretta di un Presidente di Circoscrizione o, paradossalmente, la presentazione della Proposta di Legge sull'istituzione del nuovo comune di Porto Santa Venere! Nel silenzio continuiamo a sopportare i soliti e autoreferenti metodi amministrativi. Nel silenzio i problemi si incancreniscono! Già... il Pet-Coke è utilizzato dall'Italcementi da qualche anno eppure nessuno di noi ne sa ancora nulla! Ma che cos'è questo Pet-Coke? Qualche anno fa il Decreto Ronchi lo classificò come rifiuto, oggi non lo è più per una successiva legge ma... lo è in sè come prodotto, è pericoloso sottovalutarne la pericolosità cancerogena, non trattandolo con la dovuta cura. Ottenendosi dal processo di condensazione di residui petroliferi pesanti e oleosi, il Pet-Coke si produce dallo "scarto dello scarto" del petrolio (è noto con il nome di "feccia del petrolio"). Tale combustibile contiene, oltre ad IPA (in particolare benzopirene), ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio: durante il suo sbarco, trasporto e deposito va quindi movimentato con cura per evitare di sollevare polveri che, essendo cancerogene, verrebbero inalate con gravi rischi per la salute. Il suo trattamento infatti deve seguire tutte quelle regole dettate dal decreto del Ministero della Sanità (28-4-1997) concernente il trasporto di sostanze pericolose. E... cosa altrettanto importante, i fumi emessi durante la combustione, devo essere costantemente monitorati per intervenire nel caso in cui le emissioni superino i valori di soglia fissate dalle leggi.
Il video di oggi documenta lo sbarco nel porto, i cumuli realizzati sulla banchina, e il riempimento dei cassoni con ruspe. Polveri? Isolamento? Cura? Per precisione diciamo anche che l'angolo di ripresa è quello di un bar della nostra bellissima passeggiata sul corso. Certo! La nostra è una città portuale, questo lo sanno anche i bambini! Va comunque sottolineata una scoperta positiva: il trasporto sui camion del Pet-Coke è senz'altro la cosa più sicura riscontrata!
I cassoni sono ben chiusi ermeticamente, le strade attraversate non contengono alcun tipo di polverino ed il loro percorso è assolutamente "invisibile" alla città.
Decine e decine di camion all'ora, carichi di Pet-Coke, con impatto ambientale zero! Ottimo! Questa è davvero una bella scoperta, e non credo sia un caso che tale efficace sistema di trasporto sia realizzato da aziende che hanno sede proprio nella nostra città!
Ma ritorniamo al silenzio.
Seppur potrebbe essere comprensibile (ma è ingiustificabile antemporre le ragioni della produzione a quelle della salute) il silenzio dell'Italcementi... altrettanto non si può dire sugli amministratori o dirigenti del Comune di Vibo Valentia, ai quali affidiamo la tutela della nostra comunità, della nostra salute e del nostro ambiente.

E se chi dovrebbe tutelarci non lo fà... a parte la denuncia, cosa ci rimane, se non impegnarci con proposte concrete, come quella di un nuovo comune, per costruire un modo più efficace per governare il nostro futuro e quello dei nostri figli?

Segnaliamo infine la precisazione de il Quotidiano sull'articolo di ieri. Ovviamente abbiamo compreso quanto accaduto ed accettiamo le scuse sentite.

SIAMO ALL'ACETO!

Una piccola riflessione sui cortocircuiti della giornata è necessario farla.
1 cortocircuito) Per "Disastro Ambientale" il Sindaco e dal Presidente del Nucleo Industriale ricevono un "avviso di garanzia": riguarda la vicenda del sversamento nel Torrente S. Anna delle acque reflue del Depuratore della Silica.
E' il primo avviso di garanzia della vita per Sammarco, forse anche il primo emesso, da Procuratore della Repubblica di Vibo, da Spagnuolo;
2 cortocircuito) All'Ospedale di Vibo un nuovo blackout nel quale non si attiva il gruppo elettrogeno d'emergenza.
Per un'ora e mezza nel Reparto di Rianimazione si è lottato contro la morte, attendendo il ripristino della corrente;
3 cortocircuito) Su il Quotidiano di oggi vengono pubblicate le nostre posizioni (espresse già sul post) sulla necessità di intervenire sui torrenti e su quanto li circonda, senza tentennamenti, rivendicando un sindaco nuovo per un nuovo comune.
Ma i titoli e gli occhielli dicono l'opposto di quanto scritto nel testo! Per qualche minuto qualcuno ha gioito, qualcun'altro mugugnato, poi si saranno scambiate le parti. Noi invece continuiamo a mugugnare per il cocciuto uso dello jellatissimo termine "marinate"!
Più che con "l'acqua alla gola"... "siamo all'aceto!" Per riprendersi... qui ci vuole un servizio di un tg locale (CalabriaTV)!

INSIEME SI PUO' FARE TUTTO MEGLIO!

I percorsi che conducono all'autonomia comunale si arricchiscono di un nuovo evento, che segnaliamo ai nostri lettori e promuoviamo! Stanno risultando essenziali, per il percorso amministrativo della nostra proposta di legge, le iniziative e le rivendicazioni della comunità di Sibari, che assieme a noi è già stata audita in I Commissione Regionale l'8 maggio.

Sabato prossimo, 20 settembre, nell'ambito dell'iniziativa SibarinFesta, verrà presentato Progetto di Legge Regionale n°276 “ISTITUZIONE DEL COMUNE DI SIBARI”, alla presenza di Consiglieri Provinciali e Sindaci del Comprensorio, dell'On. Giulio SERRA, l'On. Pietro GIAMBORINO e l'On. Maurizio FERAUDO.
Cercheremo di esserci, sia per sostenere l'Associazione “Rinascita” per Sibari Comune, sia per degustare i loro ed i nostri prodotti tipici locali!

mercoledì 17 settembre 2008

AL BANDO LE AMARE ACQUE...

Mentre il Sindaco richiama l'Assessore Regionale all'Ambiente al rispetto degli "ordini di scuderia", invitandolo a dire chiaramente che quei 2 milioni e mezzo di euro da spendere sui torrenti non intendeva certo lasciarli gestire al Comune, il Presidente della Provincia annuncia l'avvio dei bandi per interventi di messa in sicurezza dei torrenti (sempre gli stessi torrenti, ovvio) per altri quasi 3 milioni di euro! Eh! Amare acque! Comunque sia per loro rimane solo una questione di soldi! In effetti lo è in parte... ma non solo. Durante la campagna elettorale delle Provinciali proprio da noi "portulani"venne con forza rivendicata la necessità di istituire un UFFICIO DELLE ACQUE, formato da tecnici preparati, competenti.
Un pool di Tecnici delle Acque in grado di sostenere con efficacia la necessaria opera di progettazione e gestione dei bacini idrografici del vibonese. Un pool era una spesa troppo esosa? Beh! Allora bastava anche un solo Tecnico, in grado di sostenere quelli vibonesi, bravissimi (stante gli esiti) a progettare Tangenziali, Ospedali, e Teatri.
Sulla proposta allora vi fu un blando commento ed oggi iniziamo a pagarne le conseguenze. Nè Comune e nè Provincia hanno pensato ad istituire nulla; i soliti ignoranti di Vibo Marina, avranno pensato, che c'entra l'acqua con la montagna?
Proprio perchè timorosi verso chi progetta con i tappi alle orecchie e la bocca chiusa, ci piacerebbe vedere che tipo di interventi ha progettato la Provincia, torrente per torrente, ed altrettanto ci piacerebbe conoscere quelli già pronti del Comune disdegnati (secondo il Sindaco) dall'Assessore Regionale.
Ma ovviamente è un piacere destinato a restare represso: ai cittadini, prime vittime di tutte le alluvioni, nessuno è più tenuto a dir nulla!
Al massimo, a lavori avviati, sarà possibile qualche piccola variante, utile a guadagnare nuove simpatie ed a non scontentare gli amici.
A proposito di fondi persi e fondi guadagnati. Le acque amare vibonesi continuano ad attrarre risorse economiche: nella scorsa riunione del 16 c.m. la Giunta Regionale ha regalato al Comune di Vibo 50 mila euro per sostenere le spese di redazione del PIANO REGOLATORE DEL PORTO.
Una bella notizia per il nostro bacino portuale! Ci sono decine di progetti sul porto di Porto Santa Venere: quelli di messa in sicurezza, quelli di parking-restyling (con tanto di palme e ciabatte di pietra lavica), quelli catenari, quelli pontileschi, quelli cantieristici! Quelli pubblici e quelli privati. Come andrà a finire?
Per esperienza pluriennale affermiamo con convinzione che le nostre proposte - se richieste, quel tanto che basti a dimostrare "partecipato" il nuovo Piano Portuale - sono destinate a non essere mai prese in considerazione!

QUALCUNO INVOCA UN NUOVO SINDACO, NOI UN NUOVO COMUNE!

Non le manda certo a dire il nuovo Assessore Regionale all'Ambiente Silvio Greco. Con un efficacissimo comunicato stampa ieri ha messo dinanzi le proprie responsabilità tecnici ed amministratori del comune di Vibo: "Ora basta!" e denuncia il disimpegno del comune rispetto ad una "road-map" di programmi utili ad intervenire con efficacia sui nostri torrenti (quasi 5 miliardi delle vecchie lire)! L'assessore dichiara di non essere più disponibile ad attendere oltre, percui "dirotterà" quei finanziamenti, pur di attuare al più presto interventi per la loro messa in sicurezza, al Commissario per l'Emergenza Alluvione (che tra l'altro ancora non ha attuato alcun intervento di quelli di sua competenza dal 2006 ad oggi per carenza di fondi)! Bravo Silvio! Grazie Silvio! (da non confondere con il Silvio Nazionale)
Nessuno più di noi comprende quanto sia importante intervenire sui torrenti al più presto:
lo diciamo da tempo, e da tempo denunciamo l'assoluto disinteresse verso questo tema, dal quale dipende la sorte e la sicurezza di molte vite umane e l'esistenza stessa della nostra città e delle nostre aziende!!
Nonostante 39 disastrose alluvioni in 90 anni, nulla si muove e niente si fa, a parte la solita prassi di utilizzare le loro esondazioni (storiche o periodiche che siano) per costruirci sopra nuovi palazzi ed i loro alvei convertirli a collettori fognari! La sorte dei torrenti è la nostra sorte ed oggi ve ne diamo un esempio emblematico, portandovi in escursione lungo il torrente Candrillo, proprio per farvi "video-vedere" quanto sia grave lo stato delle cose.

Dopo l'alluvione gli argini del torrente sono praticamente diversi da quelli originari; spesso gli argini sono costituiti da cumuli di rifiuti di ogni tipo. Sono saltate molte delle opere idrauliche a difesa dei terreni intorno e per costruirvi ponti di attraversamento si è impiegato cemento e ridicoli tubi di pvc.
Abbiamo filmato un ponticello pericolosissimo: il torrente ha completamente riempito di detriti il tubo in pvc utilizzato per "facilitarne" lo scorrere, tubo che ormai è ostruito completamente: l'acqua però, trovatosi un percorso alternativo, lentamente distrugge la ridicola opera cementizia creata dell'uomo sapiens vibonensis, unendo al danno la beffa!
Immagini paradossali che rendono visibile in tutta la loro drammaticità i rischi che corre la popolazione costiera ad ogni scroscio d'acqua.
La situazione è ancor più grave perchè le acque del Torrente Candrillo lambiscono un'area interamente dedicata a deposito di sostanze altamente inquinanti (Pet-Coke della Italcementi e altri rifiuti indicibili dell'ICOA), traportandole (ad ogni pioggia o meno) nel nostro mare e sulle nostre spiaggie!
Proprio ieri è giunta nel nostro porto la motonave WORLD TRADER PRIMO, battente bandiera Panamense, con il suo nuovo carico di... PET-COKE (usato per alimentare i forni dell'Italcementi), che come se fosse il vecchio "polverino di carbone", viene ancora gettato sulle panchine portuali prima di essere caricato sui camion! E' assurdo attuare una pratica di sbarco così primitiva, incuranti della salute pubblica, pur di risparmiare qualche soldo sull'uso di una tecnica più sicura, che pure esiste! (le foto che vedete sono state realizzate proprio stamattina)
Ed i camion dai cassoni ben sigillati, per fortuna, attraversano la città, destinazione Candrillo! Molte inefficienze messe insieme rendono il nostro territorio costiero una bomba ad orologeria... rendono le nostre vite più fragili delle nostre certezze!
Oggi qualcuno, dopo le dichiarazioni del bravo Silvio, chiede le dimissioni del sindaco, altri della giunta comunale... domani, al coro di lamento ed indignazione se ne uniranno certamente altri! Ma noi lo diciamo da tempo che la complessità, le specificità e le diversità di approccio tra centro e periferia, mare e monte, richiedono non un solo sindaco... ma due!
E' proprio la macchina amministrativa che non riesce più a porsi in maniera efficace verso nessuna programmazione e nessuna gestione; avvitata com'è in uno "strabismo" amministrativo rende errate tutte le scelte, al centro come nella periferia costiera, emergenza ogni normale gestione!
Dinanzi al perpetrarsi delle incapacità, al riproporsi dei danni dovuti all'assenza di un vero e cosciente approccio alle emergenze del territorio, noi... non abbiamo più altra scelta e chiediamo a gran voce un'altro Sindaco!
Ma questa volta a capo di un un nuovo comune, quello di Porto Santa Venere... prima che l'area costiera si trasformi in un enorme cimitero, sempre ammesso che le nuove lottizazioni non impediscano di reperirne spazi per costruirlo!

martedì 16 settembre 2008

P.S.V. e le accise sui carburanti: un esempio di federalismo fiscale alla rovescia

Il nuovo progetto di legge sul federalismo fiscale prevede che gli introiti riferibili a un dato territorio siano appannaggio dello stesso territorio in cui sono stati incassati e che, quindi, vengano destinati a finanziare le sue uscite e le sue spese. In un suo pregevole intervento, l'assessore provinciale Damiano Silipo dimostra come, invece, nel caso di Vibo Marina, le accise sui carburanti, versati dai depositi costieri, siano finite interamente nelle casse dello Stato e della Regione senza che il territorio che le aveva prodotte abbia mai visto una lira(in passato) o un centesimo di euro(attualmente). E non solo, ma esso ha subito paradossalmente, per la presenza dei depositi costieri, soltanto costi, segnatamente sollo l'aspetto del danno ambientale.
Le cifre che l'assessore Silipo snocciola sono da capogiro: solo nell'anno 2007 lo Stato e la Regione hanno incassato, dalla Meridionale Petroli e dall'ex Agip Petroli, rispettivamente 445 e 49 milioni di euro. Se si pensa che ciò avviene dal 1995, il conto é presto fatto: 6.37o milioni di euro.
Se ci fosse la possibilità di destinare al nostro territorio una minima percentuale di questi stratosferici importi, Porto Santa Venere riuscirebbe non solo a raggiungere, con buona pace di quanti avanzano dubbi in proposito, una completa autonomia finanziaria, ma riuscirebbe anche ad autofinanziare un serio progetto di sviluppo del suo porto nonché programmi d'investimento riguardanti l'intero territorio del nuovo Comune.
In tale direzione l'assessore auspica la promulgazione di una legge regionale che preveda il reimpiego di una parte delle accise sui carburanti nell'area del porto.
I suoi auspici sono le nostre speranze.
Ma qui le strade si dividono, in quanto Silipo invoca un intervento della classe politica e delle forze sociali (sic!), mentre, da parte nostra, appare ogni giorno più chiaro il percorso da seguire.

lunedì 15 settembre 2008

LA FASCIA... DIMENTICATA.

Riporto il bell'articolo di Betty Pettinato sull'inaugurazione della stele in memoria dei pescatori del "Papà Rocco".
Un ultima riflessione, ma solo perchè nel post precedente abbiamo tirato in ballo l'importanza del recupero della memoria.
Seppur è apprezzabile che il sindaco sia sceso nella città portuale senza delegare allo stuolo di assessori di rappresentarlo, dispiace però che abbia "dimenticato" di portare con se la Fascia Tricolore!
A parte tutte le considerazioni possibili sul senso dell'indossarla per quella piccola ma simbolica commemorazione, dinanzi ad una comunità dalla "identità sospesa", preme sottolineare che le relative foto ricordo, oltre a non passare certo alla storia, senza quella fascia, non si prestano mica tanto ad essere incorniciate... nemmeno nella stanza del sindaco di Ercolano!

venerdì 12 settembre 2008

IN MEMORIA DELLA MEMORIA DEL MARE

Vederli lavorare, stamattina, nella piccola area verde del nostro borgo portuale è stato come essere dinanzi ad una fattiva operatività, che noi stentiamo a realizzare: erano cittadini di Ercolano che installavano un simbolico monumento ai loro conterranei morti tragicamente dinanzi al nostro porto.
Domattina verrà solennemente inaugurato. Un blocco di pietra lavica con una data e quattro nomi. Nomi di pescatori ai quali il 29 gennaio del 1974 una petroliera recise la vita. Quella operosità metteva in rilevo la più forte contraddizione della nostra comunità: seppur secolare borgo marittimo, con una tradizione peschereccia consolidata, il gruppo dei nostri pescatori, a ben pensarci, è quasi un corpo estraneo, isolato rispetto al resto.
Quando si parla del porto le loro necessità vengono ascolate per ultime; il costruendo mercato ittico comunale è destinato ad infoltire l'elenco delle opere incompiute (nonostante sarebbe utile a sottrarli dal monopolio dell'unico grossista); le loro esperienze ed i loro sogni, le loro difficoltà e bisogni si "bloccano" tra il primo ed il terzo (ce ne sono solo 4 ormai) pino mediterraneo della Pineta: è difficile vederli parlare con altri che non lì e che non siano pescatori!



L'unico vissuto di rilevanza sociale è la festa del paese: le loro barche annualmente si gonfiano d'orgoglio ed amici durante la processione a mare; la bellezza dei loro fuochi artificiali rimane impressa per un anno nei racconti dei turisti e degli emigranti.
Questo accade nonostante sia ad oggi il solo gruppo sociale che sia riuscito ad integrare extracomunitari, che trovano un lavoro legale solo sulle loro barche.
Ma tutto si ferma alle loro imbarcazioni colorate, ormeggiate tra il molo verde ed il rosso, pronte a ripartire ad ogni alba.
A pensarci bene quella festa della penultima domenica d'agosto è quasi la sola riconciliazione con le comunità di operai, commercianti, imprenditori, professori e professionisti... che per il resto dell'anno sembra smettere volutamente di accorgersi di loro. E loro volutamente smettono di accorgersi d'altro che non sia la loro barca, la loro cooperativa o la loro casa.
E' vita dura la loro, come lo è la nostra... ma così separata non potrà che essere peggiore.
Domattina le autorità ricorderanno Cozzolino Giovanni e Gerardo, Formisano Luigi, Scognamiglio Antonio, pescatori del Mediterraneo, nati ad Ercolano e morti a Vibo Marina, le campane intoneranno i loro nomi e dinanzi ad un picchetto d'onore verrà inaugurato il monumento. Speriamo sia un evento contaminante, sia una scintilla d'operosità: punto di partenza, utile a riconsiderare il ruolo dei nostri pescatori, a far emergere le tante loro qualità; l'occasione... per riscoprire un mondo, una cultura!
Uomini del mare, che ci hanno lasciato tonnare che non riusciamo a restaurare, barche che non riusciamo a salvare, tradizioni che non riusciamo a valorizzare, economie che non riusciamo a "liberare" ed a far decollare.
Speriamo che si comprenda - loro e noi - che senza di essi la nostra memoria è sparente e la nostra città monca, il nostro futuro improbabile, ed il mare... solo una liquida e tragica balneazione.

giovedì 11 settembre 2008

UN MERO ERRORE FERRAGOSTANO

"VISTO il Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 33 del 14 agosto 2008 con il quale è stata pubblicata l’Ordinanza del Commissario Delegato n. 63 del 29/7/2008 di approvazione del bando per la concessione dei contributi previsti dall’art. 5, comma 5 dell’O.P.C.M. n. 3531 del 7/7/2006 per favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate dall’alluvione del 3/7/2006.
CONSIDERATO che per mero errore nel suddetto BURC non sono stati pubblicati gli allegati di cui all’art. 7 del Bando stesso. ORDINA
Art. 1 - Di ripetere la pubblicazione sul B.U.R.C. del Bando per la concessione dei contributi previsti dall’art. 5, comma 5 dell’O.P.C.M.n. 3531 del 7/7/2006 per favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate dall’alluvione del 3/7/2006 e dei relativi Allegati di cui all’art. 7 del suddetto Bando.
Art. 2 I termini di 60 gg. per la presentazione delle domande di cui al comma 11 dell’art. 7 del suddetto bando decorrono dalla pubblicazione sul B.U.R.C. della presente Ordinanza".

Non commentiamo. Rimangono solo le parole per invitarvi a SCARICARE QUI L'ALLEGATO CON I MODULI E LE ISTRUZIONI PER LA RICHIESTA DEL CONTRIBUTO

mercoledì 10 settembre 2008

LA PRIMA VOLTA... DI VIBO MARINA!

No! Non abbiamo ancora rintracciato il primo atto amministrativo in cui, riferendosi specificatamente al borgo portuale, compare il nome Vibo Marina al posto di quello di S. Venere! Siamo riusciti, fino ad ora, a rintracciare soltanto la prima delibera comunale in cui viene utilizzato il termine "Vibo Marina". Il documento risale al 1931, quindi tre anni dopo il Regio Decreto con il quale il comune è autorizzato dal re ad adottare il nuovo nome di Vibo Valentia (8 Dicembre 1927); si tratta di una Delibera Podestariale (Scrugli) con la quale si compensa il lavoro svolto da cinque cantonieri comunali, per aver sparso del brecciame a circa 2 km dal centro urbano.
Il lavoro svolto a 2 km dal centro urbano, sia per la "qualifica" degli operai che per il materiale utilizzato (brecciame), riguardava sicuramente un ripristino stradale lungo la SS 18, più che opportuno dopo le pioggie invernali. Quell'utilizzo del termine Vibo Marina, oggi come ieri distante almeno altre 5 volte dalla distanza indicata in quella delibera dal centro montano, dimostra che ancora nel 1931 si usava dire, o scrivere, "Vibo Marina" per indicare l'area costiera nel suo complesso (cioè l'insieme dei paesi di Longobardi, S. Pietro, Porto S.Venere, Bivona e Longobardi; un pò come si fa oggi con il brutto e jellato termine "marinate"), interpretando in tal modo correttamente quanto stabilito dal Consiglio Comunale nella delibera di richiesta del cambio del nome di Monteleone, che indicava in "Vibo Valentia Marina" tutto il territorio costiero.
Ribadiamo: in nessuna delibera precedente a questa compare il termine "Vibo Marina" ed in questo caso, riferendolo correttamente all'area costiera, si abbreviava il ben più lungo termine "Vibo Valentia Marina".
Ma è bene trascrivere integralmente la delibera:

Progr. n. 124 - Oggetto: Pagamento trasferta Cantonieri Comunali
Pubbl. 09.04.31 - IX, n.38142 Div. 2/1
Visto si approva Catanzaro lì 29.04.931 IX - P. Il Prefetto F.to Aronica
Il Podestà

Vista la nota delle trasferte fatte dai cantonieri Comunali, Salimbeni Rosario, Mobilio Vincenzo, Salimbeni Domenico, Mobilio Giuseppe, e Lo Guarro Domenico il giorno 7 corr. per spargimento brecciame in Vibo Marina (II Km dal capoluogo)
Vista la liquidazione fatta dall'Uffico Ragioneria, secondo la quale le spettanze, con la decurtazione del 12%, per ciascuno sono di L. 19,80 ossia L. 99,00 complessivamente per tutti e cinque; Riconosciutane l'attendibilità; Delibera. F.to Scrugli e Aronica.
Il documento però... risulta interessante anche per un altro importantissimo aspetto: il confine comunale.
Indicando che già al secondo chilometro "dal capoluogo" si riteneva essere "localizzati" nell'area costiera legittima ulteriormente quanto da noi ribadito nella proposta di istituzione del comune di Porto Santa Venere, nella quale è posto il confine a monte del nostro nuovo comune in coincidenza del lungo il tratto ferroviario delle Calabro Lucane Pizzo-Vibo Valentia.
Quei 2 km dal centro di Vibo infatti ... corrispondono all'area in cui oggi è posto l'Hotel 501: già da lì quindi... possiamo sostanziare e rivendicare il nostro diritto di ritrovarci nel nuovo comune di Porto Santa Venere... come nel 1931, documenti alla mano, ci si trovava a Vibo Marina.
La nostra ricerca documentale comunque prosegue!
Troveremo mai l'atto amministrativo nel quale il borgo di Porto Santa Venere viene giuridicamente "spoliato" del suo antico nome?

lunedì 8 settembre 2008

QUEL COMANDANTE CHE CITA GANDHI...

Il Comandante Napoli finisce il suo mandato ed alla Capitaneria di Porto di Vibo Marina (il cui Compartimento Marittimo - lo ricordiamo per sottolineare il valore del nostro porto - comprende 2 Regioni, 4 Provincie, 192 Comuni, dei quali 36 costieri) gli succede il Capitano di Fregata Luigi Piccioli. Le pagine dei giornali sono state piene di ringraziamenti per il suo operato, così come prudenti nel presentarne il sostituto. Vi riproponiamo il servizio di CalabriaTV con le parole di commiato dell'uno e proponimenti dell'altro. Però, seppur nessun quotidiano ne ha dato rilievo, a noi sembra importante mettere in risalto le parole con cui il nuovo comandante di porto ha esordito durante la cerimonia ufficiale: "Dobbiamo essere il cambiamento che desideriamo"; citando Gandhi, ha usato un modo garbato ed efficace per lanciare un messaggio forte sul come identificare le istituzioni, al pari di quella che lui intende rappresentare.

E' già forte la considerazione che un militare citi Gandhi, uomo simbolo della pace e della forza delle pratiche non violente... ma lo è ancor più da noi, dove spesso, smarriti, ci domandiamo da quale parte stanno le istituzioni!
Le istituzioni non possono che riflettere quanto la società esprime! Noi siamo il cambiamento che siamo? No! abbiamo amministratori assomiglianti o che assomigliano a quanto riteniamo importante di noi.
E' una frase che fa riflettere, forse per questo non è stata riportata dai quotidiani locali. Ed allora grazie Comandante Piccioli, gliene rendiamo merito: quella frase vale più di un discorso programmatico-istituzionale; è una frase che ci indica i suoi valori e che propone un valore da condividere: quello di uno comuità cosciente della forza della democrazia.
E' vero: le istituzioni democratiche non possono essere che quello che siamo: il comune di oggi non può che somigliarci, così come quello di domani.



In tal senso è bene riflettere sul nostro modo di essere oggi, per trovare il coraggio di essere migliori... per un futuro migliore da condividere in un comune migliore! Quel noi siamo quello che siamo... è un invito a guardarci allo specchio più spesso, senza tirarci indietro dinanzi a quanto vi vediamo riflesso, assumendoci in pieno le responsabilità di cittadini!

venerdì 5 settembre 2008

ZONA FRANCA URBANA: TRADITI DALL'INDICE...

E' ufficiale: SIAMO FUORI dalle Zone Franche Urbane! Non solo, dal 1 settembre sono note anche le metodologie adottate per stilare la classifica finale.

"La Regione Calabria, a seguito di Valutazione delle proposte (...) e valutato l'Indice di disagio socioeconomico Comunale, sceglie prioritariamente quali aree sulle quali attivare le ZFU sul proprio territorio, le prime tre classificate in base ai punteggi seguenti:
1) Crotone ZFU «Retroporto di Crotone» – Punteggio 19,00
2) Lamezia Terme – ZFU «Torrenti-Rotoli» – Punteggio 15,86
3) Rossano ZFU «Quartieri Aterp» – Punteggio 13,73";
a seguire nell'ordine la classificazione delle altre proposte avanzate dalle rispettive amministrazioni comunali (tutti punteggi che avevamo già anticipato nei giorni scorsi):
4) ViboValentia ZFU «Località Marinate» – Punteggio 11,52
5) Cosenza ZFU «Centro Storico» – Punteggio 10,64
6) Corigliano ZFU «Centro storico» – Punteggio 10,35
7) Reggio Calabria ZFU «Catona» – Punteggio 10,28

Per l’individuazione delle ZFU prioritarie, è stato utilizzato dalla task force dell'assessorato, in aggiunta ai criteri stabiliti dal CIPE, l’ Indice di Disagio socioeconomico Comunale (IDSC), per il calcolo del quale sono sono state utilizzate le indicazioni ed i dati previsti, per ottenere, per ogni singolo comune, dalla combinazione dei quattro 4 indicatori di esclusione socioeconomica, i valori percentuali calcolati come media comunale, secondo la seguente formula:
IDS(C) = 0,40*(DIS(c) –DISNAZ)+ 0,30*(OCCNAZ – OCC(c))+ 0,15*(GIOV(c) –GIOVNAZ)+ 0,15*(SCOLNAZ – SCOL(c))
dove il valore C è il valore complessivo di tutte le sezioni censuarie del comune, nessuna sezione esclusa. La somma dei singoli punteggi ottenuti dal criterio (iii), dal criterio (iv), e dall’IDSC ha determinato il punteggio finale per ogni singola proposta progettuale e la graduatoria per la scelta delle ZFU prioritarie nella Regione Calabria.
Questo, in sintesi aramaica, è stato il criterio adottato per la scelta!
Da una rapida occhiata della Relazione allegata alla Delibera pubblicata sul BUR del 1 Settembre, che potete scaricare cliccando sul link, il confronto con i Quartieri ATERP di Rossano è stato condizionato proprio dall'aver scelto un indice che trae i suoi esiti dall'analisi dell'intero territorio comunale; siamo convinti che se l'indice si fosse basato sulla esclusiva valutazione dei dati dei singoli quartieri (visto che poi solo su tale aree verranno applicati i benefici previsti) il nostro Disagio Socioeconomico, questo si, davvero Storico! sarebbe stato in grado di farci balzare in testa alla classifica regionale!
Tant'è, si doveva scegliere e si è scelto! Ora non resta altro da fare che indirizzare un appello ai nostri parlamentari (ed a quelli di maggioranza in particolare, On. Bevilacqua in primis, al quale potete indirizzare una mail di sollecito impegno) di adoperarsi affinchè venga accolta la richiesta formulata dalla Regione Calabria nella stessa delibera, vale a dire "di richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di voler proporre al CIPE, un numero superiore di ZFU per la Calabria da ammettere al finanziamento (...) in considerazione della particolare difficoltà della stessa Regione, risultante dai più significativi indicatori socio-economici".
Dopo essere stati traditi dall'INDICE IDSC non resta che sperare di non esserlo anche dai parlamentari calabresi! Speranza vana?

ADDENDUM:
Vi rimando all'interessante riflessione di Iemma

giovedì 4 settembre 2008

A CESARE QUEL CHE E' DI CESARE...

C'è un episodio storico che rese nota Vibona nel mondo romano ed è legato alla presenza del suo porto, parte dei cui resti sono oggi sommersi a Trainiti (che ben potete vedere nella sua possenza nella bellissima foto da satellite che abbiamo inserito).

L'evento, forse perchè legato all'area costiera (ed utile a collocare proprio Vibona nella costa), non è stato mai degnamente ricordato nella feudale memoria storica monteleonese, percui oggi con questo post continuiamo con tutta la nostra pazienza ed il nostro dileggio, a tentare di colmare tale vuoto.
Ma conviene insistere nel ricordare l'evento perchè è proprio il nostro antico porto di Vibona che viene ricordato da Cesare nel suo De Bello Civili, testo in cui narra il suo scontro con Pompeo nella lotta per il potere, e nel quale testimonia l’audacia dei veterani romani di Vibona che lì erano stanziati al comando del pretore Publio Sulpicio.

Era il 48 a. C. (già, proprio avanti Cristo! 1960 anni fa!) e nello specchio di mare antistante la rada vibonese si svolse una furiosa battaglia navale tra la flotta dei veterani fedeli a Cesare e la flotta di Pompeo, la quale, distrutta la formazione stanziata a Messina, venne ad assalire quella presente nel nostro porto.

Ma vediamo come Cesare stesso descrive la battaglia navale, tra acque e fuochi, svoltasi prima dinanzi il porto di Messina e poi dinanzi al porto ad Vibonem (De Bello Civili, lib. III, cap. 101, vers. 1-5) :

“La flotta era divisa in due parti, l’una agli ordini del pretore Publio Sulpicio si trovava nelle acque di Vibona, l’altra, comandata da Marco Pomponio, in quelle di Messina; Cassio accorse in quest’ultima città con le navi prima che Pomponio venisse a sapere del suo arrivo, lo sorprese in una situazione confusa, senza servizio di sentinelle e senza uno schieramento regolare; allora con il favore del vento ben sostenuto che spirava nel senso giusto, mandò contro la flotta di Pomponio navi onerarie cariche di fiaccole resinose, di pece e di stoppa e di ogni altro materiale adatto ad appiccare il fuoco e incendiò tutte le navi in numero di trentacinque, di cui venti erano dotate di ponti di protezione. Questa azione suscitò tale panico che pur essendo a Messina una legione come presidio, si potè a stento difendere la città, e se proprio allora non fossero giunte notizie della vittoria di Cesare, recate da staffette di cavalieri, quasi tutti avrebbero pensato che la città sarebbe stata perduta. Ma la piazzaforte fu difesa grazie alle notizie che erano arrivate in un momento quanto mai opportuno.

Cassio si diresse quindi a Vibona contro la flotta ed i nostri, spinti dalla stessa paura che li aveva colti a Messina, tirate in secco le navi, seguirono la stessa tattica di prima; Cassio approfittò del vento favorevole per lanciare allo scoperto contro le nostre navi circa quaranta navi da carico predisposte per appiccare incendi: il fuoco divampò alle due ali e arse cinque navi.
E le fiamme si espandevano sempre di più per la forza del vento; a questo punto i soldati delle vecchie legioni, che per motivi di salute erano stati lasciati là, come difesa delle navi, non sopportarono una simile vergogna, si imbarcarono di propria iniziativa, presero il largo, si avventarono contro la flotta di Cassio e catturarono due navi a cinque ordini di remi
(grandissime, vedi il disegno); in una di queste si trovava Cassio, che però raccolto da una scialuppa, si diede alla fuga; furono inoltre affondate due triremi”.
[trad. estratta da: Fernando Solinas F., a cura di, Cesare. La guerra civile, , Mondadori, Milano 1989, pp. 284-287]
Giusto per aiutare a comprendere il valore dell'impresa e che cosa volesse dire catturare una Quinquereme, si rammenta che tale nave, secondo Polibio, portava a bordo 300 rematori, 120 soldati e 50 membri dell'equipaggio; secondo lo storico Fik Meijer per ogni suo lato ospitava 58 thranites su 29 remi, (è proprio dal tipico nome dei rematori del livello superiore che deriverebbe quello del nostro Torrente Trainiti, all'epoca parte integrante del porto fluviale), 58 zygites (rematori del secondo ordine) su altri 29 remi ed infine 34 thalamites (i rematori del livello inferiore) con un remo ciascuno.
Ragazzi questa è la Storia con la S maiuscola! E non ci viene raccontata da un nostro nonno o parente... o da uno storico locale ma niente meno che dall'imperatore di Roma, Caio Giulio Cesare, in persona!



In altre città su tale evento o sull'autore del racconto o sulla stessa ricostruzione della battaglia navale o altro ancora, ci avrebbero inventato di tutto... Sarebbe diventata un'attrazione turistica tutta l'area dinanzi al Torrente Trainiti! Nella nostra... a noi, ci tocca invece ricordarlo quasi "clandestinamente", perchè ignorato nelle scuole della nostra provincia, in ogni loro ordine e grado, così come resterà ignorato nelle guide storiche della città di Vibo Valentia (noi, figli delle alici marinate, abbiamo sempre dovuto pagare alla storia una sorta di "damnatio memoriae").
Ma chissà, se cominciassimo a divulgarlo noi per primi...?
Del resto non può che essere giusto, come dice il vangelo, "dare a Cesare quel che è di Cesare"!

martedì 2 settembre 2008

INVENTARIO DEI MOVIMENTI FRANOSI

Abbiamo trovato il sito di un geologo vibonese che ha realizzato una Carta Inventario dei Movimenti Franosi della Provincia di Vibo Valentia, nell'ambito delle attività finalizzate alla redazione del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico (PTCP).

E' uno strumento, seppur parziale, interessante per prendere visione delle aree attraversate in questi anni da movimenti franosi. Grazie alle nuove potenzialità informatiche i dati di frana sono integrati dai principali caratteri geometrici e tipologici, insieme ad ulteriori elaborazioni originali come un modello digitale del terreno, rappresentato a sfumo, una carta dell’altimetria ed una carta delle pendenze.

La carta inventario riporta sinteticamente, in un sistema georeferenziato, tutti gli eventi franosi che sono stati osservati, alla scala del lavoro, sulla base di segni visibili sul territorio.
E' impressionante come quelli che "segnano" la nostra collina coincidano con alcune aree oggi fittamente edificate o da edificare a breve.


Segnaliamo agli amministratori locali che la consultazione della Carta è libera e gratuita, col solo obbligo di citare la fonte in caso di utilizzo in qualsiasi tipo di lavoro, ed ovviamente gli autori declinano ogni tipo di responsabilità che dovesse derivare dal loro improprio utilizzo.
Siamo giunti a questo sito cercando informazioni sul Torrente Candrilli, confluente nel Trainiti, e dal quale rilevo come lo stesso geologo abbia effettuato una Indagine idrogeologica fra i Torrenti Candrilli e Sant'Anna per il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di Vibo Valentia nel 2006. Saremo grati al professionista se potesse fornircene una copia.

Nell'immagine a lato, che traspone in 3D l'area oggetto dello studio, si può ben notare la complessità orografica dell'area in cui è ubicato il deposito "polverino di carbone" dell'Italcementi.

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